Le sculture di Antonio Bono
in mostra a San Gemini
di Aurora Provantini

Le sculture di Antonio Bono
in mostra a San Gemini

SAN GEMINI Antonio Bono va alla scoperta di sé. Classe 1969, di Brindisi, vive a San Gemini da vent’anni. Inizia la sua attività artistica lavorando la pietra leccese. Da ragazzo frequenta i laboratori pugliesi degli “scalpellini” dove impara a scegliere i blocchi  e ad usare gli attrezzi del mestiere (lo scalpello, la squadra metallica, i martelletti, le mazzuole). Le sue prime opere nascono da quella pietra e sono per lo più statue di arte sacra. Poi collabora con i “cartapestai”. Acquisisce nuove tecniche.  Arriva in Umbria e vince concorsi e premi di pittura. Anche se per lui la pittura rappresenta solo un passaggio per arrivare all’opera scultorea.  Nonostante sia già artista apprezzato e accreditato per aver partecipato a varie collettive nel territorio ma anche a Londra (alcune sue opere sono esposte alla galleria londinese Gagliardi),  è la prima volta che espone “in casa”, a San Gemini. In mostra 17 sculture in creta modellata e smaltata. “Le opere sono affiancate da istallazioni che ne completano il senso espositivo” piega Bono. Si tratta di statue alte circa 60 centimetri. Figure di uomo, alcune delle quali  sembrano uscire da tronchi di albero svuotati.
Dal 22 settembre al 13 ottobre Antonio Bono sarà in via Casventino 43, nel cuore di San Gemini con “Mutual Identity”.
Presenta il prodotto di un percorso artistico ben lontano dalle logiche consumistiche che caratterizzano l’arte di questo secolo. Con un ritorno all’intimità dei temi e all’origine delle forme, la mostra curata dalla figlia Erica Bono, si propone di coinvolgere chi avrà l’occasione di ammirare i lavori in terracotta dell’artista, fino a stimolare una profonda riflessione sull’identità e sull’importanza del confronto. “Empatia è la parola chiave del progetto” afferma Antonio, che evidenzia la necessità in questo tempo di contatti fugaci e superficiali, di fermarsi a comprendere l’altro e cosi facendo di scoprire se stessi, magari riconoscendosi nei volti carichi di pathos delle opere in esposizione.
La mostra resterà aperta ogni giorno fino a mezzanotte e prevede una serie di eventi tra cui letture a tema a cura di ospiti provenienti dal mondo del teatro. L’inaugurazione domenica 22 settembre  alle 18,30. 
 
Venerdì 20 Settembre 2019, 11:22
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