Vaccino Covid, Galli: «Sbagliato darlo ai guariti». Crisanti: «Non sappiamo se servirà la terza dose»

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Covid, le strategie per il vaccino trovano incerti anche gli esperti. Mentre Massimo Galli si dice contrario a vaccinare chi è guarito di recente, Andrea Crisanti non è convinto che la terza dose sia inevitabilmente necessaria.

 

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Vaccino Covid, Galli: «Uno spreco darlo ai guariti»

«Vaccinare i guariti è una visione che, se applicata burocraticamente, ci porta a sprecare dosi e forza lavoro, perché queste persone gli anticorpi li avranno per diversi mesi, come sempre più studi dimostrano. Direi che, considerando le milioni di dosi necessarie, è al limite del danno erariale». Così all'ANSA Massimo Galli, ordinario di infettivologia all'Università degli studi di Milano e direttore delle Malattie infettive dell'Ospedale Sacco di Milano.
«Le vaccinazioni dei guariti dal Covid - precisa - non hanno una provata utilità e talvolta sono associate a una reazione indesiderata con effetti importanti. Tra l'altro, probabilmente gli anticorpi acquisiti naturalmente potrebbero essere più aggiornati nella protezione dalle varianti rispetto a quelli ottenuti dai vaccini. Ma, a parte questo, sono vaccini futili, soprattutto alla luce di tutti i non vaccinati che purtroppo ci sono ancora nei paesi poveri del mondo dove non ci sono dosi a sufficienza».
In Italia per chi ha già contratto il Sars-Cov-2 e ne è guarito, è prevista una sola dose di vaccino da fare entro dopo i primi 3 mesi e entro i 6 mesi dall'infezione. «Questa impostazione - aggiunge - mi sembra dettata dal principio della massima precauzione più che da solide evidenze scientifiche, anche perché queste ultime sempre più ci mostrano come gli anticorpi nei guariti permangano a lungo. Di questo credo che molti infettivologi clinici siano convinti. Troverei ragionevole che si prolungasse questo lasso di tempo, dando valore ai test sierologi».
Un aspetto importante anche alla luce delle ricadute per il Green Pass, ottenibile dai guariti solo entro 6 mesi dall'infezione e superati i quali va associato al certificato vaccinale. «Anche ai fini del Green Pass - precisa Galli - andrebbero valutate le condizioni sierologiche individuali, altrimenti rischiamo di darlo a vaccinati che non hanno sviluppato una protezione, o al contrario negarlo a persone che si sono fatte la malattia e ha distanza di mesi hanno ancora una potente risposta sierologica».

 

Vaccino Covid, Crisanti: «Non sappiamo se la terza dose sarà necessaria»

«Chi dice che vaccinare gli under 40 contro il Covid non è urgente è un analfabeta di sanità pubblica, e questo dopo 18 mesi è veramente sconsolante. Dobbiamo dire agli italiani di affrettarsi a vaccinarsi, dopo due dosi abbiamo un livello di protezione accettabile». Parla così il microbiologo Andrea Crisanti all'AdnKronos Salute, che poi aggiunge: «È ancora troppo presto per dire se una terza dose di vaccino anti-Covid sarà necessaria».
Crisanti lo spiega con l'esempio del caso di Vo' Euganeo, dove uno studio ha confermato la presenza di anticorpi tra i guariti anche a nove mesi dall'infezione. «I guariti, anche in presenza di contatti con persone infette non si ammalano, e il sistema immunitario è come se venisse stimolato di nuovo a produrre anticorpi. Questo aspetto va approfondito e stiamo ancora monitorando i guariti di Vo', presto avremo ulteriori aggiornamenti», spiega Crisanti.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 19 Luglio 2021, 20:40
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