Milano, l'abuso di alcol diffusissimo tra i giovani: “Problema troppo sottovalutato”
di Simona Romanò

Milano, l'abuso di alcol diffusissimo tra i giovani: “Problema troppo sottovalutato”

Sempre più adolescenti in Lombardia abusano di alcol, dai cocktail alle birre, dagli aperitivi dell’happy hour ai caffè corretti. Un ragazzo su tre fra 15 e 24 anni beve allo scopo di ubriacarsi. Anche fra i minorenni dilaga il binge-drinking, l’abbuffata alcolica di 4, 5, 6 drink uno dietro l’altro, trangugiati tutto d’un fiato: è la nuova moda pericolosa, in voga soprattutto nel weekend.

L’allarme è lanciato dopo lo studio del Siapad (Sistema integrato analisi e previsione abuso e dipendenze) della Lombardia. «L’alcol è usato per alterarsi, come una droga a tutta gli effetti ma, al contrario di cocaina o eroina, è legale è facilmente reperibile, costa poco e non è associato allo stereotipo del tossico», spiega il direttore del Dipartimento dipendenze dell’Ats (ex Asl) Riccardo Gatti. I rischi sono elevati, perché si va incontro al coma etilico, oltre che a gravi patologie in età avanzata. Via via le ubriacature diventano una prassi, spesso abbinate a droghe, come gli spinelli. Ma anche ad altri vizi legali come le sigarette.

Un mix devastante. Rispetto al totale della popolazione lombarda sono circa 260mila gli individui che dichiarano l’uso associato di cannabis, tabacco e di superalcolici in modo eccessivo. Si tratta per lo più di giovanissimi, che sono i potenziali alcolisti del futuro, perché le sbronze recidive possono trasformarsi in dipendenza. Il rapporto sbagliato con la bottiglia inizia presto: il primo bicchiere, secondo l’Organizzazione mondiale della salute, prima dei 15 anni. Si parte dagli alcol-pop, le bevande fruttate e frizzanti, per proseguire con birre e liquori. E’ allora che diventa un vero problema, che s’affronta dopo anni e solo con cure appropriate. I milanesi costretti a chiedere aiuto ai Sert (Servizio per le tossicodipendenze) sono tanti: 1705 l’anno scorso,1723 nel 2014. Oltre 5000 dal 2009 al 2015. Cosa fare per prevenire? «Costruire occasioni di interventi “precoci”», propone Gatti. A partire dalle scuole e dai centri di aggregazione giovanile.
Lunedì 7 Novembre 2016, 09:16
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