George Clooney compie sessant'anni: «Il segreto della mia felicità si chiama Amal»
di Riccardo De Palo

George Clooney compie 60 anni: «Il segreto della mia felicità si chiama Amal»

George Glooney compie sessant’anni domani, 6 maggio. E ha voluto scherzarci su: «Non sono molto eccitato all’idea, ma è sempre meglio che essere morto», ha detto nel corso di un’intervista a Entertainment Tonight on Thursday. «Che posso farci? Lo accetto», ha aggiunto l’attore di “Gravity”, precisando che malgrado stia invecchiando, si sente “felice e al settimo cielo”, grazie alla famiglia che condivide con l’avvocatessa impegnata nel sociale (come lui) Amal Clooney, che ha sposato nel 2014 con una principesca cerimonia a Venezia.

 

 

LE ULTIME USCITE - Per sdrammatizzare, in questi giorni, Clooney ha continuato a inanellare battute. Non è forse ancora tempo di bilanci, per la sua lunghissima carriera. Ma è sempre tempo di fare dell’ironia. Durante una reunion (per beneficenza) di “E.R. - Medici in prima linea”, una delle tante serie tv in cui ha lavorato, ha scherzato sull’indigestione di televisione durante il lockdown.  Tra i tanti show tv che la coppia ha visto in questi mesi, c’è stato spazio anche per le avventure amorose di Doug Ross, il personaggio che ha Clooney ha interpretato nella serie andata in onda dal 1994 al 2009, ma che non hanno trovato un forte consenso da parte della moglie. «È stata una cosa molto disastrosa per me - ha commentato scherzando  - Mia moglie continua a dirmi, “Hai finito?”, “Basta?” “Terza stagione, ma alla fine ti metti con l'infermiera Hathaway?”. È stato un disastro per il mio matrimonio».

 

 

LA CARRIERA - A spulciare tra i titoli in cui è stato protagonista, c’è veramente di tutto. Da film trash come “Il ritorno dei pomodori assassini” (1988, sequel a sua volta di un’opera cinematografica eletta come una delle più brutte del mondo), alla partecipazione a blockbuster come “Batman & Robin” (1997), diretto da  Joel Schumacher, a film impegnati del calibro di “Syriana” (2005), che gli ha fruttato il premio Oscar, e titoli di alto livello come “Gravity”, “Ave Cesare” (diretto da Joel Coen). Come regista si è subito distinto per il suo tratto impegnato nel sociale, dal primo “Confessioni di una mente pericolosa” (2002) a “Good Night, and Good Luck” (2005), che rievoca i tempi del maccartismo; da “Monuments Men” (2014), che rievoca l’epopea degli uominic he salvarono le opere d’arte dai nazisti, all’ultimo, crepuscolare e ambientalista “The Midnight Sky”, andato direttamente (segno dei tempi) in streaming. 

 

L'IMPEGNO SOCIALE - L’origine del suo impegno sociale viene da lontano: «I miei genitori mi hanno insegnato che la migliore cosa che tu possa fare è competere con le persone al potere e cercare di occuparti di coloro che il potere non ce l’hanno». Con Amal, che ha difeso anche Julian Assange, l’intesa è stata immediata. Le grandi campagne, come quella contro le armi, dopo Il massacro alla Marjory Stoneman Douglas High School, continuano a condurle assieme. Spesso dalla loro base sul lago di Como, Villa Oleandra, o correndo con una delle sue tante Harley Davidson (anche se con l’età, l’attore è diventato più cauto, dopo l’incidente subito in Sardegna, durante la lavorazione della miniserie Catch-22). 

Ma oggi Clooney è soprattutto felice padre di due gemelli, Ella e Alexander, nati nel 2017 dalla sua unione con Amal. «Si impara tanto, dai gemelli, nati lo stesso giorno, che crescono insieme, e ti rendi conto quanto poco questo dipenda da te». 

 

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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 5 Maggio 2021, 16:16
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