Coronavirus, Conte: «Stanziati 400 miliardi per l'economia. No al Mes, sì agli Eurobond: dopo Pasqua la ripartenza»

di Enrico Chillè
Giuseppe Conte, in conferenza stampa, ha annunciato delle misure mai viste prima per sostenere l'economia italiana di fronte all'emergenza coronavirus. «Abbiamo stanziato 400 miliardi: 200 andranno per sostenere il mercato interno, gli altri 200 dovranno sostenere l'export. Si tratta di una misura straordinaria e d'emergenza, mai vista prima nella storia repubblicana: una potenza di fuoco per sostenere le imprese», ha spiegato il presidente del Consiglio dei Ministri.

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«Attraverso il potenziamento del golden power potremo controllare operazioni societarie e scalate ostili non solo nei settori tradizionali, ma in quelli assicurativo, creditizio, finanziario, acqua, salute, sicurezza. È uno strumento che ci consentirà di intervenire nel caso ci siano acquisizioni di partecipazioni appena superiori al 10% all'interno dell'Ue. Lo Stato offrirà una garanzia perché i prestiti avvengano in modo celere, spedito. Potenzieremo il fondo centrale di garanzia per le pmi e aggiungiamo il finanziamento dello Stato attraverso Sace, che resta nel perimetro di Cassa depositi e prestiti, per le piccole e medie e grandi aziende» - ha spiegato Giuseppe Conte - «Quando tutto sarà finito ci sarà una nuova primavera, presto raccoglieremo i frutti di questi sacrifici. Ora ci avviciniamo ad una festività importante per tutti, sia religiosi che laici, come la Pasqua. La passeremo però in casa, perché sarebbe da irresponsabili uscire in questo momento, ma speriamo che ci porti verso il riscatto e la libertà».

In conferenza stampa con Conte ci sono anche Roberto Gualtieri, Stefano Patuanelli e Lucia Azzolina. Il ministro dell'Economia ha spiegato: «Con questo nuovo decreto, insieme al Cura Italia, mobiliteremo 750 miliardi di risorse. Potenzieremo il fondo per le Pmi e il Sace con 200 miliardi di garanzie per prestiti fino al 90%, garantiti dallo Stato per ogni tipo di impresa. Questo decreto non ha precedenti, i prestiti potranno arrivare al 25% del fatturato delle imprese. Il sistema di erogazione è molto semplice e diretto al sistema bancario, attraverso Sace, con condizionalità limitate tra cui quella di non poter erogare dividendi. Con il decreto di aprile apposteremo 30 miliardi a sostegno di questi 200 miliardi di garanzie a prima richiesta dello Stato, irrevocabili».

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Anche Patuanelli, ministro dello Sviluppo Economico, ha spiegato: «Rispondiamo un'esigenza assoluta delle imprese, avere liquidità. È una operazione amplissima, probabilmente la più grande d'Europa. Il governo ha grande fiducia nei nostri imprenditori sulla loro capacità di uscire dalla crisi. Il nostro sistema è fatto anche di tante piccole imprese artigiane, autonomi, professionisti: per questo mondo abbiamo rafforzato il Fondo centrale di garanzia che portiamo con la possibilità di un prestito fino a 5 mln di euro con la garanzia al 90% dello Stato».

È arrivato poi il turno di Lucia Azzolina che ha parlato del destino della scuola. «Abbiamo pensato due possibili opzioni che permetteranno di fare gli esami secondo i reali apprendimenti anche grazie al lavoro sulla didattica a distanza. Abbiamo messo in sicurezza l'anno scolastico. Non si può però assolutamente parlare di sei politico: sono categorie vetuste, la valutazione guarda alla crescita e maturazione dello studente, che è messo al centro. Se ci saranno apprendimenti da recuperare, li recupereranno a settembre» - ha spiegato la ministra dell'Istruzione - «Non riusciamo ad aggiornare le graduatorie di istituto e questo è dovuto a procedure vetuste: non riusciamo a portare avanti le domande cartacee. Chiedo scusa io a tutti i precari, li aggiorneremo l'anno prossimo con procedura digitalizzata».

La parola è poi tornata a Giuseppe Conte, con le domande dei giornalisti in sala stampa. «La mancata zona rossa ad Alzano e Nembro? Non voglio fare polemiche con gli amministratori locali, ho bisogno anche della loro collaborazione. Mi è stato chiesto se il governatore della Lombardia poteva assumere ordinanze più restrittive e abbiamo risposto che non abbiamo impedito di farlo, lo hanno fatto altri governatori. Non voglio imputare o scaricare responsabilità. Ci sarà poi il tempo per giudicare e io non mi sottrarrò. Ora è il momento della concentrazione e del coraggio per uscire dall'emergenza tutti insieme» - ha spiegato il presidente del Consiglio - «Vogliamo confidare che con la Pasqua la curva epidemica sia sotto controllo o discendente e ci consenta di creare una fase successiva, in cui cercheremo di raccogliere le forze per proiettarci per la rinascita. Non possiamo stabilire una data precisa, ma ci sarà una riapertura graduale solo quando sarà il momento. Vi anticipo però che stabiliremo protocolli chiari sia per le attività produttive, sia per i singoli cittadini. Ripeto: no al Mes, sì agli Eurobond. Il Mes è un meccanismo che non ha nulla a che vedere con questa crisi, mi dicevano che gli Eurobond sono troppo futuristici e non realistici, ma quando si difende il proprio paese non si fanno calcoli».
Ultimo aggiornamento: Martedì 7 Aprile 2020, 08:46
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