Lorena Loiacono
Topi ovunque a Roma, scorrazzano fin sul Campidoglio. L'emergenza

Lorena Loiacono
Topi ovunque a Roma, scorrazzano fin sul Campidoglio. L'emergenza è massima e il Comune pensa ad interventi mirati, lanciando un bando di gara per la derattizzazione. I ratti, nella Capitale, spopolano ovunque: dagli ospedali alle scuole, dalle mense ai marciapiedi, i mercati, le sale cinematografiche e i cassonetti della spazzatura. I romani ogni volta rabbrividiscono e non riescono proprio ad abituarsi alla loro presenza.
Come denunciato dal Messaggero ieri, i roditori adesso sono anche nei corridoi e nelle stanze degli uffici comunali, in Campidoglio, con tanto di rischio biologico in corso per i dipendenti comunali. È decisamente troppo. Un'allerta insostenibile, tanto da provocare inevitabili polemiche dalle opposizioni: «L'amministrazione comunale - denuncia la deputata di Forza Italia Annagrazia Calabria - non può sminuire la portata della questione né attaccare chi la solleva, ma si dovrebbe piuttosto preoccupare dei passi da compiere per risolvere il problema. In tal senso, ad esempio, i cumuli di spazzatura per le strade certamente non aiutano».
Una protesta bipartisan, che arriva dagli scranni dell'aula consiliare di opposizione: «Questa - sottolinea la consigliera comunale Pd Valeria Baglio - è la conseguenza di mesi e mesi di inerzia dell'amministrazione comunale sul fronte delle derattizzazioni. Si persevera nell'inerzia mentre la città è invasa dai roditori attratti dai cumuli di rifiuti in ogni angolo?». Secondo quanto spiegato dal Campidoglio, gli interventi di derattizzazione vengono effettuati sia in base alle singole segnalazioni sia su specifica richiesta delle Asl: le aziende sanitarie locali infatti, effettuando sopralluoghi ad esempio nelle scuole e negli edifici pubblici, intervengono sottolineando al Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale la necessità o meno di procedere con le operazioni di sanificazione. «Nel frattempo - spiegano dal Comune - si sta preparando un piano di derattizzazione con un monitoraggio ambientale per intervenire in modo mirato, cercando di utilizzare il meno possibile le esche, intervenendo invece sui fattori strutturali responsabili. Contestualmente è stato già avviato l'iter per una nuova gara».
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