Draghi: «Riaperture, approccio graduale. Nessuno sarà lasciato solo in acque italiane»

Video

Il presidente del Consiglio Mario Draghi è intervenuto in Aula alla Camera per il Question time delineando la road map del governo per le riaperture e, in generale, sulle strategie per contrastare la pandemia«Il governo italiano è impegnato con iniziative bilaterali e europee perchè la Libia contrasti il traffico di armi e di esseri umani, con il rispetto dei diritti umani, e in una pressione con l'Europa per una redistribuzione dei migranti credibile e efficace», ha detto il premier. «Una leva necessaria è il rimpatrio dei migranti che non hanno titoli a rimanere. Da tempo è stato rafforzato lo sforzo sui rimpatri, siamo impegnati con accordi bilaterali e di partenariato in Europa e con i Paesi di origine e transito», ha spiegato. 

Decreto Sostegni bis, vertice a Palazzo Chigi: intesa sul meccanismo dei contributi

 

Matrimoni - «Capisco la preoccupazione di chi si accinge a sposarsi. Il festeggiamento è un desiderio che abbiamo avuto tutti ma è fondamentale avere pazienza per evitare che una occasione di gioia e spensieratezza si trasformi in un potenziale rischio per i partecipanti. Il tema del weeding sarà argomento della prossima cabina di regia lunedì 17 e sarà l'occasione per dare maggiori certezze ad un comparto che ha subito danni significativi. Il governo è attento a conciliare economia e salute e i matrimoni, in quanto luoghi di agggregazione, possono favorire i contagi. Serve un un approccio graduale a seconda dell'andamento epidemiologico», ha detto il premier.

Patto di stabilità - «Voglio essere molto chiaro. È fuori discussione che le regole sul patto di stabilità dovranno cambiare, ma questo dibattito non è ancora partito», ha detto Draghi al question time. «La mia linea è che le attuali regole sono inadeguate, lo erano e lo sono di più per la uscita dalla pandemia. Dovremo concentrarsi su un forte slancio della crescita per assicurare la sostenibilità dei conti pubblici», conclude. Draghi ricorda che «il 3 marzo di quest'anno la Commissione europea ha adottato una Comunicazione che fornisce alcune indicazioni sugli orientamenti in materia di politica di bilancio a un anno dall'esplosione della crisi pandemica. Questa Comunicazione delinea l'approccio che la Commissione intende seguire circa la disattivazione della cosiddetta clausola generale di salvaguardia - che ha permesso agli Stati membri di utilizzare politiche di bilancio espansive per fronteggiare la crisi».

«La Commissione intende ancorare la disattivazione della clausola a quando l'economia dell'Unione europea tornerà ai livelli pre-crisi. Secondo le attuali previsioni, questo non dovrebbe accadere prima del 2023. Resta dunque il tema del dibattito sulla revisione delle regole di bilancio, che era stato avviato nel febbraio 2020 e poi sospeso per la pandemia. Voglio essere molto chiaro su questo: è fuori discussione che le regole dovranno cambiare. Tuttavia, questo dibattito, che impiegherà gran parte del 2022, non è ancora partito. La mia linea - e non è da oggi, ma da diverso tempo su questo tema - è che le attuali regole di bilancio erano inadeguate e sono ancora più inadeguate per un'economia in uscita da una pandemia».

«Nei prossimi anni dovremo concentrarci soprattutto su un forte rilancio della crescita economica, che è anche il modo migliore per assicurare la sostenibilità dei conti pubblici. La revisione delle regole deve dunque assicurare margini di azione più ampi alla politica di bilancio nella sua funzione di stabilizzazione anticiclica. In particolare, dobbiamo incentivare gli investimenti, soprattutto per favorire la trasformazione digitale ed ecologica. Allo stesso tempo, le nuove regole devono anche puntare a ridurre le crescenti divergenze tra le economie degli Stati membri e a completare l'architettura istituzionale europea», conclude. 

Infortuni sul lavoro - «Con una media di oltre 3 morti al giorno» sui posti di lavoro, «l'Italia si conferma al di sopra della media dei Paesi UE, in posizione di poco migliore della Francia, ma molto distante dalla Germania. Dobbiamo dunque investire sulla cultura della prevenzione e sulla vigilanza. È per questo che il Governo ha immediatamente disposto la convocazione della Cabina di regia per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza, prevista dal Testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. In quella sede intendiamo valutare gli interventi per il rafforzamento delle attività ispettive che vogliamo adottare subito, con i prossimi provvedimenti legislativi», ha specificato il Premier.

Covid, curva stabile. L'epidemiologo Fabrizio Stracci: «Evitiamo rischi inutili, migliorando capacità di monitoraggio e sequenziamento»

«Questi interventi - prosegue il presidente del Consiglio - si inseriscono nel quadro previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che dedica una specifica linea di riforma proprio alla lotta al lavoro sommerso e al potenziamento delle attività di vigilanza. È prevista una strategia d'azione nazionale per rafforzare l'Ispettorato nazionale del lavoro, quale agenzia nazionale per la vigilanza sul lavoro, e incrementare strutturalmente i controlli. Sono state già avviate le procedure per l'assunzione di 1.084 unità di personale nel corpo dell'Ispettorato del lavoro e, a legislazione vigente, è prevista la possibilità di assumere altre 1.000 persone, a fronte delle 4.500 unità di personale attualmente in servizio. A queste devono aggiungersi le ulteriori assunzioni che potranno essere effettuate con le risorse presto stanziate in un prossimo provvedimento normativo. Questo ci si deve augurare, permetterà un significativo rafforzamento delle attività di ispezione e vigilanza nei luoghi di lavoro».

Turismo - Sui flussi turistici, «per quanto riguarda i Paesi del G7, in particolare Usa, Giappone e Canada saranno favoriti gli ingerssi senza quarantena in caso di certifazione vaccinale», ha precisato Draghi. «Per quanto riguarda i flussi turistici, prevediamo di ampliare la sperimentazione dei voli »Covid-tested«, che includa più linee, più rotte e più aeroporti. Manterremo invece tutte le precauzioni necessarie rispetto ai Paesi nei quali è stata riscontrata un'ampia diffusività del Covid e delle sue varianti più pericolose», spiega il premier. 

 

 

Vaccini - «La questione rimane più complessa che non la sola liberalizzazione dei brevetti, perché la liberalizzazione di per sé non assicura la produzione dei vaccini. La produzione di questi vaccini - soprattutto quelli di nuova generazione, su cui noi facciamo massimo assegnamento, quelli basati sulla tecnica mRNA - è complessa perché richiede tecnologia, specializzazione, organizzazione. Non è facilmente replicabile anche disponendo del brevetto. Inoltre, la liberalizzazione dei brevetti non garantisce di per sé gli standard qualitativi necessari e dunque la sicurezza dei vaccini. Il controllo sulla sicurezza è una questione importante», ha detto il premier Mario Draghi.

Video

Banche - «A livello Ue non sussiste il necessario consenso politico per il posticipo della data di attuazione delle nuove regole. Le autorità europee hanno considerato che l'adozione delle regole avrebbe comportato complesse attività di adeguamento da parte delle banche e hanno invitato gli istituti, ad esempio, ad attuare le revisioni dei sistemi It», ha specificato Draghi nel corso del Question Time alla Camera all'interrogazione di Fdi sulle iniziative, in sede di Unione europea, in relazione alla soglia di rilevanza delle obbligazioni creditizie in arretrato, in vigore dal 1 gennaio.

«Gli orientamenti EBA sulla definizione di default e sulla soglia di rilevanza delle obbligazioni creditizie sono peraltro noti già da tempo. Ricordo, ad esempio, la consultazione pubblica del 2015. Normalmente questo anticipo ha permesso al settore di adattarsi e di incorporare con gradualità la nuova definizione di default nei propri modelli interni per il calcolo dei requisiti patrimoniali. Grazie anche all'apporto della delegazione italiana nei lavori dell'UE, nel corso del primo semestre del 2020, a fronte dell'esplosione dell'emergenza Covid-19, è stata modificata la cornice prudenziale per mitigare i potenziali effetti delle misure e permettere al sistema bancario di sostenere meglio l'economia», spiega il premier.

Video

«Ci sono stati molti interventi italiani che hanno permesso di: - anticipare al 30 giugno 2020 l'entrata in vigore del trattamento più favorevole in termini di credito per le PMI e per le infrastrutture, particolarmente rilevanti per il nostro Paese; - evitare, per un periodo di tre anni, che eventuali aumenti dello spread sui titoli di Stato connessi al diffondersi della pandemia abbiano un effetto negativo sul capitale delle banche; - prevedere, nell'ambito degli accantonamenti minimi obbligatori sui crediti deteriorati, un trattamento preferenziale permanente per le esposizioni assistite da garanzie pubbliche, anche questo particolarmente rilevante per l'Italia. Inoltre, la prossima introduzione di un quadro normativo per le cartolarizzazioni di crediti deteriorati consentirà di rimuovere gli ostacoli normativi allo sviluppo di un mercato secondario, per permettere alle banche di rafforzare la loro capacità di erogare prestiti all'economia e in particolare alle Pmi», conclude. 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 13 Maggio 2021, 09:23
© RIPRODUZIONE RISERVATA