Recovery Fund da 750 miliardi: all'Italia la quota più alta. Gentiloni: «Svolta europea»
di Simone Pierini

Recovery Fund da 750 miliardi: all'Italia la quota più alta. Gentiloni: «Svolta europea»

Il pacchetto del Recovery Fund proposto dalla Commissione europea ammonterebbe a 750 miliardi di euro. Lo scrive la Dpa in un'anticipazione citando fonti ben informate. Stando all'agenzia tedesca, 500 miliardi sarebbero versati come aiuti, 250 miliardi come prestiti. Sarebbe questo il punto di equilibrio proposto dalla presidente Ursula Von der Leyen per venire incontro alle richieste dei 4 paesi frugali (Olanda, Danimarca, Svezia e Austria) che hanno contestato l'idea franco-tedesca di usare tutte le risorse finanziare del Recovery Fund per sussidi

Il pacchetto proposto dalla Commissione europea per l'Italia ammonta a 172,7 miliardi di euro e rappresentano la quota più alta destinata a un singolo Paese: 81,807 miliardi sarebbero versati come aiuti e 90,938 miliardi come prestiti.. E questo sia in termini assoluti sia per quanto riguarda gli aiuti a fondo perduto che i prestiti. Segue l'Italia la Spagna, con un totale di 140,4 miliardi, divisi tra 77,3 miliardi di aiuti e 63,1 miliardi di prestiti. Lo apprende l'Ansa da fonti ben informate.

A confermarlo è anche il commissario europeo per l'economia Paolo Gentiloni attraverso un tweet: «Commissione propone un Fondo di Recovery da 750 miliardi che si aggiunge agli strumenti comuni già varati. Una svolta europea per fronteggiare una crisi senza precedenti. #NextGenerationEu».
 

«Ottimo segnale da Bruxelles, va proprio nella direzione indicata dall’Italia. Siamo stati descritti come visionari perché ci abbiamo creduto dall’inizio. 500 mld a fondo perduto e 250 di prestiti sono una cifra adeguata. Ora acceleriamo sul negoziato e liberiamo presto le risorse», il commento a caldo in un tweet del presidente del Consiglio Giuseppe Conte
 


In merito al pacchetto di aiuti europei il premier Giuseppe Conte oggi ha pubblicato su Facebook un messaggio in cui scrive che l'Italia «deve programmare la propria ripresa e utilizzare i fondi europei che verranno messi a disposizione varando un "piano strategico" che ponga le basi di un nuovo patto tra le forze produttive e le forze sociali del nostro Paese».

Secondo il presidente del Consiglio «questo è il momento per alzare la testa e volgere il nostro sguardo al futuro. Abbracciando questa prospettiva, con coraggio e visione, trasformeremo questa crisi in opportunità. Ci sono alcune azioni fondamentali per recuperare il divario di crescita economica e produttività, nei confronti degli altri Paesi europei, che ci ha caratterizzato soprattutto negli ultimi vent'anni»
 

Piano di rilancio confermato anche dal ministro dell'Economia Roberto Gualtieri che in un'intervista a Il Foglio ha dichiarato che «ora occorre un grande patto per lo sviluppo sostenibile e inclusivo con le forze sociali e produttive che dovrà sfociare nel Recovery Plan dell'Italia, cioè in un grande piano di investimenti e riforme al cui finanziamento contribuiranno i nuovi strumenti europei a partire dal Recovery Fund». Un piano ambizioso di riforme e investimenti da finanziare con i nuovi strumenti europei. «I pilastri di questa strategia di sviluppo saranno il potenziamento degli investimenti pubblici e privati, la conoscenza e il capitale umano, la semplificazione delle procedure e della macchina amministrativa, e suoi driver l'innovazione e la digitalizzazione, la sostenibilità ambientale, le infrastrutture materiali e immateriali, la coesione sociale e territoriale con un'attenzione particolare al Mezzogiorno», conclude. 

«L'Italia ripartirà con un Recovery Plan, un grande piano di rilancio. Come annunciato dal Presidente Giuseppe Conte, affronteremo la crisi investendo su semplificazione, sburocratizzazione, digitalizzazione della PA, apertura nuovi cantieri e Green Deal». Così su Twitter Enzo Amendola, ministro per gli Affari europei, in merito alla proposta lanciata questa mattina dal Premier Conte, sull'utilizzo delle risorse europee da usare per affrontare la crisi legata al Covid-19. 

Le prime indiscrezioni sul Recovery Fund dell'Europa, con un pacchetto di stimoli fiscali da 750 miliardi, di cui 500 miliardi come aiuti e 250 miliardi come prestiti, spinge i listini. Madrid è la migliore con un rialzo del 2,7%, Parigi accelera e guadagna il 2%, Francoforte l'1,79%, Londra l'1,54% e Milano l'1,33 per cento. Lo Stoxx Europe 600 sale dell'1,1%, estendendo i guadagni con i governi che continuano ad allentare le restrizioni introdotte per contenere il virus. Partecipano al rialzo i produttori di automobili, le banche, i viaggi e il tempo libero (in rialzo di almeno il 3%) mentre tecnologia e assistenza sanitaria sono gli unici settori in rosso. I futures azionari statunitensi estendono il loro progresso con gli investitori che guardano oltre le tensioni tra Washington e Pechino. 

A Piazza Affari si conferma lo sprint di Fca (+4,15%) dopo il via libera di Intesa Sanpaolo al prestito da 6,3 miliardi. In evidenza poi i bancari con Unicredit (+3,4%), Mediobanca (+3%). Corsa inoltre di Autogrill (+2,6%), Pirelli (+2,97%), Cnh (+2,63%). Restano sotto vendita Diasorin (-7,8%) e Nexi (-6,6%), quest'ultima dopo la cessione dell'8,8% da parte dell'azionista di controllo Mercury. Lo spread tra Btp e Bund si riduce ancora e cala fino a 190 punti base, il livello più basso dal 7 aprile scorso. Il tasso del Btp a 10 anni torna sotto la soglia dell'1,5% scendendo all'1,46%.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 27 Maggio 2020, 14:05
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