Marcello Dell'Utri torna libero, le prime parole: «Mi sento frastornato»

Marcello Dell'Utri torna libero, le prime parole: «Mi sento frastornato»

«Non lo ho ancora capito, perchè sono ancora frastornato dall'eccessiva libertà». Così Marcello Dell'Utri ha risposto ai cronisti che lo hanno atteso all'uscita dello studio del suo avvocato in centro a Milano e gli hanno chiesto come ha passato il suo primo giorno di libertà. Interpellato sulle sue condizioni di salute ha risposto: «Sto un pò meglio, vorrei andare al cinema, ma non lo so, forse anche a mangiare al ristorante. In fondo poi la libertà che cos'è? Andare al cinema e al ristorante? La verità è che non lo so». Alla richiesta commentare la decisione di Silvio Berlusconi di avvalersi della facoltà di non rispondere nel processo palermitano di secondo grado davanti alla Corte d'Assise d'Appello sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, in cui lo stesso Dell'Utri è imputato, ha mantenuto il silenzio: «non ho nulla da dichiarare», le sue parole



Dopo oltre cinque anni di condanna per concorso esterno in associazione mafiosa ha ricevuto il provvedimento di scarcerazione nell'abitazione di Milano 2 a Segrate, dove dal 2018 era ai domiciliari per motivi di salute. Non è escluso che, dopo la notifica, l'ex senatore di Forza Italia sia uscito in auto, passando dalla rampa dei garage, lasciando così per la prima volta da uomo libero dopo oltre un anno l'appartamento di sua moglie, Miranda Ratti, che ora è a Santo Domingo, come ha spiegato lui stesso in un'intervista oggi al Corriere della Sera.



La casa dove era rinchiuso è in una delle torri del complesso residenziale realizzato negli anni '70 da Silvio Berlusconi, di cui Dell'Utri era stretto collaboratore e con cui una ventina d'anni più tardi avrebbe fondato Forza Italia. Un complesso di palazzi di colore rosso mattone con appartamenti da 300 metri quadrati in su, non lontano dall'ospedale San Raffaele, immerso in un parco silenzioso, ricco di pini e siepi. Altrettanto curato, con composizioni di piante grasse, un presepe e un albero di Natale, è l'atrio all'ingresso del palazzo, da cui in mattinata sono usciti diversi condomini e domestici, decisamente restii a parlare o dare informazioni di alcun tipo su Dell'Utri. «Ha pagato solo lui per il sistema. Era troppo buono, altri erano più colpevoli di lui», si è limitato a osservare un anziano residente del palazzo.
Martedì 3 Dicembre 2019, 18:22
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