Enrico Letta eletto segretario Pd: «Battaglia sul voto ai 16enni e ius soli». E apre ai 5S di Conte

Video

Enrico Letta è eletto segretario del Partito democratico, con 860 voti favorevoli, 2 contrari e 4 astenuti. Prima, aveva spiegato il perché della sua scelta: dire di sì.

«Dobbiamo pensare che abbiamo vinto e governato quando abbiamo fatto coalizione - dice Letta -. Quando siamo andati per conto nostro abbiamo perso. 1996 e 2006, eravamo guidati da Prodi. La coalizione è fondamentale: io ci credo. Ad aprirsi ci si guadagna sempre. Dobbiamo costruire un nuovo centrosinistra, su iniziativa e leadership del Pd. Parlerò nelle prossime settimane con tutti. L'incontro col Cinque stelle guidato da Conte lo dobbiamo fare, sapendo che non sappiamo ancora come sarà quel M5s. Arriveremo con rispetto a ambizione».

 

 

 

 «Lo stesso fatto che sia qui io e non una segretaria donna dimostra che esiste un problema» sulla parità di genere. «Io metterò al centro» il tema delle donne: è «assurdo» che sia un problema, spiega subito Letta. «Mi candido a nuovo segretario ma so che non vi serve un nuovo segretario: vi serve un nuovo Pd», precisa poi. «Progressisti nei valori, riformisti nel metodo e radicalità nei comportamenti tra di noi». E parlando dell'uscita dalla pandemia dice: «Noi come il Pd abbiamo il dovere di esserci, non con lo sguardo al nostro ombelico ma nella società».

 

Davanti alle tv l'ex premier ostenta sangue freddo e cita i Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, assicurando di aver dormito sonni tranquilli prima del grande giorno, quello che lo porterà alla guida del suo partito. Per Letta è la prima volta al Nazareno dopo sette anni di insegnamento a Parigi. Luigi II, chiamato comunemente il Gran Condé, fu uno dei più grandi capitani francesi e si racconta che la notte prima della battaglia di Rocroy, piccola fortezza assediata dagli Spagnoli (siamo all'inizio della guerra dei trent'anni franco-ispanica) dormì profondamente. Con i suoi 23mila uomini il giovane Condè, espugnò la cittadella ponendo fine alla supremazia militare spagnola. 

«Voglio ringraziare Zingaretti. A Nicola mi lega una lunga e grande amicizia, un rapporto di sintonia. Abbiamo fatto tante cose insieme e tante ne faremo», dice ancora Letta. «Ti ringrazio per avermi cercato, lavoreremo insieme sapendo che se avessi dovuto scegliere» un successore «saresti stato tu, abbiamo un carattere simile e ci capiamo al volo». «Io scelgo il Pd, perché stavo facendo altre cose - spiega ancora il neo segretario -. E sono stupito dal fatto che tante persone mi hanno incoraggiato ma qualcuno mi ha detto: ma come lasci quello che stai facendo per un impegno di partito? Lo potevi fare per andare al governò. Quando me lo hanno chiesto, ho detto sì lo faccio davvero e mi sono reso conto dell'assurdità di questa frase. È sbagliata perché abbiamo davanti una fse di rinascita del Paese che partirà dalla società e quindi dalla politica e dai partiti. E sono qui con questo hashtag 'iocisonoPd' perchè ritengo che questa sia una sfida essenziale per l'Italia e l'Europa».

 

 

 

«Abbiamo una grande opportunità: Enrico Letta è una figura autorevolissima. Lo ho sentito nei giorni scorsi, ci siamo parlati» visto che «sono parte della classe dirigente di questo partito per il ruolo che svolgo, e perchè sono un iscritto e un militante da sempre». Lo ha detto, intervenendo su Radio 24, il presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini. «Oggi - ha osservato - cominciamo una nuova storia per il Partito Democratico. Credo che sia l'ultima opportunità del Pd per dimostrare di essere meglio di quello che appariamo. Credo che Letta possa riuscire a scrivere una pagina di unità. E proviamo a ripartire da lì per costruire nuovo gruppo dirigente e rilanciare il Pd». Ad ogni modo, ha concluso Bonaccini, «ho sempre detto che fare un congresso adesso sarebbe stato un errore gravissimo. In strada non trovo uno che mi chieda quando si sarebbe fatto il Congresso Pd».

 


Ultimo aggiornamento: Domenica 14 Marzo 2021, 18:23
© RIPRODUZIONE RISERVATA