Violenza sessuale alla nipotina, zio condannato a 7 anni

Violenza sessuale alla nipotina, zio condannato a 7 anni

di Ilaria Bosi

SPOLETO Sette anni di reclusione per violenza sessuale aggravata. È questa la condanna che il Tribunale, in composizione collegiale, ha inflitto ieri a uno spoletino di 51 anni, accusato del gravissimo reato ai danni della nipote, che all’epoca dei fatti aveva meno di 10 anni. Una vicenda delicatissima e molto dolorosa, che ha preso le mosse dallo sfogo che la ragazzina, qualche tempo dopo, ha fatto a un’insegnante. I fatti contestati riguardano un periodo piuttosto ampio, che va dal 2006 al 2010. La bambina, secondo quanto ricostruito dalla procura, si fermava spesso a dormire dagli zii, per stare insieme ai cugini coetanei. Una situazione di apparente normalità, ma che per la vittima si trasformava in un incubo, a causa delle ripetute attenzioni sessuali rivoltele dallo zio. L’accusa è di quelle che fanno tremare i polsi: l’uomo, infatti, avrebbe sfruttato «l’incapacità di reazione della vittima», che per pudore o vergogna, come spesso accade in questi casi, avrebbe taciuto le attenzioni subite. La bambina, quando nessun altro della famiglia poteva accorgersene, sarebbe stata palpeggiata dall’adulto, che si sarebbe mostrato anche nudo. Soltanto qualche anno dopo, i fatti sono emersi in tutta la loro gravità, con l’insegnante che ha saputo cogliere il malessere della ragazzina, avviando l’iter previsto in questi casi. Prima di approdare in Tribunale, quindi, il racconto della vittima è stato vagliato dalla procura dei minorenni di Perugia, che come accade in questi casi ha anche ascoltato la vittima in modalità protetta. Poi, raccolti tutti gli elementi del caso, la procura ha richiesto il rinvio a giudizio e la sentenza di ieri è arrivata al termine di un lungo dibattimento, nel corso del quale la vittima e diversi familiari sono stati sentiti dal collegio, presieduto dal dottor Silvio Alunno Magrini. A rappresentare l’accusa in aula c’era il pubblico ministero Federica Filippi, che ha chiesto 7 anni di reclusione. Dopo una breve camera di consiglio, è arrivato il verdetto: il Tribunale, oltre a condannare l’imputato a 7 anni, ha anche disposto a suo carico l’inabilitazione ai pubblici uffici e un risarcimento complessivo, con immediata esecutività, di 95mila euro alle parti civili, rappresentate dall’avvocato Anna Maria Pacialeo. Trattandosi del primo grado di giudizio è altamente probabile che, una volta conosciute le motivazioni, la difesa proporrà appello.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 15 Aprile 2022, 12:40
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