Roma, Friedkin stringe, Pallotta attende rilanci
di Stefano Carina

Roma, ​Friedkin stringe, Pallotta attende rilanci

Stop agli acquisti. Il diktat arrivato lunedì scorso attraverso una conference call, è la conferma indiretta di come il passaggio di proprietà sia imminente. ‘Imminente’ che nel linguaggio finanziario è leggermente diverso dal nostro quotidiano ed equivale almeno ad un mese. Questo è quanto trapela da Trigoria, al netto di accelerazioni o rilanci che per ora non sono all’ordine del giorno. La situazione del resto è cristallizzata da tempo. L’unico a farsi avanti è stato Friedkin, offrendo 490 milioni, ai quali poi aggiungerne altri 85 da versare nelle casse del club come aumento di capitale. Proposta che Pallotta non ritiene sufficiente ma che non boccia perché è l’unica tangibile anche se non ancora messa nero su bianco. Step che potrebbe arrivare nei prossimi giorni. 

TEMPI RISTRETTI 
Jim però non è convinto. Ufficiosamente infatti sia il consorzio sudamericano con testa in Ecuador e portafoglio in Uruguay (del quale si sta occupando Baldini ma come mero consulente: ad agganciare i rapporti è stato lo stesso Pallotta) che il fondo mediorientale (con cui mantiene i rapporti Baldissoni) hanno garantito di poter offrire di più. Il problema (oltre alle modalità e alle garanzie) è che per ufficializzare queste proposte c’è bisogno di una due diligence approfondita (per la quale servono mesi) e non uno studio sommario dei documenti del data room giallorosso aperto ai potenziali acquirenti. Tempi che non combaciano con quelli di Pallotta. Bypassato il 12 agosto (termine ultimo per garantire le fideiussioni per l’iscrizione al campionato), il 31 la Consob deve dare l’ok al prospetto dell’aumento di capitale (entro il 31 dicembre) che Pallotta vorrebbe fosse ad appannaggio del nuovo proprietario. Prima, però, vuole capire come andrà a finire l’Europa League (in caso di vittoria, la qualificazione alla Champions porterebbe in dote 50-60 milioni) e soprattutto la partita-stadio. 

BELGA IN STAND BY 
In questo panorama, si spiega meglio il mancato rilancio per Smalling che torna allo United per una differenza tra domanda (20) e offerta (14) di 6 milioni. Giovedì Baldini ha telefonato all’agente di Vertonghen chiedendo di attendere qualche giorno (Atletico Madrid e Wolverhampton in pressing). Come accaduto per Pedro (ieri in FA Cup, infortunio alla spalla, è uscito con l’ossigeno), sul difensore l’ex ds conta di ottenere una deroga da Pallotta: grazie al Decreto liquidità, lo stipendio del belga sarebbe tassato soltanto al 30 per cento lordo. 
Ultimo aggiornamento: Domenica 2 Agosto 2020, 06:40

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