Roma e Milano «capitali» degli haters: «Quasi 50mila tweet di odio». Cresce il razzismo, ma c'è meno omofobia

Roma e Milano «capitali» degli haters: «Quasi 50mila tweet di odio». Cresce il razzismo, ma c'è meno omofobia

Sono Roma e Milano le città più intolleranti secondo la mappa dell'odio online, creata da Vox - Osservatorio italiano sui diritti, che per il terzo anno monitora l'odio sul social network Twitter. La mappa - grazie alle università Statale e la Cattolica di Milano, all'università Aldo Moro di Bari e a La Sapienza di Roma - ha geolocalizzato e identificato oltre 6,5 milioni di tweet, secondo le categorie a cui gli hate speech erano indirizzati: donne, omosessuali, migranti, disabili, ebrei e musulmani.

I 'cinguettii' negativi sono stati in totale 547.151, di cui 33.643 a Roma e 13.038 a Milano. La 'mappa', presentata a Milano, fotografa un'Italia più razzista ma più 'tollerante' con gli omosessuali. Le donne sono il bersaglio preferito dagli haters con il 59,6% di tweet violenti in calo rispetto all'anno passato); seguono i migranti (13,5%), gli islamici (11,8%), i disabili (8,3%), gli omosessuali (4%) e gli ebrei (2,8%). 

Raddoppiano i tweet verso migranti (erano 38mila nel 2016, sono oltre 73mila oggi) - soprattutto «in aree dove la concentrazione di immigrati è più alta, dimostrando che l'integrazione passa soprattutto dalla conoscenza dell'altro», ha spiegato Silvia Brena di Vox -; diminuiscono invece gli haters verso gli omosessuali con 35mila post negativi nel 2016, 22mila tra 2017 - 2018. «Un risultato che non può che essere collegato alla storica approvazione della legge sulle unioni civili», ha commentato Marilisa D'Amico, co-fondatrice dell'Osservatorio Vox. 

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