Cina, Nato e Russia: la tensione si sposta a Oriente. L'escalation "fredda" per la leadership mondiale

Un clima da guerra fredda tra l'Occidente da una parte e di Mosca e Pechino dall'altra

Cina, Nato e Russia: l'escalation "fredda" per la leadership mondiale

di Raffaele Alliegro

Secondo Pechino la Nato è un mezzo per cercare l'egemonia. Per gli Stati Uniti e i suoi alleati l'area del Pacifico occidentale è invece entrata nelle mire espansionistiche della Cina. Il risultato è una tensione crescente che vede il ritorno di un clima da guerra fredda tra l'Occidente da una parte e la Russia e la Cina dall'altra. Pechino, ha riportato il Daily Express, è schierata con Mosca quando questa rivendica l'obiettivo di fermare la Nato nelle regioni orientali, mentre Biden prepara la sua visita in Corea del Sud e Giappone, dal 20 al 24 maggio, per rafforzare i legami con i suoi alleati. Entrambi gli schieramenti sanno che ormai anche lì, nel Pacifico, ci si contende la leadership mondiale.

Le maxi manovre della Cina nel Pacifico

In questo clima la Cina ha avviato il suo ciclo di maxi manovre militari nel Pacifico occidentale, impegnando una formazione di unità navali d'attacco con la prima portaerei del Paese, Liaoning, e altre sette navi. E nei giorni scorsi ha attaccato la Nato, definendola «uno strumento di singoli Paesi per cercare l'egemonia» non solo nel Nord Atlantico ma anche nell'Asia-Pacifico, verso cui si è rivolta negli ultimi anni «per mostrare la sua potenza e fomentare conflitti». Il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino Wang Wenbin ha messo in campo una risposta piccata contro la ministra degli Esteri britannica Liz Truss, affermando che, «come prodotto della Guerra Fredda e più grande alleanza militare al mondo, l'Alleanza dovrebbe valutare la situazione e apportare gli adeguamenti necessari». Truss aveva gettato le basi di un manifesto di una seconda Guerra Fredda tra Occidente e Russia-Cina, invocando la necessità di un riarmo ampio, di un pieno sostegno militare all'Ucraina, di uno scenario di sicurezza economica privo di gas o petrolio russo in Europa e di una «Nato con una prospettiva globale», aperta a Taiwan e all'Indo-Pacifico. Ma la Nato, ha attaccato Wang, «mentre afferma di essere un'organizzazione difensiva in realtà crea costantemente confronto e problemi, richiede agli altri Paesi di attenersi alle norme di base delle relazioni internazionali, lancia incautamente guerre contro Paesi sovrani».

 

Le preoccupazioni di Pechino

La reazione è il segnale di una diffidenza crescente percepita dalla Cina nei suoi confronti dopo l'aggressione della Russia all'Ucraina che non ha mai condannato. E anche per questo Pechino è finita nelle critiche della ministra di Londra, che Wang ha respinto. Altra preoccupazione, vista da Pechino, è la visita del presidente Usa Joe Biden in Corea del Sud e Giappone, dal 20 al 24 maggio, per promuovere un «Indo-Pacifico libero e aperto» e rafforzare i legami con i suoi due alleati asiatici. A Tokyo, ci sarà il vertice Quad, la partnership sulla sicurezza a guida americana con Australia, India e Giappone. L'incontro potrebbe dare a Biden l'occasione di ribadire con i partner la risposta alla guerra russa in Ucraina, all'assertività della Cina e alle ambizioni nucleari e missilistiche della Corea del Nord. «Il meccanismo Quad va contro la tendenza dei tempi ed è destinato a essere sgradito», ha osservato sul punto il portavoce del ministero degli Esteri cinese, criticando duramente la natura stessa della prima missione in Asia di Biden.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 6 Maggio 2022, 15:26
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