'L'inganno', Sofia Coppola e il remake femminista del film secessionista
di Michela Greco

'L'inganno', Sofia Coppola e il remake femminista del film secessionista

In molti lo hanno ribattezzato Il giardino delle vergini omicide, alludendo al film d'esordio di Sofia Coppola. Ma L'inganno, presentato in concorso al Festival di Cannes e da oggi in sala, dimostra tutta la maturità di una regista che ha il pieno controllo dei suoi strumenti espressivi, al punto da poter gestire con personalità un racconto già sviluppato a partire dal romanzo di Thomas P. Cullinan ne La notte brava del soldato Jonathan da Don Siegel nel 1971. È proprio da quel film con Clint Eastwood che Coppola ha preso spunto per continuare la sua esplorazione del femminile, recludendo un gruppo di donne tra cui Nicole Kidman, Kirsten Dunst ed Elle Fanning - in un collegio al Sud, mentre fuori impazza la Guerra di Secessione americana. 

Nel loro fronte monolitico di istinti repressi e precetti religiosi, severità e autocontrollo, irrompe un soldato nordista (Colin Farrell) che diventa velocemente l'oggetto del desiderio di tutto il gineceo. Inquadrato nel genere southern gothic, L'inganno lascia emergere la tensione sessuale e la feroce rivalità femminile con graduale progressione: l'inquietudine sprigionata da questo girl power che brama il controllo sul maschio senza però poterselo confessare somiglia a una marea montante, ma di acqua gelida.

L'escalation che porta queste donne, diverse per età, caratteri e inclinazioni, alla violenza brutale nei confronti della vittima designata è studiata e gestita con una precisione geometrica che produce grande eleganza, ma scarsa emozione. La padronanza del racconto, l'uso degli spazi e dei simboli, la vitalità del corpo maschile che viene quasi sezionato e sfruttato per la soddisfazione dei differenti impulsi finiscono per suonare programmatici. E per far pensare che Sofia Coppola abbia realizzato un convincente esercizio di stile che mette in fila una serie di affermazioni piuttosto che far sorgere delle domande. 

Un esercizio di stile che sfoggia, comunque, una grande qualità formale e delle bellissime prove d'attrice. Compresa quella di Nicole Kidman, di cui tutti, sulla Croisette, hanno salutato il ritorno in grande stile.
Giovedì 21 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 08:29
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