Il decreto per le imprese: iniezione di 400 miliardi e prestiti supergarantiti. TUTTI I PROVVEDIMENTI

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di Giammarco Oberto
Quattrocento miliardi per dare liquidità alle imprese piegate dalla chiusura dell’Italia. Duecento per il mercato interno, 200 per l’export. Una fetta da 30 miliardi dedicata alle piccole e medie imprese, agli autonomi e alle partite Iva che abbiano già usato appieno il ricorso al Fondo di garanzia per le pmi.

Dopo i 350 miliardi già previsti nel decreto Cura Italia, arriva una nuova iniezione di soldi per far ripartire il motore del Paese. «Una potenza di fuoco enorme» dice Conte quando compare alle 20,30 in diretta tv dopo un lunghissimo Consiglio dei ministri. «Non ricordo un intervento così poderoso nella storia della nostra Repubblica per il finanziamento alle imprese». E ricorda l’imminente Pasqua: «Significa passaggio, è una festa di libertà e riscatto e noi speriamo che la Pasqua possa portarci anche questo riscatto, questa libertà».

I PRESTITI. I canali per ottenere i prestiti sono i soliti, ma lo Stato è garante, ovvero copre dal rischio del mancato rimborso i prestiti che saranno emessi nelle prossime settimane per sostenere le aziende. Ce n’è per tutti, non c’è un tetto di fatturato. Ci sono 200 miliardi di garanzia per prestiti «garantiti dallo Stato fino al 90%» sottolinea il ministro Gualtieri. Il meccanismo della garanzia pubblica consente di velocizzare i tempi per la concessione del prestito. Inoltre, per le somme fino a 25mila euro, si prevede che non sia fatta nessuna valutazione sul merito del credito. Al di sopra di questa soglia, invece, la valutazione resterà. La garanzia dello Stato avverrà sotto lo scudo della Sace, la spa di Cassa Depositi e Prestiti.

LE IMPOSTE. Il decreto imprese prevede - ha annunciato Conte - «la sospensione vari pagamenti fiscali e contributi e ritenute anche per i mesi di aprile e maggio».

Ultimo aggiornamento: Martedì 7 Aprile 2020, 10:17
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