Era chiaro a me e ad i miei genitori quel 22 ottobre di nove anni fa, quando vedemmo

Era chiaro a me e ad i miei genitori quel 22 ottobre di nove anni fa, quando vedemmo Stefano per l'ultima volta steso sul tavolo dell'obitorio, ciò che mio fratello aveva dovuto subire. La verità era impressa sul quel corpo martoriato, sull'espressione di quel volto che continuavo a fissare chiedendomi come fosse stato possibile che un essere umano avesse ridotto in quella maniera un suo simile. Quella domanda non troverà mai risposta. Quella stessa verità che è stata ostinatamente negata in anni ed anni di processi sbagliati, per tentare di affermare che infondo Stefano era morto di suo. Processi falsi e ipocriti sulla pelle della sua famiglia. Oggi quella verità è entrata forte e chiara in un'aula di giustizia. Vi è entrata con parole terribili che descrivono quel violentissimo pestaggio in tutta la sua brutalità. Altro che caduta dalle scale.
Tutti coloro che ci hanno insultati, infangati, denunciati e che ci hanno costruito su addirittura carriere politiche ora dovranno chiedere scusa alla famiglia di Stefano Cucchi, alle istituzioni che hanno finto di rappresentare e dovranno chiedere scusa ad ogni cittadino per bene. Stefano mio, quanto dolore. Papà continua a guardare il film Sulla mia pelle ogni sera, magari si illude di poter cambiare il finale e di stare ancora con te.

Venerdì 12 Ottobre 2018 - Ultimo aggiornamento: 05:01
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