Peter Neumair e Laura Perselli, i funerali a Bolzano. La figlia Madè: «Mi mancate in modo devastante»

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Ad oltre cinque mesi dalla loro scomparsa, si sono celebrati oggi i funerali di Laura Perselli e Peter Neumair, i due coniugi uccisi dal loro figlio Benno, reo confesso poche settimane dopo. Grande commozione al Duomo di Bolzano: sulle due bare bianche due bouquet di rose bianche con la scritta: «Con tanto amore Madè e i tuoi cari». Madè è la sorella di Benno e figlia di Laura e Peter. 

 

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Nella sua omelia Don Mario Gretter che ha scelto una lettura dal libro di Isaia, ha detto «crediamo che questa non possa essere l'ultima parola, che il male non ci possa annientare, c'é tanto bene che non può essere distrutto». Il decano Bernhard Holzer nelle sue parole introduttive ha detto: «Due bare e molte domande che non sono del tutto nuove, ma che si ripresentano. Non dobbiamo rimuoverle, ci accompagneranno senza risposte soddisfacenti». Il decano ha poi espresso la sua speranza che la figlia Madè e i parenti «possano trovare la forza di sopportare ciò che loro è stato imposto». 

 

 

Dopo il ricordo della sorella di Peter, Michela Neumair, e della sorella di Laura, Carla Perselli, ha preso la parola la figlia Madè che ha ricordato le tappe salienti della triste vecenda. Dal giorno della scomparsa al ritrovamento del corpo di Laura e poi di quello di Peter. «Oggi siete qui davanti a noi, finalmente riuniti, ma non volevate una morte ingiusta, non volevate una morte violenta, vi è stato tolto il respiro e la parola, voi siete la luce, il suono del coraggio e dell'amore, siete la mia aria. Mami e Papi mi mancano le parole per dirvi quanto vi ringrazio per quel che mi avete dato. Mi mancate in modo devastante, riposate in pace».

 

 

 

Le parole di Madè

 

«È il 5 gennaio 2021 sono le 12.30, dove siete. Sono le 13 poi le 14 e le 16, sono seduta in cucina col cellulare in mano, ho paura, sulla bocca dello stomaco una mano fredda», esordisce così Madè, la figlia di Laura Perselli e Peter Neumair, uccisi dal loro figlio Benno, reo confesso, al funerale dei suoi genitori oggi nel Duomo di Bolzano. «Vi sento vicinissimi, silenziosi, siete più vicini che mai, sento che siete scivolati via, è come se un antenna non prendesse più il segnale», continua Madè che ripercorre le tappe della vicenda. «È il 6 gennaio sono le 3.30 di notte, mi alzo ed esco in salotto, il terrore ha lasciato spazio ad un'apnea».

 

Madè poi parla del 6 febbraio, giorno in cui è stata ritrovato nel fiume Adige il corpo di Laura Perselli, e poi del 27 aprile, il giorno del ritrovamento del corpo di suo padre Peter. «Oggi, 18 giugno siete qui davanti a noi finalmente riuniti, ma non volevate una morte ingiusta, non volevate una morte violenta, vi è stato tolto il respiro, vi è stata tolta la parola. Voi siete la mia luce, il suono del coraggio e dell'amore, siete la mia aria. Mami e Papi mi mancano le parole per dirvi quanto vi ringrazio. Grazie per quel che mi avete dato . Vi vedo ancora passeggiare su una delle vostre spiagge. I capelli al vento, il sole che picchia ma non troppo, sento la vostra serenità rimbombare forte. Mi mancate in modo devastante, riposate in pace», conclude Madé visibilmente commossa.

 

Il ricordo delle sorelle

 

Ai funerali di Laura Perselli e Peter Neumair, la coppia uccisa dal loro figlio Benno, reo confesso che ora si trova nel carcere di Bolzano, hanno preso la parola anche la sorella di Peter, Michaela Neumair, e la sorella di Laura, Carla Perselli. Michaela ha ripercorso le tappe fondamentali della vita di Peter, propenso ad una vita sobria e ad uno stile di vita sostenibile. «Era difficile fargli un regalo, il suo motto era 'il mio corpo non lo richiedè», ha ricordato Michaela. «Pur avendo lasciato una tristezza infinita, ci ha regalato una lezione di vita, che la vita va vissuta pienamente e con gioia all'insegna del 'meglio fare, che non farè, come diceva sempre», ha detto Michaela.

 

Carla ha descritto sua sorella Laura come «aperta al cambiamento una donna che vuole scoprire il mondo, che lavora con passione, con due figli di cui era orgogliosa, una donna che si aggiorna, che comunica». «C'era un prima - una sorella molto amata che capisci anche se non parla - e c'è un dopo - il silenzio, il dolore più profondo. Trovo il calore di una comunità che sottovoce mi consola, c'é un dopo che continua e tu che mi dici, devi rialzarti», ha concluso Carla.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 18 Giugno 2021, 13:50
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