Ucraina, cento giorni di guerra: cosa è successo dal 24 febbraio ad oggi tra orrori e atti eroici

Cento giorni di guerra in Ucraina Dall'incendio del Moskva alla presa di Azovstal, orrori e atti eroici

Sono passati 100 giorni dall'inizio dell'invasione russa in Ucraina la notte del 24 febbraio 2022. Cento giorni di guerra che hanno cambiato il mondo, creando una nuova frattura nel cuore dell'Europa, una nuova cortina di ferro come mai dopo il 1989. Dopo quasi una decina di tavoli negoziali, il mondo ha visto la scia di sangue lasciata dall'esercito degli occupanti nelle città del nord come Bucha e il massacro compiuto nell'assedio di Mariupol. Ora l'orrore non è finito: si continua a combattere est, con l'assedio di Severodonetsk, porta di accesso al controllo della regione del Lughansk e del Donbas. 

Unhcr stima che circa 6 milioni di persone hanno lasciato l'Ucraina e si sono rifugiate in Europ, mentre 8 milioni sono gli sfollati all'interno del paese in quella che è diventata la più grave crisi umanitaria nel continente dalla fine della seconda guerra mondiale. Il bilancio ufficiale delle vittime civili secondo le Nazioni Unite è di 4000 morti, ma i numeri reali per Kiev sarebero molto più alti: solo a Mariupol si parla di oltre 9mila civili uccisi.

Ecco un riassunto dei momenti principali del conflitto. 

24 febbraio: l'inizio dell'invasione 

Dopo aver schierato per oltre un mese circa 200mila uomini al confine con l'Ucraina, la notte tra il 23 e il 24 febbraio 2022 la Russia avvia un'invasione su larga scala del paese. Il presidente russo Putin annuncia in un video l'inizio dell'"operazione militare speciale" per «smilitarizzare e de-nazificare» l'Ucraina e sostenere i separatisti del Donbass e del Lugansk. Le truppe entrano da est a Luhansk, Chernihiv e Kharkiv e attaccano i porti di Odessa e Mariupol. I primi missili colpiscono Kiev e i russi prendono il controllo dell'aeroporto alla periferia della capitale. Arriva unanime la condanna dell'occidente: dal 26 febbraio l'Unione Europea chiude il proprio spazio aereo ai voli russi e annuncia sanzioni contro Mosca.

 

 

La resistenza di Kiev 

Da subito la battaglia principale è quella per la capitale: le truppe di Mosca puntano su Kiev da Nord, e contemporaneamente attaccano Kharkiv e Kherson e Sumy. Ma la resistenza ucraina nella capitale sorprende tutti a livello internazionale, viene indetto un coprifuoco da venerdì 26 febbraio fino a lunedì 28 per difendere la città. Dopo la mancata presa di Kiev, l'esercito di Putin cambia strategia e nei giorni successivi iniziano ampi bombardamenti anche sui civili nelle principali città. 

 

Lunedì 28 febbraio, primo round di negoziati a Gomel 

Lunedì 28 febbraio Putin mette in allerta il sistema di deterrenza nucleare. A Gomel, città al confine bielorusso si tiene il primo round di negoziati a cui partecipa anche Abramovich, l'oligarca proprietario del Chelsea.  Zelensky firma una richiesta ufficiale di ingresso in Unione Europea per l'Ucraina, ma il segretario Ue risponde che è fuori discussione. Proseguono le sanzioni: il blocco occidentale decide l'esclusione della Russia dal sistema bancario internazionale SWIFT.  

 

 

2 Marzo, la presa di Kherson 

Kherson è la prima a cadere nelle mani di Mosca il 2 marzo. L'esercito ucraino retrocede verso Mykolaiv. Quello stesso giorno l'Onu approva con 141 voti su 193 l'Assemblea Generale dell'Onu la risoluzione di condanna dell'invasione. Votano contro la Russia, Bielorussia, Eritrea, Siria e Corea del Nord. Tra gli astenuti Cina, Iran e Cuba. 

Nel frattempo proseguono gli attacchi su tutte le altre città: a Kharkiv un missile distrugge il palazzo del governo locale, viene colpita la torre tv di Kiev e foto satellitari mostrano un convoglio di camion militari e carri armati in fila per 65 km in direzione della capitale. A sud è iniziato l'assedio di Mariupol. 

 

 

3 marzo, attacco a Zaporizhzhia e nuovi colloqui

Nella notte i russi attaccano la centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d'Europa, e si verifica un incendio in uno degli edifici che, nonostante i timori internazionali, non danneggia nessuno dei 6 reattori. La centrale cade in mano russa. Il secondo appuntamento con i colloqui a Belovezhskaya Pushcha, in Bielorussia ottiene l'apertura di corridoi umani per far fuggire i civili. Non sempre però la tregua viene rispettata. L'Unione Europea offre un permesso di soggiorno permanente agli ucraini di 3 anni. 

 

 

8 marzo, aziende in fuga, anche McDonald's lascia la Russia 

In Russia è prosegue una pesante repressione interna delle proteste e il 4 marzo viene stata approvata una legge contro le "Fake News" che perseguita i giornalisti che esprimono opinioni non conformi a quelle del regime. In Italia lo stesso giorno iniziano i sequestri dei beni degli oligarchi russi colpiti dalle sanzioni.

La prima settimana di marzo inizia la fuga delle aziende occidentali dalla Russia: PayPal, Inditex e grandi catene come H&M, Ikea lasciano il paese. Chiudono anche gli 800 ristoranti di McDonald's in Russia: le foto delle code davanti per prendere l'ultimo Big Mac diventano virali. 

 

Domenica 6 marzo, strage di una famiglia in fuga da Irpin 

Un colpo di mortaio russo uccide padre, madre e due figlie che scappavano dal villaggio di Irpin, alle porte di Kiev. L'immagine dei corpi coperti dalle lenzuola sul marciapiede, con accanto il trasportino del cane - unico sopravvisuto - scattata da un reporter del New York Times fa il giro del mondo e diventa il simbolo della tragedia ucraina. Anche a Mariupol il corridoio umanitario concordato viene interrotto dai bombardamenti russi e a Kharkiv sotto assedio si scava una fossa comune per seppellire i morti. 

 

 

Mercoledì 9 marzo, attacco all'ospedale pediatrico di Mariupol 

A Mariupol le bombe russe colpiscono un ospedale pediatrico: la foto della donna incinta portata via in barella tra le macerie diventa virale e pochi giorni dopo si saprà che sia lei che la bambina sono morte. L'ambasciata russa in Italia inizialmente nega la notizia che però viene confermata dai media internazionali. Il numero di vittime sale a 516, tra questi 29 bambini. La centrale nucleare di Chernobyl risulta scollegata dalla rete elettrica ma l'Agenzia internazionale per l'energia atomica assicura che non c'è pericolo. 

Nel frattempo la Russia ha stilato una lista di "paesi nemici": tra questi anche San Marino e l'Italia e il presidente americano Joe Biden l'8 marzo ha bloccato l'import del petrolio russo insieme alla Gran Bretagna. 

 

 

15 marzo, blitz alla tv russa della giornalista Maria Ovsiannikova 

La giornalista Maria Ovsiannikova interrompe una diretta della tv di stato russa con un cartello contro la guerra. Arrestata, ricompare su Twitter in un video che aveva pre-registrato, nel quale attacca ancora più duramente il regime: "Ciò che sta succedendo in Ucraina è un crimine. E la Russia è l'aggressore. La responsibilità di questa aggressione è "di una persona sola e questa persona è Vladimir Putin"

 

16 marzo, bombardamento del teatro di Mariupol 

Il 16 marzo i russi bombardano il teatro della città di Mariupol dove si erano rifugiate molte famiglie per trovare riparo dai bomabrdamenti: 1300 persone rimangono bloccate sotto le macerie, 600 persone muoiono. Fuori la città è distrutta il vicesindaco di Mariupol afferma che "Non è rimasto un solo edificio integro" in città,  l'80-90% degli edifici è stato bombardato. Lo stesso giorno, le autorità ucraine diffondono la notizia che 10 persone siano state uccise dell'esercito russo mentre erano in coda per il pane a Chernihiv.

Viene discusso un piano di 15 punti che include il cessate il fuoco e il ritiro delle truppe russe se l'Ucraina dichiara la neutralità e accetta limiti alle forze armate. Ma l'Ucraina afferma di non essere disposta ad accettare un modello di neutralità di tipo austriaco o svedese. 

 

18 marzo, Putin-show allo stadio di Mosca

Vladimir Putin si prende la scena e arringa la folla allo stadio Luzhniki di Mosca dove ha organizzato i festeggiamenti per l'ottavo anniversario dell'annessione della Crimea. Intanto missili russi colpiscono Leopoli e a Mariupol continua l'assedio. 1300 persone sono bloccate sotto le macerie di un teatro bombardato, da cui sono usciti 130 civili vivi. In una telefonata tra Biden e Xi Jinping i due leader affermano che il conflitto non è nel'niteresse di nessuno e che bisogna intensificare gli sforzi per la pace.

 

21 marzo, bombardato il centro commerciale a Kiev

Nella notte un missile ha colpito un centro commerciale di Kiev, nel distretto di Podilskyi dove si erano rifugiati dei civili provocando 8 vittime. In Russia intanto i social network Facebook e Instagram vengono bloccati e definiti "organizzazioni estremiste". Si apre un nuovo tavolo di negoziati tra Russia e Ucraina.
 

 

 

22 marzo, Zelensky al parlamento italiano 

Zelensky si collega in videoconferenza con il parlamento italiano. Nel suo discorso paragona la resistenza Ucraina a quella dei partigiani e ringrazia l'Italia per il supporto. Mariupol e Odessa continuano ad essere in mano ucraina ma sotto assedio. Secondo gli americani, i russi sarebbero in difficoltà.

2 aprile, inizio della liberazione del nord e la scoperta di Bucha 

Dopo due round negoziali, a Istambul il 28 marzo e online il 1 aprile, l'accordo sembra ancora lontano ma le truppe russe cominciano a ritirarsi dal nord del paese. Si riducono le truppe che puntano su Kiev . Nella prima settimana di aprile l'esercito ucraino libera diverse città del nord: i villaggi intorno a Chernihiv, l'aeroporto di Gostomel (vicino Kiev), Irpin e Bucha, dove vengono rinvenuti centinaia di corpi e fosse comuni. Kiev accusa Mosca di aver compiuto crimini contro l'umanità durante l'occupazione nel mese di marzo e annuncia che i criminali verranno processati. 

Nessuna tregua per il sud e l'est dove ora si concentrano gli sforzi di Mosca con bombardamenti sul Donbass, Kharkiv. Nei giorni successivi le sirene suonano anche a Odessa, Dnipro e Leopoli. Prosegue l'assedio di Mariupol. 

 

9 aprile, attacco alla stazione di Kramasork 

Un attacco missilistico nella città di Kramatorsk provoca 52 morti in una stazione ferroviaria piena di donne, bambini e anziani in fuga dalla minaccia di un'offensiva russa nell'est. Si intensifica la pressione di Mosca sul Donbass e su Mariupol e il clima è quello di attesa di un attacco finale. 

14 aprile, incendio dell'incrociatore russo Moskva 

La situazione di stallo che va avanti da circa una settimana viene interrotta dall'incendio e dell'evacuazione dell'incrociatore lanciamissili "Moskva" parte della flotta russa del Mar Nero al largo di Sebastopoli. I russi smentiscono che sia stato affondato dal nemico, gli ucraini rivendicano l'attacco affermando che è stato eseguito con missili Neptune. 

Nei giorni successivi si intensifica l'attacco russo su diverse città: Oleshki, 25mila abitanti, nell'Oblast di Kherson viene conquistata.

 

17 aprile inizio dell'assedio a Azovstal

Il 17 aprile, dopo mesi di assedio Mariupol è praticamente distrutta e accerchiata. Gli ultimi militari rimasti a difesa della città con alcuni centinaia di civili abbandonano la città e si rifugiano nell'acciaieria Azovstal dove rimarrnano in trincea per 82 giorni.

Nei giorni successivi inizia l'attacco su vasta scala al Donbass nelle regioni di Kharkiv e Mykolaiv.

 

25 aprile il ministro degli Esteri e della Difesa Usa a Kiev 

Il 25 aprile Nella capitale ucraina, dunque, il colloquio tra il presidente Volodymir Zelensky e i ministri degli esteri e della difesa Usa, Antony Blinken e Lloyd Austin. Il 29 aprile la Camera degli Stati Uniti ha approvato la legge che darà al presidente Joe Biden autorità più ampia per aiutare l'Ucraina. Il presidente americano ha stanziato 33 miliardi di dollari in aiuti a Kiev.

2 - 8 maggio, corridoi umanitari da Azovstal

Il 2 maggio viene organizzato il primo corridoio umanitario per evacuare i civili da Azovstal, che vivono ormai in condizioni estreme. Ne seguirà un altro il 6 maggio. All'interno dei bunker dell'acciaieria restano alcune centinaia di civili tra cui decine di bambini piccoli, oltre a quasi 500 soldati feriti.

Intanto nella prima settimana di maggio si continua a combattere nell'est dell'Ucraina; due i luoghi dove sono in corso i principali scontri: intorno alla città di Izyum e a Rubizhne. La Moldavia teme di poter essere attaccata dalla Russia che già controlla informalmente il territorio della regione confinante Transinistria. Angelina Jolie ha visitato Leopoli il 1 maggio e il suo video in un bar è diventato virale.

 

9 maggio il giorno della Vittoria a Mosca 

Si è tenuta a Mosca nella Piazza Rossa l'imponente parata militare per il Giorno della Vittoria, festa nazionale russa in cui si commemora la vittoria dell'Unione Sovietica contro il nazismo. Una giornata che ha un grande valore simbolico per i russi. Nel suo discorso, il presidente Vladimir Putin ha fatto riferimento alla situaizone ucraina paragonandola alla Germania nazista e ha elogiato i militari impegnati sul campo.

Pochi giorni prima, il 5 maggio, il ministero della Difesa russo ha comunicato che l'esercito di Mosca ha simulato il lancio di missili nucleari nell'enclave di Kaliningrad, situata tra Polonia e Lituania.

 

13 maggio, primo processo per crimini di guerra in Ucraina

Il 13 maggio è iniziato il primo processo per crimini di guerra contro un soldato russo in Ucraina. Alla sbarra davanti alla corte del distretto di Solomianskyi, a Kiev, è stato portato il sergente russo Vadim Shysimarin, di 21 anni, chiamato a rispondere dell’omicidio volontario di un civile di 62 anni ucciso mentre tornava a casa in bicicletta, nel villaggio di Chupakhivka, nell’Ucraina nordorientale, alla fine di febbraio. L'accusa è crimini di guerra. Il giudice ha poi decretato la condanna all'ergastolo.

 

14 maggio, Finlandia e Svezia chiedono di entrare nella Nato 

 La Finlandia ha preannunciato per la prossima settimana la richiesta ufficiale di adesione alla Nato e la Svezia ha reso noto che farà altrettanto. Immediata la risposta di Mosca che ha tagliato il gas a Helsinki.

Intano sul palco dell'Eurovision Song Contest di Torino trionfa il gruppo Kalusha Band con la canzone "Stefania". 

 

17 maggio caduta di Mariupol e evacuazione di Azovstal

Nella notte del 17 maggio i militari ucraini rimasti a difesa dell'acciaieria Azovstal hanno dichiarato di aver compiuto la loro missione e si sono consegnati alle forze russe come "prigionieri di guerra" dopo l'accordo raggiunto tra Kiev e Mosca e mediato da Nazioni Unite e Croce Rossa Internazionale. 

 

25 maggio, offensiva a est e assedio di Severodonetsk

Dopo la presa di Mariupol gli sforzi russi si csono concentrati sull'est. L'esercito di Putin mira su Severodonetsk, una città di 100mila abitanti che è l'ultimo bastione di difesa ucraino nella regione del Luhansk. Se la città cadrà, Putin avrà accesso al controllo totale del Donbas, il bacino minerario già controllato dai separatisti sostenuti da Mosca. 

 

 30 maggio, attacco hacker Killnet sull'Italia

La guerra è anche cibernetica. Il collettivo di hacker filorussi Killnet ha dichiarato guerra all'occidente e in particolare all'Italia, sferrando vari attacchi nell'ultima settimana di maggio e colpendo anche i siti di alcuni aeroporti. L'attacco su "larga scala" sarebbe dovuto avvenire il 30 maggio ma non sono state registrate criticità.

 

Ultimo aggiornamento: Venerdì 3 Giugno 2022, 11:22
© RIPRODUZIONE RISERVATA