Sanremo 2019, per la giuria vince Mahmood. Sui social è bufera: «Voto politico, propaganda per i migranti»
di Domenico Zurlo

Sanremo 2019, per la giuria vince Mahmood. Sui social è bufera: «Voto politico, propaganda per i migranti»

La vittoria di Mahmood di ieri sera al Festival di Sanremo 2019, come facilmente prevedibile, non è passata inosservata, per tanti motivi: lo pseudonimo del 26enne tradisce le sue origini (il padre è egiziano), e sul web è scoppiata la polemica, soprattutto per chi avrebbe preferito una vittoria di Ultimo. «Sono un ragazzo italiano al 100%. Mia madre è sarda e mio padre è egiziano ma io sono nato e vivo a Milano», ha tenuto a precisare Mahmood (qui la sua esibizione), che di nome fa Alessandro e la cui canzone era drammaticamente dedicata al papà.

Ultimo primo a Sanremo 2019 per il televoto: «La gente è la mia vittoria»

Sui social lo scontro verte principalmente su due punti: la polemica a sfondo etnico-razziale e il 'potere' della sala stampa che ha ribaltato il televoto (che avrebbe invece premiato Ultimo, relegando Mahmood al terzo posto). Scontro che ha visto anche frecciatine a distanza tra Matteo Salvini, ministro dell'Interno e leader della Lega che faceva il tifo per Ultimo - e che ha espresso disappunto per la vittoria di Mahmood - e la sua ex compagna Elisa Isoardi, che su Instagram elogiava l'incontro di culture che 
«genera bellezza».



«E bravi sinistri! Avete fatto entrare la politica anche a Sanremo - si legge in un tweet - La vittoria a tavolino di Mahmood è una violenza alla canzone italiana e agli altri cantanti, la sua canzone fa schifo». «Rap scadente - aggiunge un altro - Chi lo osanna perché cita Ramadan e narghilè strumentalizza l’integrazione a discapito dell’arte. Quei suoni non esprimono nulla se non una reiterata litania di parole vuote».
«In un’italia sempre più razzista, cattiva e rinchiusa in se stessa ha vinto il festival di un ragazzo figlio di un immigrato - scrive invece Andrea - Non è retorica, perché Mahmood è più italiano di noi, però va bene così». «Mahmood è nato e cresciuto in Italia, di diverso ha solo il cognome - scrive invece una ragazza - Quindi possiamo dire che chiunque, per fare squallida propaganda razzista, gridi allo scandalo per la vittoria di un ’meticciato’ che ‘parla arabo’ e ‘che si chiama Maometto’ è un poveraccio e un idiota».
Poi la seconda polemica, quella contro la stampa colpevole di aver ribaltato il voto. «Una banda di giornalisti global ingaggiati per far vincere il politicamente corretto, a scapito della canzone italiana - scrive un utente - Esiti di giuria popolare e televoto completamente ribaltati dalla giuria dei ‘giornalisti’ che porta Mahmood dal 14 al 39%». «Il popolo (televoto) non conta nulla - aggiunge lo stesso utente - perché le élite (giornalisti del “politicamente corretto”) hanno deciso diversamente».
Poi c’è chi la prende con ironia, evitando polemiche di dubbia utilità. «Tanto Mahmood non ha i numeri per governare», scrive Le frasi di Osho. «Non solo ha vinto un mezzo immigrato che canta pure in arabo, ma nella canzone chiede pure soldi!», scherza Martina Dell’Ombra. «Dopo la minchiata su Mahmood va in giro senza divisa per non farsi riconoscere», il tweet di Ficarra e Picone, riferito a Salvini. Perché alla fine Sanremo è Sanremo, un Festival di canzoni, non sarebbe meglio scherzarci su senza prendersi troppo sul serio?
Ultimo aggiornamento: 12:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA