Come viaggeremo in aereo? Attese di ore, biglietti più cari, finger e pochi bus negli scali

di Mauro Evangelisti
Saranno più lunghe le attese per salire su un aereo e i biglietti costeranno di più. Con il coronavirus si delinea una rivoluzione nel settore aereo, con molte compagnie già in difficoltà, e il traffico crollato del 90 per cento. E per ora resta l’incognita delle destinazioni: sui voli da regione a regione, ad esempio per raggiungere la Sicilia o la Sardegna, le prenotazioni sono possibili, ma ci sono forti limitazioni quando l’unica motivazione è il turismo; all’interno dell’Europa alcuni paesi stanno cercando di aprire, in sicurezza, ai turisti, ma anche qui per ora prevalgono l’incertezza e il rischio di essere costretti alla quarantena al ritorno.

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Cosa troviamo nei terminal semivuoti? Mascherina obbligatoria in aeroporto, entrate e uscite separate in modo da dividere i flussi di passeggeri. Utilizzo massiccio di servizi on line: il check-in, ad esempio, da anni è possibile farlo con lo smartphone, ma per evitare assembramenti ai banchi diventerà sempre più pressante l’invito a utilizzare questo servizio. I bagagli per l’imbarco potranno essere lasciati nei punti automatici che saranno sempre più frequenti negli aeroporti. Al Leonardo da Vinci, a Roma, lo scalo più importante d’Italia, da lunedì distribuiranno mascherine ai passeggeri che ne sono sprovvisti, ci sono 60 termoscanner già all’entrata del terminal, ma gli operatori di Adr, la società di gestione, avranno anche degli smart helmet, dei caschi, con cui anche a distanza potranno misurare la febbre dei passeggeri presenti nello scalo. Ci sono 600 dispenser di gel igienizzante. Ai controlli dei metal detector già oggi il personale indossa delle protezioni, mentre noi passeggeri dovremo mantenere costantemente le distanze.

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Ovunque, per imbarcarsi sull’aereo, ove sarà possibile saranno utilizzati i finger, i camminamenti, mentre si tentare di ridurre al massimo i bus interni che portano dal gate all’aereo. A bordo sta cambiando tutto: l’obiettivo è distanziare i passeggeri, lasciando sempre un posto vuoto, saranno limitati e sigillati i pasti serviti, coperte e cuscini dovranno essere portati da casa, dimenticate cuffiette e riviste nelle tasche dei sedili. Ci sono ipotesi di una differente configurazione dei sedili, con quello centrale che guarda in una direzione diversa dagli altri due, ma sono solo proposte, così come quella dell'uso dei divisori di plexiglass già previsti per aeroporti o ristoranti. La crisi senza precedenti del settore sta anche segnando il destino di alcuni aerei: il Boeing 737Max messo a terra a causa dei problemi di sicurezza, vede allontanarsi i tempi del suo ritorno; l’Airbus 380, il velivolo più grande ma costoso, non ha più futuro, anche se paradossalmente le sue dimensioni potrebbero consentire di assicurare le distanze tra i passeggeri a bordo (ma il suo uso è anti economico).
 
 

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La rivoluzione che sta avvenendo, a causa del coronavirus, è molto più incisiva di quella che seguì l’11 settembre. Più volte è stato citato l’esempio di Emirates che a Dubai prima dell’imbarco su un volo ha sottoposto a test sierologico tutti i passeggeri (esito dopo 10 minuti), potrebbe essere una soluzione, ma resta il nodo dei tempi, dei costi e soprattutto dell’affidabilità del sistema. Per questo è possibile che le procedure si allunghino, fino a 4 ore, anche se tra gli operatori del settore c’è chi non si aspetta un contraccolpo di questo tipo, perché comunque diminuiranno i passeggeri all’interno di aeroporti che sono stati pensati per gestire un traffico molto superiore. Ciò che al momento sembra essere in discussione, al di là del crollo del prezzo del petrolio che potrebbe aiutare le compagnie (ma non nell’immediato), è il futuro del sistema low cost: si basa su aerei pieni e velocità delle procedure, l’opposto di ciò che ci aspetta fino a quando non ci sarà un vaccino per il coronavirus. Ryanair ha già annunciato l’esubero per 3.000 dipendenti e il taglio di alcune basi.

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Ultimo aggiornamento: Domenica 3 Maggio 2020, 14:56
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