Elezioni 2022. Pd, al Nazareno approvate le liste dopo i rinvii: Letta capolista Camera in Lombardia e Veneto. Cottarelli a Milano, il virologo Crisanti in Europa

Il segretario Pd capolista alla Camera in Lombardia e Veneto. L'economista Carlo Cottarelli capolista a Milano e il virologo Andrea Crisanti in Europa. L'addio di Cirinnà

Pd, la direzione approva le liste (senza unanimità) Letta capolista Camera in Lombardia e Veneto Cottarelli a Milano, il virologo Crisanti in Europa

La direzione del Partito Democratico in piena notte ha approvato le liste, ma senza unanimità (con tre contrari e cinque astenuti) e con i circa venti esponenti della corrente di Base riformista che non hanno partecipato al voto. Una riunione slittata tre volte: doveva tenersi inizialmente alle 11, poi alle 15, ancora alle 20 e poi per le 21.30, ma il segretario Enrico Letta è arrivato al Nazareno pochi minuti dopo le 23. «Impossibile ricandidare tutti gli uscenti, ho un peso sul cuore per i tanti no», ha detto il segretario in apertura di direzione. «Ho chiesto personalmente sacrifici ad alcuni. Mi è pesato tantissimo. Ma non ho fatto le liste tutto da solo, come quattro anni fa».

La direzione PD sulle liste in nottata

La riunione è cominciata dopo tre rinvii e a 12 ore dalla prima convocazione. «Avrei voluto ricandidare tutti i parlamentari uscenti. Ma è impossibile per la riforma del taglio dei parlamentari ma anche per esigenza di rinnovamento», ha detto Letta. «Ho chiesto personalmente sacrifici ad alcuni. Mi è pesato tantissimo. Quattro anni fa il metodo di chi faceva le liste era: faccio tutto da solo. Io ho cercato di comporre un equilibrio. Rispetto dei territori tra i criteri fondanti delle scelte. Potevo imporre i miei ma il Pd è una comunità».

Le liste del Pd

Il segretario del Partito democratico Enrico Letta sarà capolista alla Camera in Lombardia e Veneto. Carlo Cottarelli sarà invece candidato capolista per il Senato a Milano. Il microbiologo Andrea Crisanti sarà capolista in Europa. Quattro giovani under 35 saranno capolista del Pd alle prossime elezioni. Si tratta di Rachele Scarpa, Cristina Cerroni, Raffaele La Regina e Marco Sarracino. Rispettata la parità di genere nella composizione dei candidati. È stato il coordinatore della segreteria Marco Meloni a leggere i nomi dei candidati nel corso della riunione del parlamentino dem.

Tra i big esclusi dalle liste del Pd ci sarebbe anche Luca Lotti. Il suo nome non compare nelle liste dei candidati che correranno nei collegi per elezioni del 25 settembre, spiegano diversi partecipanti alla Direzione nazionale.

Cirinnà: non accetto candidatura in collegio perdente

«La mia avventura parlamentare finisce qui, domani comunicherò la mia non accettazione della candidatura. Mi hanno proposto un collegio elettorale perdente in due sondaggi, sono territori inidonei ai miei temi e con un forte radicamento della destra. Evidentemente per il Pd si può andare in Parlamento senza di me, è una scelta legittima. Resto nel partito, sono una donna di sinistra ma per fortuna ho altri lavori». Così la senatrice del Pd, Monica Cirinnà uscendo dalla direzione del partito. E ha concluso: «Non ho votato queste liste ma credo che anche altri rinunceranno».

«Leggo con stupore dalle agenzie che sarei candidato numero 4 al proporzionale a Firenze Pisa - ha detto Stefano Ceccanti, commentando le voci che lo danno in lista con il Pd nel proporzionale -. La notizia è destituita di qualsiasi fondamento come ben sa il segretario Letta. Domani spiegherò nel dettaglio». Secondo i rumors, il professore sarebbe al quarto posto nelle liste a Firenze-Pisa.

Il nodo delle candidature

Sul tavolo c'era il nodo delle candidature nei collegi in vista del voto del 25 settembre, che ha richiesto tempi e alimentato qualche polemica interna. La riunione si è svolta in parte in presenza, nella sede romana del Nazareno, in parte in collegamento on line. Al Nazareno sono arrivati, tra gli altri, il ministro Dario Franceschini, l'ex segretario Piero Fassino, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e quello fiorentino Dario Nardella. Il rebus delle candidature nei collegi ha richiesto più tempo anche perché, per la prima volta, i posti a disposizione dei candidati nelle liste sono ridotti di un terzo per effetto del taglio dei parlamentari in vigore dalla prossima legislatura.

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Il Ferragosto dei politici

Non si vedono, se non in foto. Alcuni twittano. Altri latitano pure dai social, ma è il puzzle delle candidature nei collegi ad agitare le acque, soprattutto nel Pd alle prese con le new entry dettate dalle recenti alleanze e gli esclusi, inevitabilmente più numerosi a causa del taglio dei parlamentari che incombe. È lo strano Ferragosto dei leader politici italiani, condizionati per la prima volta dal conto alla rovescia per il voto del 25 settembre. A tenere i conti dei giorni mancanti è Matteo Salvini con un lapidario «-41» e lo slogan della sua campagna elettorale, «Credo» aggiunto a ogni tweet. Per il leader della Lega, il battage procede sui social e sui temi più sentiti. Dalla flat tax - promessa anche a dipendenti e pensionati - agli sbarchi di migranti. Auguri di Ferragosto con la foto di un abbraccio alla figlia, sul divano, per Giorgia Meloni, mentre Silvio Berlusconi sceglie uno scatto a tavola con la compagna Marta Fascina.

Calenda chiede un confronto

«Almeno un confronto tra i leader delle quattro coalizioni è necessario. Aiuterebbe gli italiani a valutarne la consistenza e la preparazione». Lo propone su Twitter il segretario di Azione Carlo Calenda, postando le foto di Enrico Letta, Giorgia Meloni, Giuseppe Conte e la sua.

 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 17 Agosto 2022, 11:17
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