Calcata "unconventional" da vedere e da mangiare: le 3 cose da non perdere

Al di là dei luoghi comuni e degli itinerari più battuti, interessanti percorsi all’insegna della natura e dell’archeologia

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di Maria Serena Patriarca

Noto come il borgo degli hippie, delle streghe e delle botteghe artigiane Calcata, in posizione panoramica su un’altura tufacea nella Valle del fiume Treja, è una delle mete più amate dai romani per la classica gita fuori porta di una giornata. Eppure, al di là dei luoghi comuni e degli itinerari più battuti, proprio da qui partono interessanti percorsi all’insegna della natura e dell’archeologia, ideali per chi ama il mistero e i percorsi “off the beaten track”.

Dal borgo di Mazzano Romano al Parco Regionale Valle del Treja

Nelle vicinanze di Calcata, il borgo di Mazzano Romano riserva scorci di assoluta bellezza, specialmente tra i vicoli della parte antica, e i boschi del Parco Valle del Treja (fra Calcata e Mazzano) anche d’inverno sono il paradiso degli escursionisti e di chi desidera una full immersion nella natura per disintossicarsi dallo stress cittadino. Tra sentieri nel verde e antiche necropoli che rievocano il fascino di un mondo perduto e di rituali ancestrali proprio in questo scenario sorgeva Narce, fiorente città falisca nell’antichità, ancora oggi avvolta nel mistero.

 

1. Natura, archeologia e mistero: esplorare il cavone di Monte Li Santi

Immerso nel silenzio in uno spettacolare scenario naturale lungo il corso del Treja, il sito archeologico del Cavone di Monte Li Santi è una delle più monumentali necropoli di Narce, tra i comuni di Calcata e Mazzano Romano: l’insediamento, avvolto da un’atmosfera enigmatica, si colloca lungo una grande strada tagliata nel tufo, una via “cava” da cui potrebbe derivare il nome Cavone. La necropoli fu utilizzata fin dalla metà del VII secolo a.C. ed è costituita da tre grandi cavità scavate nel tufo, di fronte alle quali sorge un'ampia vasca, forse legata al culto delle acque. All’interno di una tomba una possente colonna intagliata nel tufo caratterizza lo spazio più vasto, probabilmente destinato ad antichi misteriosi rituali. Prima di arrivare al Cavone si possono visitare i resti dell’area sacra dedicata molto verosimilmente al culto “ctonio ” di Demetra e Persefone.

2. Sulle tracce dei falisci: la necropoli della Petrina

Per gli amanti del trekking e degli itinerari da veri viaggiatori più che da semplici turisti, una delle location meno note è la Necropoli della Petrina. Si tratta di una delle più importanti dell’antico centro falisco di Narce, e sorge su un pendio sulla riva del Treja: qui si arriva attraversando l’antico percorso che congiungeva Narce e Falerii (Civita Castellana). Questo sito fu utilizzato dall’inizio dell’VIII secolo fino all’inizio del III secolo a.C., e ha restituito tombe ad incinerazione all’interno di pozzetti scavati nel tufo, inumazioni con sarcofagi in legno e in pietra e tombe a camera (più tarde), con loculi parietali. 

3. Assaggiare gli scialatielli alla gricia tartufata e le scamorze fatte a mano 

Calcata e Mazzano Romano, con le loro osterie e trattorie tipiche e i prodotti del territorio, sono il contesto ideale per un pranzo o una cena a base di zuppa di ceci e castagne con crostoni al rosmarino, arrosto di maiale cotto alla maniera medievale (con prugne, cipolla, e mele) aromatizzato alla cannella, polenta di farro e tartufo scorzone o scialatielli alla gricia tartufata e broccoli “strascinati”. La pasta fresca fatta in casa in questa stagione è accompagnata dal ragù di cinghiale, anche in bianco. L’olio extravergine d’oliva, il miele, le scamorze fatte a mano o il brasato di cinghiale sono altri fra i piatti tipici locali che fanno la gioia dei gourmet. Come dolce non perdete le “ciambelle ruzze”, realizzate con un sapiente impasto di farina, zucchero, vino, olio e semi di anice.

 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 24 Gennaio 2022, 13:33
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