Piero, malato di Sla, sopravvive grazie a un ventilatore polmonare: «Quello di scorta vuole donarlo per la lotta al coronavirus»
di Silvia Natella

Piero, malato di Sla, sopravvive grazie a un ventilatore polmonare: «Quello di scorta vuole donarlo per la lotta al coronavirus»

Piero Floreno è malato da dieci anni di Sla, la sclerosi laterale amiotrofica, e per sopravvivere ha bisogno di un ventilatore polmonare, un macchinario indispensabile nella lotta al coronavirus. Ne ha due e ha deciso di donare quello di scorta all'Asl torinese affinché aiuti chi è malato. Un gesto bellissimo che ha comunicato attraverso uno strumento oculare, che gli dà voce trasformando in parole i movimenti delle pupille e dei bulbi oculari. 

Leggi anche > Coronavirus, la virologa: «Stessi contagi di 14 giorni fa. Dobbiamo cambiare le nostre abitudini di vita»

Pietro vive a Nichelino e il ventilatore polmonare lo tiene in vita, ma ha espresso il desiderio di aiutare gli altri così come tante altre persone che in questi giorni difficili hanno dato prova di solidarietà. «Ci ho pensato tutta la notte. Ma perché uno dei miei due ventilatori polmonari non lo diamo in prestito agli ospedali, che in questo momento ne hanno tanto, troppo bisogno? Visto che uno lo teniamo di riserva, può invece aiutare subito una persona colpita dal virus. E se l'emergenza finisce entro due o tre mesi, poi ce lo riportano», ha detto Piero alla moglie Antonella. 
 

«Lui è così, è sempre stato questo. Una persona di una generosità infinita, che cerca di fare anche cose molto complicate da attuare», ha raccontato la moglie alla Stampa di Torino. Il suo desiderio, tuttavia, non potrà essere realizzato perché nelle sue condizioni il ventilatore di scorta è necessario. Il primo potrebbe subire un guasto e il 57enne potrebbe morire in pochi secondi senza ricorrere all'altro.

«Quando Piero mi ha detto cosa voleva fare ho provato una certa ansia  - ha aggiunto la moglie -, è una persona combattiva: pensi che prima di finire nelle mani del reparto delle Molinette, dove è in cura oggi, ha voluto aspettare fino all'ultimo prima di accettare l'intervento che lo ha portato a dipendere dal ventilatore. È rimasto colpito da quanto sta succedendo nel mondo. E ancora una volta non poteva stare con le mani in mano».
Ultimo aggiornamento: Sabato 21 Marzo 2020, 10:00
© RIPRODUZIONE RISERVATA