Mattia, 31 anni, lo studente italiano che ha fatto fortuna a Londra
di Elena Filini

Mattia, 31 anni, lo studente trevigiano che ha fatto fortuna a Londra

«Le criptovalute? Come tutte le nuove tecnologie possono avere degli effetti collaterali. Ma sono certo che finiranno per semplificarci di molto la vita». Mattia Mrvosevic, 31 anni, originario di Treviso, ex studente del Duca, ha lanciato l'anno scorso a Londra un fondo di investimento nel settore blockchain con altri 3 ragazzi. Sono tutti molto giovani (30 anni) e tutti fondatori, prima lavoravano da BlackRock, il più grande fondo al mondo con circa 7 trilioni di dollari in assets. Hanno poi lasciato il loro lavoro da BlackRock e hanno lanciato questo loro fondo chiamato Eterna Capital. 
FORBES
Forbes li ha selezionati come uno dei tre migliori fondi blockchain a livello globale, e Bloomberg, Investment Week ed altre riviste internazionali hanno scritto articoli su di loro. Hanno anche contribuito ad un giornale pubblicato da Societe Generale sulla blockchain.
«È possibile effettuare transazioni sul web senza utilizzare le banche? A questa domanda ha dato una riposta affermativa la blockchain (catena di blocchi in italiano): è la tecnologia informatica che sta alla base del bitcoin, la prima criptovaluta balzata negli ultimi mesi agli onori delle cronache» 
Così Mattia spiega il suo lavoro e il mondo nebuloso delle criptovalute. Tecnologia e finanza: ecco la vera passione di questo ingegnere trevigiano da quasi cinque anni nella city. Formazione al Duca degli Abruzzi, poi università a Torino e Milano.
«Ma ad un certo punto sono stati i miei stessi clienti a spingermi ad andare in Inghilterra per fare una carriera che qui sembrava essere preclusa».
Mattia ha conseguito la laurea triennale a pieni voti in Ingegneria dell'Organizzazione d'Impresa presso il Politecnico di Torino e la laurea specialistica in Ingegneria Gestionale presso il Politecnico di Milano, con specializzazione Finanza. 
«Ho lavorato per più di 4 anni in consulenza strategica in Capgemini Consulting UK (a Londra) ed Ernst & Young (a Milano). Poi a Londra sono entrato da BlackRock, mi occupavo di business per i clienti istituzionali in Emea. Ed è proprio lì che mi è nata la voglia di seguire e sviluppare un progetto tutto mio».
LA SVOLTA
Mattia esce da BlackRock e fonda Eterna Capital.
«Sosteniamo economicamente start-up di alto profilo. La più interessante? Algorand, progetto fondato dall'italiano Silvio Micali (professore al Massachusetts Institute of Technology (Mit) e vincitore Turing Award, equivalente del premio Nobel per l'Informatica, insieme a un team composto da ricercatori dal Mit e l'intero dipartimento di crittografia di Ibm Watson».
Oggi il finanziere trevigiano si confronta da vicino con le grandi università.
OXFORD E HARVARD
«Posso dire con certezza che Oxford e Harvard non hanno nulla da invidiare alle Università italiane. I nostri corsi di studio, a iniziare dalle scuole superiori di Treviso, sono eccellenti. La vera differenza la fa poi il mondo del lavoro: in Italia per un giovane è molto difficile poter fare carriera. Almeno nel mio settore non ci sono grandi alternative se non l'estero».
FUGA ALL'ESTERO
La passione per l'ingegneria nata sui banchi del liceo trevigiano, la folgorazione per la finanza all'università. Poi la scelta: uscire dall'Italia. Anche Mrvosevich finisce per ripetere un ragionamento consolidato. 
«Potenzialità immense, teste creative in questo paese. Ma non sempre ci sono le condizioni per poter realizzare i propri sogni».
Si ripropone il consueto dualismo: la città delle possibilità, la provincia buen retiro. Anche per questo l'asse Treviso-Londra è molto battuta. 
«Amo le atmosfere della provincia, la pulizia e la cura di Treviso. Riti come il caffè al mattino e lo spritz da noi sono impensabili. Vivo a London Bridge e amo molto la city. Ma Treviso resta un magnifico approdo».
 
Venerdì 4 Ottobre 2019, 08:58
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