Covid, ansiosi e stressati? Colpa della pandemic fatigue, come combattere la stanchezza da virus

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di Costanza Ignazzi

Stanchi, demotivati e stressati? Tutto normale: si chiama Pandemic Fatigue, è causata dal protrarsi della pandemia da Covid e - tanto per farvi sentire meno soli - è stata riconosciuta perfino da un documento dell'Oms. Secondo la ricerca “Pandemic fatigue. Reinvigorating the public to prevent Covid-19”, pubblicata a inizio ottore dall'Organizzazione Mondiale della Sanità-Europa (Who-Europe), gli Stati membri dell'Unione Europea stanno riportando un tasso crescente di "stanchezza da Covid" tra la loro popolazione.

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L'allerta dell'Oms

 

Una reazione "naturale" se si pensa che, ormai da più di sei mesi, la vita che consideravamo "normale" viene quotidianamente ridimensionata e limitata a causa della pandemia. E le conseguenze non sono solo psicologiche: il livello di saturazione raggiunto dal singolo fa sì che vengano tralasciati i comportamenti da adottare per prevenire il diffondersi del virus. Un esempio? Le manifestazioni contro le mascherine nelle varie capitali europee, con centinaia di persone scese in piazza contro le "limitazioni della propria libertà". 

«I messaggi diffusi nella prima fase riguardo al lavarsi le mani, il distanziamento e le mascherine - scrive l'Oms - sembrano avere un impatto minore in questa fase: così molti Stati hanno percepito l'esigenza di adottare un nuovo approccio nelle raccomandazioni». Non solo: molta gente tende ormai a rifuggire dalle informazioni sullo sviluppo della pandemia da Covid, il che porta a una percezione minore dei rischi che si corrono quotidianamente e a sottovalutare le precauzioni da adottare.

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Cosa fare per combattere la Pandemic fatigue

La buona notizia però è che combattere la stanchezza da Covid si può: per quanto riguarda gli Stati, l'Oms raccomanda di privilegiare una comunicazione basata sulla qualità più che sulla quantità e magari differenziata in base alla fetta di popolazione che si vuole raggiungere (vedi alla voce Giuseppe Conte che coinvolge Ferragni e Fedez nell'appello per le mascherine). «Bisogna dimostrare - spiega l'Oms - che adottare i comportamenti raccomandati non significa arrendersi all'autorità o alla disperazione, ma essere parte di qualcosa di positivo per rilanciare la speranza».

 

Per quanto riguarda la nostra quotidianità, invece, è importante non perdere - malgrado tutto - le redini della propria vita e della propria giornata. Secondo l’Australian Psychological Society è importante innanzitutto accettarsi: sì, siamo più stanchi, demotivati e irritabili ma purtroppo è una sensazione normale con la quale bisogna imparare a convivere il più serenamente possibile. In caso di smart working, è bene anche crearsi una nuova routine con nuovi orari prestabiliti da seguire per non sentirsi allo sbando. «È fondamentale - spiega la psicologa Giovanna Molotzu - adottare una dieta e una routine adeguata con ritmi sonno-veglia regolari, allenamento, lettura e magari un po' di meditazione». Anche i contatti con gli amici possono aiutarci, ovviamente in sicurezza e con tutte le precauzioni del caso, magari sfruttando la tecnologia. Infine, non perdiamo di vista ciò che ci fa stare bene: «Inpegniamo il tempo in attività arricchenti - spiega la psicoterapeuta - leggiamo i libri che non abbiamo mai letto e rivediamo i nostri film preferiti». Insomma, vogliamoci bene malgrado l'incertezza che ci circonda. 

 


Ultimo aggiornamento: Sabato 31 Ottobre 2020, 16:49
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