Classe Z, il cast a Leggo. Il regista Chiesa: "Un film per far riflettere i ragazzi"
di Michela Greco

Classe Z, il cast a Leggo. Il regista Chiesa: "Un film per far riflettere i ragazzi"

Una ragazza introversa che vede i suoi coetanei come zombie, un adolescente che è stato sospeso otto volte ma ha cinquemila iscritti sul suo canale YouTube, un giovane erotomane e una fashion victim che crede che l'outfit del primo giorno di scuola sia fondamentale per ricordare a tutti quanto sei figa.

Sono solo alcuni degli studenti della Classe Z rappresentata da Guido Chiesa nel suo film in arrivo al cinema il 30 marzo, una panoramica sulla scuola di oggi vista da una classe ghetto formata con i ragazzi più problematici, uno scenario educativo in cui gli alunni possono usare i video sui social come un'arma per difendersi dai professori, o per demolirli. «Prima gli studenti protestavano attraverso la politica e le ideologie, oggi per fortuna non più, ma hanno questi nuovi strumenti per farsi sentire» ha spiegato il regista nell'affollata palestra del liceo scientifico Kennedy di Roma, teatro di una proiezione speciale organizzata con Alice nella città nell'ambito del CityFest della Fondazione Cinema per Roma.

A confrontarsi con gli studenti romani, i loro professori e un gruppo di cronisti c'era il nutrito cast di Classe Z, composto tra gli altri da Andrea Pisani, Greta Menchi, Enrico Oetiker, Alice Pagani, Luca Filippi, Antonio Catania e Alessandro Preziosi: attori mischiati a web star che gli alunni hanno accolto con un caloroso applauso, mentre molto più fredda - in un caso persino infastidita - è stata la reazione dei docenti. «Abbiamo voluto girare un film ad altezza dei ragazzi, divertente ma credibile, alzando l'asticella per far riflettere i ragazzi - ha sottolineato il regista - Abbiamo attinto alle testimonianze degli utenti del portale ScuolaZoo e io anche dalle mie figlie. In fase di sceneggiatura abbiamo discusso molto, poi abbiamo scelto di affrontare il peggio della scuola per confrontare i ragazzi con il processo di maturazione e con un adulto che li stimola».

In Classe Z il giovane prof entusiasta che riesce a motivare i ragazzi (al contrario degli altri docenti poco ispirati) è uno che ha il mito de L'attimo fuggente, che però ha rovinato generazioni di professori e racconta anche del suicidio di uno studente - aggiunge Chiesa - Ma io sono diventato regista proprio grazie a un prof del liceo: era un critico cinematografico e mi spinse a organizzare un cineforum. Grazie a quell'esperienza decisi di iscrivermi a Lettere invece che ad Agraria.
Lunedì 27 Marzo 2017, 08:45
© RIPRODUZIONE RISERVATA