Bagagli a mano o giganti: le due tribù dei viaggiatori
di Mauro Evangelisti

​Bagagli a mano o giganti: le due tribù dei viaggiatori

Quando si tratta di prendere un aereo il mondo si divide in due categorie: coloro che odiano imbarcare la valigia e non vogliono essere condannati all’attesa della roulette russa della restituzione dei bagagli al nastro; coloro che invece detestano rinunciare anche a una sola t-shirt, alla cremina, al quinto paio di scarpe e imbarcano la valigia piena all’inverosimile convinti che a Palma di Majorca o a New York ancora non esistano negozi dove acquistare ciò che manca. Si tratta di due tribù che vanno oltre le logiche delle imposizioni delle compagnie aeree e alle questioni economiche legate al costo del bagaglio. E poi ci sono le stazioni. Provate a prendere un treno dell’alta velocità: vedrete il manager o lo studente smart che piazza lo zainetto tranquillo e ben organizzato sotto il sedile, indossa le cuffiette e si gode il viaggio; nello stesso scompartimento vedrete viaggiatori che trascinano valigioni grandi come un materasso a due piazze, scoprono increduli che sul porta oggetti sopra i sedili non entrano neppure con l’immaginazione e adagiano ottimisti il valigione nel corridoio. Il viaggio scorre con mandrie di trolley che vivono di vita propria e corrono da una parte all’altra del vagone. Sono pericolosi, ma fanno compagnia.
 
Sabato 3 Agosto 2019, 00:09
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