Festa Inter, le giustificazioni del sindaco Sala 48 ore dopo: «Sarebbe successo ovunque. Tifosi allo stadio? Da Salvini un'ideona...» VIDEO

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Il sindaco di Milano Beppe Sala ha rotto il silenzio con un video su Facebook riguardo i festeggiamenti dei tifosi dell'Inter in piazza Duomo. E non si è fatto mancare un paio di frecciatine alla Lega e a Matteo Salvini, che lo aveva attaccato per via degli assembramenti con migliaia di persone a festeggiare lo scudetto: «È vero, la situazione era certamente prevedibile ma non è pensabile che si potesse evitare che i tifosi scendessero in piazza e sarebbe stato così in qualunque città italiana la cui squadra avesse vinto lo scudetto», ha detto Sala.

 

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«Io capisco che le immagini di piazza Duomo abbiano potuto colpire la sensibilità di tanti, e considero con attenzione le voci di tanti milanesi arrabbiati - ha detto -.Capisco di meno la strumentalizzazione politica per racimolare qualche voto in più». «Capisco che nella società in cui viviamo chiunque si improvvisa esperto di ogni cosa, anche dell'ordine pubblico, - ha aggiunto - ma le cose viste da dentro sono un pò più complesse e bisogna accettare che i veri esperti dell'ordine pubblico, sono il prefetto e il questore». 

 

«Con Prefetto e Questore abbiamo valutato come contenere i tifosi, in particolare abbiamo per tempo analizzato la possibilità di chiudere piazza Duomo ma i rischi superavano i benefici, - ha spiegato ancora Sala - perché i tifosi si sarebbero riversati in spazi più piccoli e con meno vie di fuga. Come ha affermato il prefetto non è in situazioni del genere e in tempi come quelli che stiamo vivendo che si può immaginare di usare gli idranti o cose del genere».

 

«Tifosi allo stadio? Da Salvini un'ideona...»

 

Sugli assembramenti «ho sentito tante lamentele ma non un'idea sensata su come avremmo potuto gestire meglio le strade cittadine. Devo dire che ci ha provato Salvini ipotizzando di portare chissà come i tifosi a San Siro». «Ma a tacere che gli stadi in Italia sono chiusi, che assembramenti ci sarebbero stati nell'ingresso e nell'uscita dello stadio? E una volta dentro sarebbero stati tifosi a doverosa distanza o si sarebbero abbracciati? - ha aggiunto -. Questa è stata l'ideona di uno che ha fatto il ministro dell'Interno e quindi presunto addetto ai lavori».

 

«Come al solito nella critica si è distinta la Lega, quella che vuole aprire tutto ma anche quella che aveva in piazza a festeggiare a Milano un vice ministro e due consiglieri comunali che allegramente postavano le loro foto - ha concluso -. È davvero una chicca l'intervista della consigliera ed eurodeputata leghista Silvia Sardone che dice 'io ero lì per lo shopping'. Certo notoriamente si va a fare shopping con la mascherina dell'Inter e insieme ai compagni di partito».

 

«Famiglie non attentano alla salute»

 

«Io non credo che le migliaia di famiglie che hanno festeggiato lo scudetto in tutta la città, in zona gialla, siano pericolosi attentatori alla nostra salute. Certo, lo dico con chiarezza, ora più che mai bisogna avere comportamenti corretti, in termini di distanziamento e uso delle mascherine». «Però sappiamo anche che tutti insieme non abbiamo offerto appigli a professionisti della guerriglia urbana, che ci sono, - ha aggiunto -, che nessuno si è fatto male e che le forze dell'ordine hanno fatto rispettare a tutti il coprifuoco e credetemi non è poco».

 

«Stiamo faticosamente uscendo dalla più grave crisi sanitaria e sociale dal dopoguerra. Esistono tante sensibilità che a volte si contrappongono, c'è chi ha nostalgia per l'ordine assoluto del lockdown e chi vorrebbe aprire tutto e subito al primo spiraglio di normalità - ha concluso -. Quello che sappiamo è che per gestire una comunità non esiste un tasto accesso o spento, o forse si ma in società molto diverse dalla nostra. Una società libera è una comunità complessa che va gestita con strumenti complessi». 

 

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Ultimo aggiornamento: Martedì 4 Maggio 2021, 12:10
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