Coronavirus, in Gran Bretagna 1.243 morti e 45.533 nuovi contagi

Coronavirus, in Gran Bretagna 1.243 morti e 45.533 nuovi contagi

Resta allarmante il numero dei nuovi contagi e di morti da coronavirus nel Regno Unito, favorito dalla maggiore trasmissibilità della cosiddetta variante inglese del virus e spinto oggi all'insù anche dal recupero statistico dei dati in parte raccolti in ritardo nel weekend.

 

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Secondo i numeri di giornata diffusi dal governo di Boris Johnson, i contagi registrati nelle ultime 24 ore sono stati 45.533 contro i poco più di 46.000 di ieri, mentre i morti sono risaliti da 529 a 1.243, vicino al picco assoluto. Intanto il governo annuncia una stretta di polizia contro le violazioni del lockdown.

 

L'aggiornamento è arrivato a margine di un nuovo briefing sull'emergenza tenuto oggi a Downing Street dalla ministra dell'Interno, Priti Patel, sullo sfondo del moltiplicarsi degli avvertimenti sul rispetto del lockdown nazionale, reintrodotto nel Paese da una settimana. Moniti che si traducono nell'annuncio di un maggior rigore della polizia e di multe immediate per i trasgressori dinanzi a una situazione in cui resta vitale riportare sotto controllo i contagi che minacciano di nuovo di sommergere gli ospedali prima che l'auspicato effetto immunitario collettivo della campagna di vaccini anti Covid avviata sull'isola a ritmo accelerato (oltre 2,4 milioni di persone vaccinate) possa realizzarsi nel giro di alcuni mesi. Patel ha sottolineato che il Regno è in un momento «cruciale» sul fronte della pandemia e del rischio di sovraffollamento degli ospedali del servizio sanitario nazionale (Nhs).

 

Pur non annunciando nuove misure e giudicando quelle attuali «sufficientemente dure», la ministra ha poi rimarcato che la polizia ha ora l'indicazione di punire «più rapidamente le persone che non fanno la propria parte violando chiaramente le regole» e l'obbligo di «restare a casa salvo poche, limitate» ragioni. Al suo fianco le ha fatto eco Martin Hewitt, del National Police Chief Council, il quale ha puntato il dito contro «una minoranza testarda» che continua a rifiutare di adeguarsi. Hewitt ha riferito che le multe elevate sono salite a 45.000, aggiungendo che la polizia non intende «scusarsi» di questa severità crescente; mentre ha citato casi di persone punite per aver organizzato party o incontri di gruppo, aver cercato di far passare feste per «incontri di lavoro» o non aver voluto indossare la mascherina su treni e mezzi pubblici, comportamento che ha definito «pericoloso» per gli altri.

 

Un appello a «rispettare le regole fissate dal governo» è venuto durante il briefing pure da Vin Diwakar, direttore medico dell'Nhs a Londra, che ha definito la pandemia «la più grande emergenza del Paese dalla II Guerra Mondiale». Diwakar ha ricordato che il Covid è «una terribile malattia», anche per non pochi «pazienti giovani». Ha poi aggiunto che «c'è speranza» dato il progredire delle vaccinazioni e l'alleggerimento dell'elevata pressione sugli ospedali con la riapertura di strutture temporanee come il grande Nightingale Hospital di Londra; ma ha insistito che per ora occorre comportarsi tutti come se si fosse «contagiati dal Covid».


Ultimo aggiornamento: Martedì 12 Gennaio 2021, 19:06
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