Scudetto Inter, l'ex bandiera Bergomi: «Momento storico, interrotta l’egemonia della Juve»
di Massimo Sarti

Scudetto Inter, l'ex bandiera Bergomi: «Momento storico, interrotta l’egemonia della Juve»

Fotografia di uno scudetto a cura di Beppe Bergomi, storico ex capitano dell’Inter (757 gettoni in nerazzurro) e della Nazionale (quattro Mondiali disputati con il titolo iridato del 1982), nonché storica voce tecnica di Sky Sport.

 


Bergomi, lei è stato un personaggio chiave nella storia nerazzurra e azzurra. Esageriamo se diciamo che questo scudetto dell’Inter è storico?
«No. Il momento è storico perché non era normale che una squadra dominasse per nove anni come ha fatto la Juventus. Ma in questo periodo l’Inter (come il Milan) ha avuto cambi di proprietà e la Juve si è avvantaggiata grazie allo stadio e ad importanti investimenti».

 


Dove parte questo trionfo?
«Dai due anni di Spalletti con il ritorno in Champions. Poi è arrivato Conte che ha portato l’Inter al secondo posto avvicinando la Juve e alla finale di Europa League. E ora allo scudetto. In questi due anni ha creato una mentalità e un’identità forti. Anche dagli errori, dai momenti difficili, la squadra ha saputo crescere».

 


Il momento decisivo?
«Secondo me il capolavoro di Conte è stato a gennaio, quando l’Inter non ha potuto fare mercato. Antonio ha compattato ulteriormente il gruppo e ha fatto sentire i suoi giocatori i più forti di tutti: da lì è iniziata la cavalcata trionfale».

 


Che non ha risentito delle vicende societarie...
«Conte è stato bravo ad isolare la squadra. E i giocatori ad accettare il pagamento posticipato degli stipendi».

 


Il discorso sui calciatori non può che partire da Lukaku e Lautaro...
«Osvaldo Bagnoli, che mi ha allenato, mi diceva: sono le punte a far giocare bene la squadra. Lukaku è il fulcro di tutto, l’uomo copertina della stagione, dominante con la sua fisicità e la sua velocità. Al suo fianco Lautaro è cresciuto molto, aggiungendo giocate straordinarie ad un lavoro di sacrificio per la squadra».

 


In tanti però hanno messo il loro mattone sullo scudetto.
«Cominciamo dalla difesa. Conte ha puntato tutto su Skriniar e Bastoni, ma il reparto è orchestrato da De Vrij che in pratica è due anni che non sbaglia. Poi vorrei spendere qualche parola per Handanovic: adesso è criticato, ma ci sono stati periodi in cui ha parato tutto. Nessun portiere è esente da errori».

 


E il capitolo centrocampo?
«Barella è uno dei migliori nel suo ruolo, Brozovic è l’unico che può giocare in quella posizione di play con corsa e qualità. Hakimi deve migliorare tecnicamente, ma ha fatto cose straordinarie. Perisic è stato valorizzato, a Eriksen Conte ha messo in testa la necessità di fare le due fasi. Questo è un vero gruppo che gioca come una vera squadra. Lo si vede dai gol e dalle prestazioni di Darmian, ma anche quando ha segnato D’Ambrosio e quando ha giocato Ranocchia. Poche partite, ma sempre fatte bene».

 


Ultimo aggiornamento: Martedì 4 Maggio 2021, 08:53

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