Ucraina diretta, Biden: «Azioni Russia sono l'inizio dell'invasione». Da Mosca 100 camion di soldati verso il confine. Prime sanzioni a Mosca: accordo unanime dell'Ue

Biden: «Azioni Russia sono l'inizio dell'invasione Violato diritto internazionale, ora sanzioni dure» Da Mosca 100 camion di soldati verso il confine

Dopo l'annuncio di Putin sul riconoscimento del Donbass sono sempre più incalzanti gli sviluppi e le reazioni internazionali, anche sul terreno, sebbene Mosca abbia specificato che «non si prepara per il momento» a schierare forze militari nell'Ucraina orientale. Intanto dall'Unione Europea sono arrivate le prime sanzioni. 

Le sanzioni alla Russia

Dai membri della Duma ai leader delle repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk fino alle banche e all'accesso della Russia ai mercati europei: l'Ue, la Gran Bretagna e gli Usa mettono in campo un primo, esteso, pacchetto di sanzioni contro la Russia provando a far sì che uno stretto coordinamento tra gli alleati renda ancora più dannose, per il Cremlino, le misure adottate in queste ore. Sono quattro le macro-categorie che finiscono nel mirino dell'Ue e degli alleati seguendo uno schema che, nel 2014, in occasione dell'invasione della Crimea, Bruxelles già adottò. «Per i sanzionati niente più shopping a Milano, feste a Saint Tropez, diamanti ad Anversa», ha sintetizzato l'Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera Josep Borrell.

Membri della Duma e oligarchi. Il primo binario delle misure approvate nel Consiglio Affari Esteri di Parigi è quello delle sanzioni individuali. A finire nella black list dell'Ue sono i 351 membri della Duma che hanno votato a favore del riconoscimento delle repubbliche del Donbass da parte di Mosca. Nel mirino anche 27 persone ed entità che hanno un ruolo nella minaccia all'integrità ucraina e che includono soggetti che sostengono finanziariamente o materialmente l'aggressione nei confronti di Kiev, chi ha un ruolo nelle azioni destabilizzanti sul terreno e chi opera in quella che l'Ue chiama «guerra di disinformazione». Londra, parallelamente, ha annunciato il congelamento degli asset britannici per tre oligarchi: Gennady Timchenko, Boris Rotenberg e Igor Rotenberg. Nessuna sanzione diretta, al momento, per il presidente russo Vladimir Putin.

Banche. Il primo a colpire gli istituti russi, in ordine cronologico, è stato il premier britannico Boris Johnson, che in mattinata ha imposto lo stop all'accesso alla City per Rossiya, Is Bank, General Bank, Promsvyazbank e Black Sea Bank. Ma anche le sanzioni adottate dall'Unione prendono di mira le banche russe ed in particolare gli istituti «che stanno finanziando le operazioni militari russe e altre operazioni nei territori» riconosciuti da Mosca.

Mercati. È una delle novità dell'ultim'ora del pacchetto di sanzioni: la limitazione al governo russo e allo Stato russo all'accesso ai mercati e servizi finanziari europei con l'obiettivo di colpire l'offerta di finanziamento del debito sovrano russo. La portata delle misure, che come tutte le altre finiranno sul tavolo del Consiglio Ue, dipenderà molto dall'ampiezza che Bruxelles vorrà dare alle limitazioni finanziarie dirette a Mosca.

Commercio. Come accadde per la crisi di Crimea, le sanzioni europee impongono il divieto di export e import tra l'Ue e le repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk. Washington ha già annunciato un bando sugli investimenti e le attività commerciali e finanziarie da parte degli americani nelle regioni separatiste. Per gli Usa si tratta solo di una piccola parte delle misure che la Casa Bianca ha messo in campo.

UCRAINA, LA DIRETTA

Ore 20.55. Via libera definitivo dei 27 ambasciatori Ue al pacchetto di sanzioni sul quale il Consiglio Affari Esteri riunito a Parigi ha dato il suo placet politico all'unanimità. La presidenza francese spiega che nella notte saranno fatta le dovute verifiche tecniche e giuridiche e, nella giornata di domani, le sanzioni saranno pubblicate sulla Gazzetta ufficiale europea. A quel punto l'applicazione delle misure «sarà immediata», spiega la presidenza francese del semestre Ue.

Ore 20.35. Un convoglio militare di Mosca con oltre 100 camion carichi di soldati è stato avvistato in direzione del confine ucraino nella regione russa di Belgorod, a nord dell'autoproclamata repubblica separatista di Lugansk. Lo riporta il Guardian.

Ore 20.30. Le azioni russe in Ucraina sono «l'inizio di un'invasione»: lo ha detto Joe Biden parlando dalla Casa Bianca sugli sviluppi della crisi ucraina, annunciando sanzioni «ben oltre» quelle per l'annessione della Crimea nel 2014. «Continueremo a fornire armi difensive all'Ucraina, la Russia pagherà un prezzo altissimo».

Ore 19.00. «Io tifo per la pace e il dialogo. Se c'è un'alleanza che fa una scelta, se siamo membri di quella alleanza sosteniamo quella scelta ma che non sia l'Italia l'agnello sacrificale perché nelle scorse sanzioni contro la Russia qualcuno ha guadagnato e qualcuno ha perso». Così il segretario della Lega, Matteo Salvini parlando dell'ipotesi di sanzioni contro la Russia approvate dall'Unione europea. «Spero che non ci sia bisogno di sanzioni anche perché sanzioni chiamano contro-sanzioni».

Ore 18.35. «Tra di noi europei c'è anche solidarietà, e c'è grande solidarietà nei confronti di Kiev. Saranno sanzioni pesanti e abbiamo anche delle riserve di sanzioni se la Russia dovesse mostrare di andare ancora più lontano» nella sua escalation. Lo ha detto il ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian a conclusione della sessione straordinaria del Consiglio degli esteri Ue a Parigi

Ore 18.30. «Le sanzioni faranno molto male alla Russia», ha detto Josep Borrell. «Gli sforzi diplomatici continueranno - ha aggiunto - Dobbiamo prevenire ad ogni costo il conflitto. Abbiamo ora ricevuto la richiesta dell'Ucraina di aiutarli nell'affrontare attacchi cyber e noi manderemo una missione» per questo.

Ore 18.25. Approvato primo pacchetto di sanzioni contro Mosca. «È un momento particolarmente pericoloso per l'Ue. La Russia ha messo in campo una chiara escalation, questi sviluppi seguono chiaramente l'agenda del Cremlino sin dal 2008 e dal 2014. Di fronte a questa situazione gli europei, con una riposta rapida, in 24 ore, hanno raggiunto un accordo unanime per un pacchetto di sanzioni» che presenterò al consiglio. «È un pacchetto che danneggerà la Russia». Lo dice l'Alto Rappresentante Ue della Politica Estera Josep Borrell al termine della riunione straordinaria dei ministri degli Esteri europei.

Ore 18.20. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, rivolgendosi alla stampa al termine del consiglio informale straordinario Ue a Parigi, ha condannato le «azioni militari inaccettabili» della Russia in Ucraina, così come «inaccettabile è il riconoscimento delle due repubbliche autoproclamatesi nel Donbass». La giornata di oggi, al G7 e alla riunione dei ministri degli Esteri dell'Unione europea, «ci ha permesso di coordinare le sanzioni contro la Russia». L'Unione europea «deve essere ferma e irremovibile» rispetto «alla pretesa di ritirare le truppe russe dall'Ucraina e riportare il dialogo e il confronto diplomatico al tavolo. Non possiamo pensare che le azioni da parte della Russia in questo momento si possono tollerare perché così facendo sta distruggendo il percorso degli accordi di Minsk». Il governo italiano, spiega Di Maio, «sta costruendo un percorso per erogare aiuti finanziari all'Ucraina che in questo momento è in evidente difficoltà». 

Ore 18.15. L'Ue si appresta a sanzionare i deputati della Duma russa che hanno votato il riconoscimento delle repubbliche secessioniste di Donetsk e Luhansk, le «principali banche russe» e farà in modo che Mosca non possa più collocare titoli di Stato nell'Ue. Lo spiega l'Alto Rappresentante dell'Unione Europea Josep Borrell, in un'intervista trasmessa dall'emittente francese FranceInfo. «Ci saranno sanzioni personali - dice - per colpire i responsabili delle decisioni prese, come i parlamentari russi e i responsabili del settore militare. Ci saranno sanzioni economiche, per le esportazioni della regione del Dnbass, esattamente come avevamo fatto. E avremo delle sanzioni finanziarie, contro le banche russe che lavorano e finanziano gli oligarchi, le persone che in un modo o nell'altro fanno parte del governo e del suo entourage».

«Sanzioniamo - continua Borrell - i membri della Duma che hanno votato il riconoscimento delle due repubbliche: tutti quelli che l'hanno votato e il personale che partecipa alle campagne di disinformazione, le persone che guidano le operazioni militari, l banche. E faremo in modo che lo Stato russo non possa più finanziarsi in Europa. Il nome delle banche fa parte delle decisioni dei colleghi. Si tratta delle principali banche russe. Soprattutto, ostacolare, per quanto possiamo, il finanziamento dello Stato russo, le sue emissioni di debito». Non si tratta, precisa, dell'esclusione dal sistema Swift.

Ore 18.10. Tre le richieste di Vladimir Putin all'Ucraina, in quello che appare come un ultimatum: il governo di Kiev dovrebbe ritirare la sua richiesta di adesione alla Nato, demilitarizzare il Paese e riconoscere l'annessione della Crimea alla Russia, ha elencato il Presidente russo in una conferenza stampa oggi a Mosca.

Ore 18.00. «Non ho detto che dopo questa conferenza stampa vedremo la presenza delle forze russe nelle Repubbliche» di Donetsk e Luhansk, ha affermato Vladimir Putin in una conferenza stampa oggi a Mosca, dopo una nuova riunione - oggi come al solito a porte chiuse - del Consiglio di sicurezza. «È impossibile prevedere scenari, dipenderà dalla situazione sul terreno», ha aggiunto.

Ore 17.52. Emmanuel Macron ha parlato oggi con diversi leader europei, tra cui il premier Mario Draghi: è quanto afferma l'Eliseo, aggiungendo che i «partner europei e alleati continuano a dar prova di unità e di totale coordinamento in seguito alla decisione della Russia di riconoscere le regioni separatiste dell'Est dell'Ucraina». Macron ha parlato anche con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, con il presidente del consiglio europeo, Charles Michel, con il premier britannico Boris Johnson. Dovrebbe anche sentire prossimamente il premier olandese, Mark Rutte

Ore 17.50. «La possibilità che l'Ucraina abbia armi tattiche nucleari costituisce una minaccia strategica per la Russia». Lo ha detto Vladimir Putin in una conferenza stampa a Mosca, affermando che Mosca «vuole la smilitarizzazione dell'Ucraina». Putin riconosce la sovranità dei separatisti «sull'insieme delle regioni» di Lugansk e Donetsk. Al momento i ribelli filo-russi controllano solo una porzione di quelle regioni, la parte restante è sotto il controllo delle forze di Kiev.

Ore 17.45. «Gli accordi di Minsk» sul Donbass «non esistono più». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin.

Ore 17.39. Joe Biden anticipa il discorso sulla situazione in Ucraina e delle ultime azioni della Russia, che ora pronuncerà alle 13 ora di Washington, le 19 in Italia. Lo rendono noto fonti della Casa Bianca che in precedenza avevano detto che il presidente avrebbe parlato alle 20.

Ore 17.29. «È il momento più pericoloso per la sicurezza europea da generazioni». Lo dice il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg in conferenza stampa. «Noi vogliamo cercare di capire come fare per evitare il pericolo vedendo che dentro e attorno all'Ucraina le forze ci sono. La Russia sta facendo esattamente ciò che avevamo previsto: ci sono tutte le indicazioni» di un attacco su larga scala da parte di Mosca, sottolinea.

Ore 17.16. «Noi condanniamo la decisione di Mosca» di riconoscere le repubbliche di Lugansk e Donetsk e «condanniamo l'incursione militare in Ucraina». «È una escalation seria provocata dalla Russia». Lo afferma il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ribadendo il «supporto politico e finanziario» all'Ucraina. «La Russia è passata all'azione militare, siamo in allerta, monitoriamo la situazione», aggiunge. «La Russia è nel Donbass dal 2014 ma hanno sempre negato la loro presenza. I separatisti sono controllati dai militari, la Russia è presente in diverse operazioni segrete, adesso constatiamo più soldati e più forze in arrivo». Lo dice il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg in conferenza stampa. La Russia «ha schierato circa 150mila soldati. Tutte queste forze sono in parte già in territorio ucraino - Dombass e Crimea - in parte sono vicine ai confini dell'Ucraina. Sono schierati veicoli armati, carri armati, missili e droni, e sistemi di difesa elettronica», aggiunge.

Ore 17.05. Putin chiede al Senato russo l'autorizzazione all'invio di forze militari all'estero, a sostegno dei separatisti in Ucraina. Lo dice il vice ministro delle Difesa russo.

Ore 16.55. Joe Biden parlerà sulla crisi ucraina alle 14 locali, le 20 in Italia. Lo rende noto la Casa Bianca.

Ore 16.40. «Pensiamo che sia l'inizio di una invasione»: lo ha detto Jonathan Finer, del consiglio di sicurezza nazionale Usa, alla Cnn, commentando gli ultimi sviluppi della crisi russo-ucraina. Ieri la Casa Bianca era stata più cauta, parlando di «flagrante violazione degli impegni internazionali» di Mosca, mentre in una telefonata di background un alto dirigente dell'amministrazione aveva evitato di parlare di invasione.

Ore 16.30. Il ministero per la Gestione delle emergenze dell'autoproclamata repubblica separatista di Donetsk, nel Donbass, prevede di evacuare in Russia fino a 700mila persone, in caso di ulteriore peggioramento della situazione militare sul terreno. Lo riporta Interfax, ricordando che finora sono state evacuate da tutto il Donbass circa 90mila persone verso 11 regioni russe.

Ore 15. La Casa Bianca plaude alla decisione di Berlino di bloccare la certificazione del gasdotto Nord Stream 2 in risposta alla decisione di Vladimir Putin di riconoscere le due repubbliche separatiste ucraina nel Donbass. L'amministrazione Biden annuncerà nelle prossime ore le sue misure.

Ore 13.45. Nel pacchetto di sanzioni proposta dall'Ue è inclusa «la capacità del governo e dello Stato russo di accedere a capitali, mercati finanziari e servizi dell'Ue per limitare il finanziamento delle politiche aggressive» di Mosca. È quanto si legge nella nota dei presidenti della Commissione e del Consiglio Ue, Ursula von der Leyen e Charles Michel. I due presidenti «accolgono con favore la salda unità degli Stati membri e la loro determinazione a reagire con fermezza e rapidità», si legge nella nota. Bruxelles, sottolineano Michel e von der Leyen «è pronta ad adottare ulteriori sanzioni» se «ulteriori sviluppi» della crisi «renderà ciò necessario». Nel pacchetto comunicato dall'Ue sono incluse anche le misure individuali contro le persone coinvolte nell'operazione sul Donbass e lo stop agli scambi tra Ue e le due repubbliche separatiste. Punti, questi ultimi due, sui quali c'è stato l'ok di principio dei 27 ambasciatori europei nel corso del Coreper II di questa mattina.

Ore 13.20. Il Regno Unito annuncia sanzioni contro 5 banche russe e per congelare tutti gli asset britannici di alcuni noti oligarchi considerati vicini al presidente Vladimir Putin in risposta alle azioni di Mosca in Ucraina. Lo rende noto il premier Boris Johnson al Parlamento di Westminster, insistendo che si tratta solo di una prima tranche di sanzioni economiche cui ne seguiranno altre se la situazione non cambierà. Le 5 banche russe che il governo britannico prende di mira e a cui sarà precluso l'accesso al mercato finanziario di Londra sono Rossiya, IS Bank, General Bank, Promsvyazbank e Black Sea Bank, ha elencato Johnson, dicendosi certo che la risposta del mondo (e degli alleati occidentali della Nato in particolare) contro Mosca si rivelerà «disastrosa» per Putin e per Mosca. I tre oligarchi citati dal premier Tory sono invece Gennady Timchenko, Boris Rotenberg e Igor Rotenberg, tutti indicati da Putin come figure personalmente vicine al presidente russo. Nei loro confronti Johnson ha preannunciato il divieto di viaggiare nel Regno Unito, di raccogliere risorse alla City, nonché il congelamento di qualunque bene ad essi riconducibile in terra britannica.

Ore 13. Il premier britannico Boris Johnson ha bollato in un intervento dinanzi alla Camera dei Comuni come «provocatorie e false» le affermazioni fatte ieri dal presidente Vladimir Putin a sostegno del riconoscimento delle regioni separatiste del Donbass in Ucraina. Gli ha imputato inoltre di minacciare «una guerra di aggressione senza lo straccio di una giustificazione» sulla base di idee «assurde e persino misticheggianti».

Ore 12.45. Mosca non è spaventata da nessuna sanzione: lo annuncia il ministero degli Esteri russo, secondo quanto riferisce la Tass.

Ore 12.20. «La consideriamo una seria violazione dei principi del diritto internazionale, così come una violazione degli accordi di Minsk». Lo ha detto il portavoce della Commissione Ue Eric Mamer, interpellato nel punto stampa quotidiano su come venga inquadrato il riconoscimento delle repubbliche separatiste del Donbass annunciato ieri dalla presidenza russa.

Ore 12. Gli accordi di Minsk-2 sul Donbass «non sono più in agenda: le garanzie di sicurezza ora per la Russia sono la priorità massima». Lo afferma il portavoce del Cremlino Peskov, secondo quanto riferisce la Tass.

Ore 11.45. Kiev non prenderà in considerazione le richieste delle autoproclamate repubbliche separatiste di Lugansk e Donetsk di ritirare le truppe ucraine dai distretti del Donbass sotto il suo controllo: lo ha detto il presidente ucraino Volodimyr Zelensky, secondo quanto riporta la Tass.

Ore 11.10. «Voglio prima di tutto esprimere la mia più ferma condanna per la decisione del governo russo di riconoscere i due territori separatisti del Donbass. Si tratta di una inaccettabile violazione della sovranità democratica e dell'integrità territoriale» dell' Ucraina. Così il premier Mario Draghi in apertura del suo discorso all'insediamento di Franco Frattini al Consiglio di Stato.

Ore 9. Prime sanzioni. La «prima raffica di sanzioni economiche britanniche contro la Russia» sarà resa nota oggi. Lo ha detto il premier britannico Boris Johnson, avvertendo che Vladimir Putin è deciso a «un'invasione su vasta scala dell'Ucraina». Lo riportano i media internazionali.

Ore 8.40. Comitato Cobra. Il premier britannico Boris Johnson sta presiedendo una riunione di emergenza del comitato Cobra del governo a Downing Street per discutere della situazione in Ucraina. Lo riporta Sky News, anticipando che durante la riunione dovrebbe essere deciso «un significativo pacchetto di sanzioni».

Ore 8 Turchia contro Mosca «La decisione della federazione russa è inaccettabile e la respingiamo». Lo fa sapere il ministero degli Esteri turco con un comunicato in riferimento alla decisione del presidente russo Vladimir Putin di riconoscere le autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk. Il riconoscimento della Russia dei territori autoproclamati è per Ankara «in contraddizione con gli accordi di Minsk e costituisce una chiara violazione dell'unità politica e dell'integrità territoriale dell'Ucraina», si legge nella nota che invita le parti ad «agire con buonsenso e a rispettare la legislazione internazionale».

Ore 7.30 Ucraina, soldati uccisiDue militari ucraini sono stati uccisi da bombardamenti la notte scorsa e altri 12 sono rimasti feriti: lo ha reso noto la Joint Forces Operation del ministero della Difesa ucraino in un rapporto pubblicato questa mattina. Lo riporta il Guardian. Il documento sottolinea che l' Ucraina ha registrato 84 violazioni del cessate il fuoco nelle ultime 24 ore da parte delle forze appoggiate dalla Russia, 64 delle quali con armi vietate dagli accordi di Minsk.

Ore 7 Invasione fotocopia La decisione di Mosca di riconoscere le Repubbliche autoproclamate di Luhansk e Donetsk nel Donbass ricalca quanto già fatto dalla Russia in Georgia nel 2008 con il riconoscimento di Ossezia del sud e Abkhazia. A sottolinearlo è stato l'ambasciatore ucraino alle Nazioni Unite Sergiy Kyslytsya intervenendo in nottata alla riunione dell'esecutivo Onu. «Oggi il Cremlino ha copiato e incollato parola per parola il decreto della Georgia del 2008», ha detto, alzando un foglio stampato. «Nessuna creatività», ha aggiunto. «La fotocopiatrice del Cremlino funziona molto bene.»

Ore 5 L'invasione Testimoni hanno riferito a Interfax che due colonne di veicoli blindati si trovano attualmente nella Repubblica popolare di Donetsk e si stanno spostando a nord e a ovest. Oggi il presidente russo Vladimir Putin, nel decreto di riconoscimento delle repubbliche separatiste, ha disposto anche l'invio di una forza di «peacekeeping» per questa fase di transizione.

 

Lista nera

La Russia ha creato «un elenco di ucraini da uccidere o di mandare nei campi». Un elenco che sarebbe pronto a rispettare nel caso in cui le forze russe dovessero invadere l'Ucraina. Lo scrive il Washington Post citando una lettera inviata dagli Stati Uniti al responsabile delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet. La lettera non è datata e cita la condotta della Russia in alcune parti dell' Ucraina che occupa e dove verrebbero già verrebbero condotti «uccisioni mirate, rapimenti/sparizioni forzate, detenzioni ingiuste e l'uso della tortura». Il documento è firmato dall'ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite, Sheba Crocker, e avverte che un'invasione russa dell' Ucraina creerebbe una «catastrofe dei diritti umani». Si parla anche dell'uso, da parte delle forze russe, di «misure letali per disperdere proteste pacifiche o per contrastare esercitazioni pacifiche di percepita resistenza da parte delle popolazioni civili».

 

 

 

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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23 Febbraio 2022, 17:35
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