Separazioni, addio all'assegno per i figli: ecco tutte le novità

di Valeria Arnaldi
Tempi paritetici con i figli. Doppia residenza per i bambini. E soppressione dell’assegno di mantenimento della prole. È una vera rivoluzione del diritto di famiglia e, in particolare, dell’affidamento condiviso dei figli dopo la separazione dei genitori, quella contenuta nel disegno di legge “Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità”, che vede come primo firmatario il senatore Simone Pillon. «La filosofia - spiega Pillon - è far sì che la separazione abbia il minor impatto possibile sulla vita dei figli. Quando i genitori sono conviventi non c’è uno dei due che è affidatario e l’altro che non lo è, ma entrambi si prendono insieme cura dei figli. Lo stesso paradigma va applicato in materia di separazione e divorzio. L’educazione non si fa via internet, occorre la presenza».

IL TESTO
Il testo è chiaro: il minore ha «il diritto di trascorrere con ciascuno dei genitori tempi paritetici o equipollenti, salvi i casi di impossibilità materiale». E ancora, «salvo diverso accordo tra le parti, deve in ogni caso essere garantita alla prole la permanenza di non meno di dodici giorni al mese, compresi i pernottamenti, presso il padre e presso la madre, salvo comprovato e motivato pericolo di pregiudizio per la salute psico-fisica del figlio». In caso di difficoltà, sono previsti «adeguati meccanismi di recupero durante i periodi di vacanza». Il testo ribadisce quindi responsabilità e impegno dei genitori nei confronti del minori e sottolinea la condivisione, anche concreta, dell’affidamento. I perché sono chiaramente indicati nella relazione introduttiva, a suon di numeri. «In Italia l’affido materialmente esclusivo riguarda oltre il 90 per cento dei minori». Da qui la necessità di ripensare la legge. La “divisione” dei tempi impone la doppia residenza per i figli. «Non ha senso - dice Pillon - che le comunicazioni scolastiche, mediche e simili arrivino a un solo genitore». Il giudice può stabilire che il minore rimanga nella “casa familiare”, indicando quale genitore può risiedervi: «Quest’ultimo - si legge nel ddl - è comunque tenuto a versare al proprietario dell’immobile un indennizzo pari al canone di locazione computato sulla base dei correnti prezzi di mercato».

Via il principio dell’assegnazione della casa, dunque. E via pure l’assegno per coprire le spese del figlio. «È prevista la sostanziale soppressione dell’assegno di mantenimento - annuncia il senatore - non ci sarà più obbligo di versare soldi all’altro genitore, il mantenimento dei figli sarà un onere di entrambi che provvederanno in maniera diretta, come accade nelle coppie conviventi». Le norme previste dal ddl valgono se la coppia non raggiunge un accordo. «Siamo convinti - dice Pillon - che l’educazione spetta ai genitori. Da qui l’introduzione delle figure di mediatore familiare e coordinatore genitoriale». In caso non ci sia accordo tra i genitori o sia solo parziale, il testo specifica che sarà il giudice a stabilire il piano genitoriale sia per tempi e modalità della presenza presso ogni genitore, sia per il «mantenimento diretto» sulla base «del costo medio dei beni e servizi per i figli, individuato su base locale in ragione del costo medio della vita come calcolato dall’Istat».

LE NORME
La corresponsione di una somma a carico di uno dei genitori può essere stabilita dal giudice solo «ove strettamente necessario e solo di un assegno periodico per un tempo determinato in favore dell’altro a titolo di contributo al mantenimento del figlio minore». Non mancano criticità. Pochi, però, per il governo, saranno gli ostacoli. «Se diciamo a una madre che il padre dei figli dovrà vederli tutti i giorni - afferma Pillon - probabilmente dirà che non è possibile, se le diciamo che il padre li accompagnerà ogni giorno a scuola dirà che va bene». Ovviamente, «è un disegno di legge ed è passibile di cambiamenti. A settembre inizieremo le audizioni di tutte le parti interessate».
 

Ultimo aggiornamento: 23 Agosto, 14:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA