Coronavirus, 610 morti: più contagi, meno terapie intensive e ricoveri. Locatelli: «A Pasqua rispettate misure» MAPPA
di Simone Pierini

Coronavirus, 610 morti: più contagi, meno terapie intensive e ricoveri. Locatelli: «A Pasqua rispettate misure» MAPPA

Sono 610 le vittime in più per conseguenze derivate dal coronavirusIeri il dato era di 542. È quanto ha diramato il capo del dipartimento della Protezione civile Angelo Borrelli in conferenza stampa nel consueto bollettino delle 18 di oggi giovedì 9 aprile. Rispetto a ieri tornano ad aumentare i nuovi casi (4.204 contro i 3.836 di ieri: 368 in più) e riprende parzialmente a salire il trend di crescita della curva epidemica (+3,0% contro il +2,8% del giorno precedente) complice anche un numero inferiore di tamponi, 5.436 test in meno in un giorno.

Una crescita che è comunque condizionata dall'elevato numero di tamponi da due giorni a questa parte. In 48 ore sono stati infatti effettuati 97.924 test (registrando 8.040 nuovi casi) contro i 63.984 (con 6.638 nuovi casi) delle 48 ore precedenti. Si conferma invece per il quinto giorno consecutivo la discesa del numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva (-88) e dei ricoverati con sintomi (-86). 

A condizionare il nuovo aumento di casi odierno è la Lombardia che ha fatto registrare un +1.388 di persone positive al Covid-19 e 300 morti. 

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IL BOLLETTINO DI OGGI

I casi Covid-19 accertati in Italia dall'inizio dell'emergenza sono ora 143.626 (4.204 in più rispetto a ieri), di cui 18.279 morti e 28.470 guariti, 1979 nelle ultime ventiquattro ore. Il numero di attualmente positivi nel nostro Paese è di 96.877 persone, ieri era di 95.262, un aumento di 1.615 unità. I tamponi effettuati fino ad oggi sono 853.369, 46.244 nell'ultimo giorno (Ieri erano 51.680). 

Sono 3.605 i malati in terapia intensiva, 88 in meno rispetto a ieri. Di questi, 1.236 sono in Lombardia. 28.399 sono poi ricoverati con sintomi, 86 in meno rispetto a ieri, e 64.873 (+1.789) sono quelli in isolamento domiciliare.



LOCATELLI: «IMPORTANTE RIDUZIONE PRESSIONE OSPEDALI. A PASQUA A CASA»​

«Degli ultimi cinque giorni ben quattro si sono conclusi con un numero negativo di pazienti ricoverati del precedente. Per quel che riguarda il numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva siamo a cinque giorni su cinque di calo sul precedente, c'è una riduzione della pressione sanitaria. Questo va anche visto in una prospettiva di quando si parla di Fase 2, questa riduzione sarà utile per ottimizzare la gestione dei malati di pazienti diversi da Covid-19 che ovviamente non sono venuti a scomparire», lo ha detto in conferenza stampa il professor Franco Locatelli, presidente Consiglio superiore di sanità.

«Oggi pur nel numero ancora importante di decessi registrati, ci sono dieci regioni al Centro Sud e a Bolzano che il numero è inferiore alle dieci unità», ha aggiunto. «In vista della Pasqua ognuno di noi deve rigorosamente adeguarsi e rispettare le indicazioni nella prospettiva di una responsabilità individuale», ha sottolineato Locatelli ringraziando la polizia locale e gli agenti al servizio dei controlli delle misure di contenimento.  

«In una regione con alto tasso di incidenza epidemica è più facile essere contagiati, al contrario nelle regioni meno colpite i numeri di soggetti che non hanno sviluppato anticorpi è decisamente più alto e quindi c'è di fatto maggior proporzione di soggetti più suscettibile all'acquisizione di una infezione virale», ha detto Locatelli rispondendo a una domanda sulla scelta delle regioni da cui ripartire per la Fase 2. «Personalmente - ha aggiunto - credo che le politiche che verranno scelte dal decisore dovranno forse avere un carattere nazionale piuttosto che regionale, semmai valorizzando i profili di rischio dei lavoratori. Guardare prima alle professioni piuttosto che alle zone geografiche? Sostanzialmente sì». 

TEST SIEROLOGICI SU 6 FASCE ETÀ

Sui test sierologici «il dimensionamento campionario verrà fatto considerando il genere della popolazione, inoltre sei fasce di età che abbiamo deciso di considerare grazie all'indicazione di Istat, poi un numero limitato di profili lavorativi e di differenze regionali; verrà scelto un test con elevata sensibilità, specificità, applicabilità larga su tutto il territorio nazionale, con larghissimo coinvolgimento delle Regioni». Lo ha detto il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) Franco Locatelli in conferenza stampa alla Protezione civile.

I DATI REGIONE PER REGIONE

Dai dati della Protezione civile emerge che sono 29.074 i malati in Lombardia (529 in più rispetto a ieri), 13.258 in Emilia-Romagna (+148), 10.449 in Veneto (+278), 11.336 in Piemonte (+347), 3.401 nelle Marche (-161), 5.703 in Toscana (+146), 3.253 in Liguria (+8), 3.532 nel Lazio (+84), 2.873 in Campania (+14), 1.390 in Friuli Venezia Giulia (-25), 1.978 in Trentino (+38), 1.315 in provincia di Bolzano (+34), 2.301 in Puglia (+63), 1.942 in Sicilia (+49), 1.566 in Abruzzo (+32), 792 in Umbria (-31), 609 in Valle d'Aosta (+3), 876 in Sardegna (+36), 765 in Calabria (+10), 189 in Molise (+8), 275 in Basilicata (+5).

Quanto alle vittime, se ne registrano 10.022 in Lombardia (+300), 2.316 in Emilia-Romagna (+82), 756 in Veneto (+20), 1.454 in Piemonte (+76), 669 nelle Marche (+17), 408 in Toscana (+16), 682 in Liguria (+28), 227 in Campania (+6), 253 nel Lazio (+9), 171 in Friuli Venezia Giulia (+2), 225 in Puglia (+6), 187 in provincia di Bolzano (+4), 138 in Sicilia (+5), 194 in Abruzzo (+15), 51 in Umbria (+1), 105 in Valle d'Aosta (+3), 268 in Trentino (+13), 61 in Calabria (+1), 64 in Sardegna (+5), 13 in Molise (+0), 15 in Basilicata (+1). I tamponi complessivi sono 853.369, oltre 46mila più di ieri. Degli oltre 853mila tamponi circa 430mila sono stati effettuati in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 10 Aprile 2020, 17:09
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