Timothy Ormezzano
TORINO - Un'Ajax fiabesca inchioda una Juve da horror, sbancando

Timothy Ormezzano
TORINO - Un'Ajax fiabesca inchioda una Juve da horror, sbancando

Timothy Ormezzano
TORINO - Un'Ajax fiabesca inchioda una Juve da horror, sbancando 1-2 lo Stadium. E impartendo una lezione di calcio ai bianconeri. L'Eurofrustrazione prosegue. Non c'è Cristiano Ronaldo che tenga: la Champions resta l'incubo di Madama, che esce ai quarti di finale come l'anno scorso.
E, con buona pace dei grandi investimenti estivi, si avvia a concludere la stagioni più fallimentare delle ultime cinque. Il presidente Agnelli prova a mostrare il bicchiere mezzo pieno: «L'Ajax ha ampiamente meritato la qualificazione, giocando un calcio straordinario. A noi resta la consapevolezza di raggiungere da cinque o sei anni almeno i quarti di Champions, oltre a una squadra giovane, che può crescere con Allegri in panchina». A stretto giro, la conferma del Conte Max: «L'altroieri ho detto al presidente che resterò qui».
La cronaca. Allegri all'ultimo perde Douglas Costa ed elegge Dybala capitano. «Paulo ha la nostra fiducia - annuncia Nedved -, più di così non può chiedere». Ma un problemino fisico, sommato all'ennesima prova pallida, costerà alla Joya il cambio nell'intervallo. E chissà se anche la conferma in bianconero.
Il ritmo è subito forsennato. Messi chiama, segnando due gol in 20' allo United. Ronaldo risponde al 28', con un'inzuccata in totale solitudine su corner di Pjanic. CR7 festeggia così il suo 9° gol in 7 incroci con l'Ajax, la sua seconda vittima preferita dopo la Juve.
Il vantaggio dura solo 6 minuti: al primo errore la Juve viene punita da Van de Beek, tenuto in gioco da un Bernardeschi irriconoscibile. «Il calcio è bestiale, quel gol è stato abbastanza fortuito - masticherà amaro Allegri -, ma l'Ajax ha meritato, ma abbiamo fatto troppin regali».
Lancieri monumentali nella ripresa, quando aumentano il ritmo del loro palleggio da PlayStation inseguendo l'utopia di entrare in porta col pallone. La Juve soccombe tecnicamente, tatticamente e fisicamente.
È alle corde, come un pugile suonato. Ma all'angolo, questa volta, non c'è un Allegri salvifico. Szczesny si supera a tu per tu con Ziyech e nega la doppietta a Van de Beek. Pjanic sventa un gol che resta comunque nell'aria. Il colpo di grazia arriva al 67', con un'incornata dell'oggetto del desiderio bianconero De Ligt, a segno davanti al suo agente Raiola. Ronaldo prova a rispondere, ma è l'Ajax a sfiorare il tris con Neres e Ziyech (gran gol annullato per fuorigioco). La Juve reclama un rigore (mani di Blind), prima di archiviare la seconda rimonta in tre giorni dopo quella di Ferrara. Questa, però, pesa come un macigno.
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