Josh Fight, come la battaglia dei "Mario Rossi" degli Stati Uniti da scherzo virale è diventato un evento reale. E ha vito un bimbo di 4 anni

Josh Fight, come la battaglia dei "Mario Rossi" degli Stati Uniti da scherzo virale è diventato un evento reale. E ha vito un bimbo di 4 anni

Tutto era nato come uno scherzo sui social, dettato dalla noia causata dal lockdown di un anno fa. Neanche il suo ideatore, Josh Swain, poteva certo immaginare che la battaglia che aveva in mente sarebbe diventata un evento epocale, capace anche di raccogliere fondi per due ottime cause.

 

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Tutto era iniziato il 24 aprile dell'anno scorso, quando Josh Swain, studente di Ingegneria civile residente a Tucson (Arizona), aveva riunito in una conversazione di gruppo su Facebook tantissimi suoi omonimi. Lo scopo, a detta del giovane, era quello di organizzare una battaglia non violenta il cui vincitore avrebbe avuto il diritto di mantenere il nome e provare anche a chiedere a Facebook la spunta blu che contraddistingue i profili verificati. Sembrava uno scherzo, una provocazione nata dalla noia per il lockdown, e Josh aveva anche fissato una data e un luogo di ritrovo: un anno esatto dopo, il 24 aprile 2021, ed un campo nei pressi di Lincoln, nel Nebraska.

 

 

 

 

Quello che di certo Josh Swain non si aspettava è che a quell'appello avrebbero risposto in centinaia di persone, molti dei quali aveva il suo stesso nome. Nei giorni scorsi, però, i meme e gli appelli erano stati postati e ricondivisi da tanti utenti, generando anche preoccupazione nel legittimo proprietario del campo in cui era stata annunciata la battaglia. Alla fine era intervenuta l'amministrazione comunale, che aveva aperto e messo a disposizione un parco cittadino per uno degli eventi più incredibili degli ultimi tempi, la Josh Fight.

 

 

 

 

A Lincoln, infatti, si sono ritrovate quasi 1000 persone, provenienti da ogni parte degli Stati Uniti. E due giorni fa, nel primo anniversario dell'iniziativa di Josh Swain, si è tenuto l'evento, composto da due diverse battaglie. Quella a cui hanno partecipato tutti era un finto scontro, 'armati' di tubi galleggianti in schiuma per la piscina. Josh Swain, poi, ha anche sfidato un suo perfetto omonimo, Josh Swain di Omaha, in una estenuante battaglia a morra cinese (detta anche carta, forbici, sasso). Incredibile anche la copertura mediatica dell'evento, riportato da siti di informazione locale ma anche dal New York Times.

 

 

 

 

 

 

 

Il vincitore della battaglia a colpi di tubi galleggianti, in maniera inaspettata, è stato un bambino di quattro anni, ovviamente di nome Josh. I partecipanti all'evento, che hanno risposto agli appelli di Josh Swain, hanno anche raccolto cibo per il banco alimentare e oltre diecimila dollari (l'equivalente di circa 8500 euro) per un ospedale pediatrico del Nebraska. L'evento è stato un successo e, dopo la fine della battaglia, c'è stata anche una sorpresa assolutamente inaspettata. Il papà del piccolo Josh, il vincitore, ha infatti spiegato: «Quando mio figlio aveva due anni aveva sofferto violente convulsioni ed era stato curato e seguito proprio in quell'ospedale pediatrico. Evidentemente, era destino».

 

 

 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 26 Aprile 2021, 22:57
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