Speranza: «Mascherina protegge, continuare a usarla. Avanti con le dosi booster del vaccino»

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Non sottovalutare né trascurare l'uso della mascherina, e ricorrere al più presto alla quarta dose, il secondo booster di vaccino anti Covid. Ospite di SkyTg24, il ministro della Salute Roberto Speranza ha fatto il punto sulla situazione della pandemia nel nostro Paese, evidenziando l'efficacia del vaccino contro le ospedalizzazioni e invitando over 80, ospiti delle Rsa, fragili over 60 «di prendere subito un secondo richiamo di questo vaccino che si sta dimostrando di straordinaria potenzialità» e a fare la terza dose per chi ancora non l'ha fatta.

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«In questo momento - ha detto Speranza - abbiamo 360 persone in terapia intensiva, nei momenti più difficili ne avevamo 4.000 eppure il livello di contagi di oggi è un livello non banale, non marginale, ma in ospedale ci va un numero limitato. Per questo invito con insistenza a fare la terza dose e alle categorie individuate il secondo booster». «Se abbiamo voltato pagina anche rispetto allo stato di emergenza è stato grazie al fatto che oltre il 90% degli italiani - ha proseguito Speranza - ha concluso il ciclo primario, cioè ha fatto le due dosi». Una popolazione sopra i 12 anni «che ha risposto in modo positivo in stragrande maggioranza alla chiamata del vaccino». Secondo il ministro occorre insistere «anche sulle terze dosi», e ancora tante persone sono in grado di farla. 

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«Dobbiamo tenere un elemento di attenzione», ha detto Speranza: lo stato di emergenza è finito ma «guai a pensare che la pandemia sia magicamente scomparsa, non c'è un pulsante che si preme e va via. Il numero dei casi è significativo e la circolazione del virus è ancora piuttosto elevata». «Usiamo la mascherina in tutte le occasioni in cui c'è un rischio di contagio», ha aggiunto il ministro chiarendo che «in alcuni casi c'è un obbligo di legge della mia ordinanza perchè i rischi sono molto più significativi»,ristretti a trasporti, «dove le presenze sono in forte crescita», mondo della sanità e tutti i luoghi al chiuso dove si svolgono eventi di sport e spettacolo.

Per i luoghi di lavoro, precisa Speranza, non c'è un obbligo normato ma «le organizzazioni di rappresentanza hanno scelto di mantenere i Protocolli vigenti che indicano l'uso della mascherina come corretto». «Dopo due anni di pandemia - ha detto il ministro Speranza - abbiamo fatto una scelta di ridurre l'ambito degli obblighi, ristretti a tre fattispecie, ma di aumentare l'invito alla responsabilità delle persone. Stiamo entrando in una fase diversa e il tema essenziale è la responsabilità di ciascuno di noi che vige al di là degli obblighi» e la mascherina, ribadisce il titolare della Salute «è sempre uno strumento importante nella lotta contro il Covid. Anche nei momenti all'aperto dove ci sono condizioni reali di rischio di contagio e ha senso usare la mascherina».

Sottolineando che l'ordinanza «è figlia di un voto del Parlamento», Speranza ha poi spiegato che, al di fuori dell'obbligo di mascherina nei tre ambiti «fondamentali», mezzi di trasporto, sanità e luoghi al chiuso con eventi sportivi o spettacoli, «in tutti gli altri ambiti c'è una raccomandazione, e significa che le persone devono far conto sulla propria responsabilità, non avere un obbligo non significa non dover comunque usare la mascherina nelle condizioni in cui dovesse essere necessaria».

Nei luoghi di lavoro «è un'indicazione di massima attenzione e raccomandazione», ha proseguito Speranza. Le parti sociali hanno scelto di conservare i protocolli vigenti oggi, sottoscritti da queste realtà, protocolli che considerano la mascherina come indicata e quindi «non c'è un obbligo normato, ma ci sono dei protocolli condivisi e sottoscritti dalle organizzazioni di rappresentanza del mondo del lavoro che indicano l'uso della mascherina come corretto», ha concluso il ministro della Salute. 


Ultimo aggiornamento: Sabato 7 Maggio 2022, 13:10
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