Giubileo, in arrivo 400 milioni dal governo: ​ok di palazzo Chigi allo sblocco dei fondi
di Fabio Rossi

Giubileo, in arrivo 400 milioni dal governo:
ok di palazzo Chigi allo sblocco dei fondi

Quattrocento milioni, equamente divisi tra 2015 e 2016, per affrontare l’organizzazione del Giubileo stfondi raordinario voluto da papa Francesco e lasciarne possibilmente un positivo souvenir anche per la vita quotidiana dei romani. La firma sul decreto del presidente del Consiglio dei ministri non arriverà prima della fine della settimana: venerdì è attesa la relazione al Governo del ministro Angelino Alfano su Mafia Capitale. Ma oggi, alla ripresa dei lavori della cabina di regia per l’Anno santo a Palazzo Chigi, l’accordo definitivo dovrebbe cominciare a delinearsi. Con una deadline fondamentale: dallo Stato non arriveranno fondi cash per il Campidoglio - quelli inseriti nel decreto sugli Enti locali riguardano sanità e sicurezza - ma sarà consentito a Roma Capitale di sfondare i limiti del patto di stabilità.

LE IPOTESI

Ma da dove arriveranno materialmente i soldi da spendere? La risposta è chiara ormai da alcune settimane: sarà chiamata in causa la gestione commissariale del debito anteriore al 2008 del Comune di Roma, guidata da Massimo Varazzani. Due le soluzioni tecniche più accreditate: la prima prevede l’anticipazione al Campidoglio di alcuni crediti vantati proprio nei confronti della gestione commissariale, la seconda l’accensione di mutui garantiti dalla stessa struttura. In entrambi i casi si tratterebbe di 200 milioni di euro e rotti per l’anno in corso e altrettanti per il prossimo. Ed è comunque necessaria una deroga al patto di stabilità degli enti locali per poterli spendere, inserendoli alla voce investimenti. E non è detto che si arrivi a questa cifra: il totale, alla fine, potrebbe anche essere dimezzato.

IL PIANO

La scelta dello strumento normativo, invece, cadrà quasi certamente sul dpcm, visti i tempi strettissimi a disposizione: come atto amministrativo, infatti, non necessita di conversione in Parlamento e può essere varato dal premier in qualsiasi momento, senza dover passare per una riunione del Consiglio dei ministri. Palazzo Chigi, però, dovrà anche approvare il dossier presentato dal Campidoglio, con il dettaglio dei progetti e degli interventi da mettere in campo. Su questo punto Matteo Renzi è stato chiaro: devono essere cantieri strettamente connessi all’evento giubilare. E a Palazzo Senatorio hanno approntato un piano particolareggiato, con capitoli che vanno dalla mobilità nei dintorni delle basiliche all’accoglienza dei pellegrini, proprio per evitare il rischio di sonore bocciature da parte del Governo.

IL DECRETO

Intanto nel decreto sugli enti locali, in attesa di approvazione definitiva alla Camera dopo la fiducia posta dal Governo, arriveranno gli altri interventi attesi in vista dell’Anno santo della Misericordia. Alcune riguardano la sanità: alla Regione Lazio arriveranno 33,5 milioni di euro destinati a rafforzare, proprio a ridosso dell’apertura della Porta santa, la rete dei pronto soccorso e il sistema di gestione delle emergenze sanitarie. Prevista anche una sorta di «polizza Giubileo» da 50 euro che, sottoscritta dai pellegrini stranieri, garantirà l’assistenza sanitaria pubblica senza ulteriori costi. Novità anche sul fronte della sicurezza: per garantire l’ordine in occasione del grande evento religioso viene autorizzata l’assunzione straordinaria di 2.500 uomini delle forze dell’ordine (1.050 poliziotti, 1.050 carabinieri e 400 finanzieri) e di 250 vigili del fuoco. Oggi a Palazzo Chigi si riunirà anche il tavolo interistituzionale su Roma Capitale, che esaminerà la situazione degli investimenti su infrastrutture e opere pubbliche nella Città eterna.


Ultimo aggiornamento: Martedì 4 Agosto 2015, 12:00