Narni: “Alchimie e linguaggi di donne”, un festival particolare
di Marcello Guerrieri

Narni: “Alchimie e linguaggi di donne”, un festival particolare

Il festival è particolare. E pure particolare la scelta di Narni, quale sua sede dal momento che gran parte delle poetesse, in arrivo sono di Napoli: ma si sa, l’Italia è Paese incredibile. E così sino a domenica, a Palazzo Eroli, viaggia alla grande la dodicesima edizione del Festival di letteratura, Poesia, Saggistica “Alchimie e linguaggi di donne”, che sta facendo diventare Narni “Città della Cultura e degli Studi Femminili”, un evento che è stato premiato con due medaglie del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
 
Titolo dell’Edizione “Officina di Parole”, con cui si afferma il valore dello stare insieme per una scrittura libera e necessaria, con circa cinquanta studiose a confronto: “Si colgono nel Festival le tensioni e le incertezze del particolare momento storico, facendo intravvedere la necessità di modificare la visione del futuro, di offrire una speranza, un orizzonte d’attesa” spiegano gli organizzatori come Esther Basile, che opera all’interno dell’Istituto di Studi Filosofici di Napoli. Già, perché Narni, allora, che a ben vedere non è così vicina a Napoli: “Narni è stata scelta anche per essere al centro dell’Italia, perfetto luogo di congiunzione di tutte le nostre reti di studiose, letterate che sono arrivate dal Marocco alla Croazia, dalla Francia al Portogallo, dalla Svizzera alla Sicilia”.
 
Donne, quindi, a cui se ne aggiungono altre in tutta Europa, che hanno deciso di raccontarsi in termini originali, come fanno da undici anni a Narni, in un dialogo fitto e proficuo. “Esse sono riuscite a nominare il mondo cercando dentro di sé, nel loro volere essere al femminile, i criteri della dicibilità. In fondo è questa l’unica soluzione possibile, in quanto per trovare l’equilibrio psico-fisico, lo spazio vitale all’interno di un ordine simbolico ben costituito, è necessario attuare una ricerca personale di senso, ricongiungendo ciò che è stato diviso: cultura e natura, ragione e vita”, aggiunge Esther Basile.
 
Il punto di forza del programma di quest’anno è il discorso sull’Europa, la ripresa della figura di Elsa Morante, di Giuliana Zagra, di Amelia Rosselli, raccontata dal grande poeta Elio Pecora, di Heinrich Kleist con le studiose Gambino e Pulvirenti, di Marisa Fenoglio con lo studioso Pasquale Gallo: Ma si parlerà anche del ’68 e di femminismi, attraverso la mostra fotografica di Luisa Festa, insieme a scrittrici coinvolte in una coralità straordinaria con proposte vivissime.  Non mancheranno spazi artistici con le attrici Anna Maria Ackermann e Milena Vukotic, con la loro straordinaria capacità di dare sapienza e grazia alla parola, accompagnate dal Maestro Nicola Rando al sax.
Venerdì 20 Settembre 2019, 09:44
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