Covid, Ippolito (Spallanzani): «Terapie intensive preoccupano. Rischi al Sud per effetto vacanze»
di Domenico Zurlo

Covid, Ippolito (Spallanzani): «Terapie intensive preoccupano. Rischi al Sud per effetto vacanze»

L'aumento dei contagi da coronavirus preoccupa gli esperti, così come l'aumento quotidiano dei malati in terapia intensiva. L'allarme al riguardo lo ha lanciato questa mattina su Raitre ad Agorà Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, uno degli ospedali in prima linea contro l'emergenza Covid-19 fin dall'inizio della pandemia.

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I dati quotidiani della pandemia di Covid-19, in aumento in queste settimane, vanno interpretati «con molta attenzione. In primo luogo perché questi sono i positivi che noi abbiamo trovato grazie a un grande impegno dello Stato a fare tanti tamponi. Il dato più preoccupante è l'aumento dei pazienti ricoverati con sintomi progressivi e l'aumento dei pazienti in terapia intensiva», le sue parole.

«Sicuramente l'indicatore del numero di ricoverati con sintomi, più o meno gravi, e il numero dei pazienti in terapia intensiva - ha sottolineato - è segno che il virus continua a circolare e trova persone che, per condizioni personali, per malattie pregresse, per età sono più suscettibili a una forma più grave. E questa può essere anche mortale», ha ricordato Ippolito. 

Per la diffusione del contagio da coronavirus Sars-CoV-2, «il rischio oggi è al Sud perché si è spostato il modello di circolazione. E poi perché abbiamo ancora una coda di effetto vacanze», ha aggiunto Ippolito che ha sottolineato i rischi legati alle feste, anche quelle legate alle vittorie sportive. «Basta una persona per fare 20 nuovi contagi - ha ammonito - Noi abbiamo ormai molta esperienza. Le persone contagiate porteranno il virus nel naso, probabilmente non avranno conseguenze. Ma il virus rimarrà lì quando il contagiato prenderà freddo perché ha lasciato la finestra aperta. Starnutirà dentro casa e potrà trasmettere il virus ad altri. Un modello di prudenza individuale diventa un modello di prudenza collettiva e doverosa», ha concluso.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 1 Ottobre 2020, 10:30
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