Vaccini, in arrivo 3 milioni di dosi. Contagi in calo, cambia l'indice Rt

Vaccini, in arrivo 3 milioni di dosi (soprattutto Pfizer). Contagi in calo, cambia l'indice Rt

L'indice Rt verrà modificato in coincidenza della crescita del numero dei vaccinati. E con il cambiamento dello scenario, il modello di valutazione del rischio si avvia ad essere modificato, come ha annunciato il presidente dell'Istituto superiore di Sanità (Iss) Silvio Brusaferro il 7 maggio: «Dobbiamo prevedere degli strumenti sensibili che ci diano precocemente l'allerta laddove si dovessero verificare dei focolai o situazioni di incremento della circolazione del virus in modo da poterlo contenere rapidamente. Questo ci consente di intervenire in maniera più chirurgica e di far fronte all'eventuale circolazione di nuove varianti».

 

 

In arrivo tre milioni di dosi di vaccini - Sono circa 3 milioni le dosi di vaccino in arrivo questa settimana e che veranno distribuite alle regioni. La maggioranza, secondo quanto si apprende da fonti del commissario per l'emergenza, saranno ancora di Pfizer Biontech ma sono comunque previsti arrivi anche di Astrazeneca, Moderna e Johnson & Johnson.

 

Come cambierà l'Rt - Il gruppo di lavoro per l'individuazione di nuovi parametri, promosso dal Ministero della Salute, di cui fanno parte anche le Regioni, l'Iss e il Comitato scientifico, sta finalizzando proprio in questi giorni le sue valutazioni. Dal canto suo il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ha affermato che sarebbe «ragionevole e decisivo valutare l'utilizzo di nuovi parametri rispetto all'Rt per determinare fasce di colore e nuove aperture». Intanto, i dati dell'ultimo monitoraggio parlano chiaro: ad un leggero aumento dell'indice di trasmissibilità Rt, che si colloca a 0,89 ma sempre sotto la soglia di allerta dell'unità, non è corrisposta una ripartenza dell'epidemia e la curva dei casi è per la prima volta in decrescita su tutto il territorio nazionale. Finora il criterio adottato dall'Iss per calcolare Rt (il valore indica il numero di persone che possono essere contagiate da un individuo infetto) si è basato sul conteggio dei casi positivi sintomatici confrontandoli con quelli della settimana precedente. Per garantire una maggiore accuratezza, il confronto è stato fatto fra i dati della penultima settimana con quelli della terz'ultima settimana. Di qui il problema del ritardo.

 

 

Le alternative - In realtà esistono più modi per calcolare l'indice di contagio Rt (dal numero dei casi positivi sintomatici, al rapporto fra casi e tamponi, fino agli ingressi nelle terapie intensive) e ora la sfida è scegliere il più efficace nel seguire il corso dell'epidemia nei prossimi mesi. Per risolvere il problema sono stati messi a punto modelli alternativi. C'è per esempio chi misura il rapporto fra i casi positivi e i tamponi, dal quale si deduce l'indice di positività, e poi si confronta questo valore con quello della settimana precedente. Un'altra tecnica calcola il rapporto fra gli ingressi in terapia intensiva di una settimana con quelli della settimana precedente. Un metodo che non risente delle oscillazioni dovute ai tamponi, ed è utilizzato dal fisico Roberto Battiston, dell'Università di Trento. «Questo metodo potrebbe essere più conveniente per le Regioni in quanto le vaccinazioni degli anziani riducono gli ingressi nelle terapie intensive: di conseguenza l'Rt potrebbe restare basso anche a fronte di un aumento dei contagi», ha osservato il fisico Giorgio Sestili, fondatore della pagina Facebook 'Coronavirus-Dati e analisi scientifichè e del network di comunicazione della scienza 'giorgiosestili.it'. «Nessun metodo è infallibile - ha concluso - e ora bisogna capire quale sia il più efficace per monitorare l'epidemia nei prossimi mesi, piuttosto che il più comodo per restare aperti».

 

 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 10 Maggio 2021, 23:55
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