Dal 3 giugno via libera agli spostamenti tra regioni Seconde case, viaggi, treni: cosa si può fare

di Francesco Malfetano
Il 3 giugno è la data designata: da domani il lockdown causato dall'emergenza Coronavirus sarà davvero alle spalle. In un colpo solo, dalla mezzanotte in poi, decadono le limitazioni agli spostamenti tra le regioni e anche quelle ai viaggi da e per i Paesi Ue, Schengen e Regno Unito. Sulla scorta dei dati del monitoraggio svolto da Istituto superiore di Sanità e ministero della Salute, gli italiani si preparano quindi a vivere l’ennesima nuova normalità della Fase 2 della Penisola. A mollare la presa infatti, ci sono diversi altri divieti - in molti invece restano, ne parliamo qui - su cui è bene fare chiarezza:

ADDIO ALLE AUTOCERTIFICAZIONI
È senza dubbio la novità più attesa. Sembrano già lontani i giorni in cui bisognava portare con sé un modulo anche per fare due passi attorno alla propria casa e lo sembrano ancora di più quelle lunghe discussioni sulle autocertificazioni con cui il Governo ha provato a trovare un ordine nel caos degli spostamenti degli italiani. Eppure, in realtà, i moduli sono sopravvissuti alle prime aperture pur allentando via via la propria forza. Fino al 18 maggio ad esempio, erano necessari per spostarsi all’interno del territorio cittadino e regionale mentre fino a domani lo sono per spostarsi tra le Regioni. Meno di 24 ore e la separazione sarà definitiva. A meno che non si pensi di andare in Francia. Secondo le regole del lockdown transalpino, infatti, i viaggiatori devono avere una dichiarazione firmata che spieghi la necessità urgente che motivi lo spostamento (lavoro essenziale, transfrontaliero o l’accompagnamento di un bambino a un genitore con custodia congiunta).

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SECONDE CASE E HOTEL
Se ne è parlato molto nei mesi scorsi e finalmente, con il decadimento del divieto agli spostamenti tra regioni, a partire da domani gli italiani possono raggiungere anche le seconde case. Allo stesso modo alberghi, bed and breakfast, case vacanza sono di nuovo prenotabili anche se sono ancora molto pochi quelli che hanno già riaperto.

TRENI E TAXI
Misurazione obbligatoria della temperatura nelle stazioni dell'Alta Velocità ferroviaria per tutti i passeggeri dei treni a lunga percorrenza. È la principale novità introdotta nel Decreto firmato dalla Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli che aggiorna le Linee guida per l'informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del COVID-19 allegate al DPCM del 17 maggio, in vista della riapertura degli spostamenti interregionali del 3 giugno. Ripristinata anche la ristorazione a bordo ma con la consegna «al posto» di cibi e bevande confezionati. 

Nell'ambito dei trasporti ferroviari, spiega il Mit in una nota, sono state specificate nuove importanti prescrizioni per i viaggiatori nelle stazioni e a bordo dei convogli. In tutte le stazioni dell'Alta Velocità vengono introdotti ingressi dedicati ai passeggeri dei treni di AV e degli Intercity per effettuare la misurazione della temperatura corporea prima di salire. Nel caso sia rilevata una temperatura corporea superiore a 37,5øC non sarà consentito l'accesso a bordo del treno. È confermata, all'interno delle stazioni ferroviarie, la presenza di un contingente di volontari della Protezione Civile per la gestione organizzativa dei flussi di viaggiatori, fino al 15 giugno. L'altra novità riguarda i servizi di ristorazione a bordo che erano stati sospesi: per i treni a media e lunga percorrenza vengono ripristinati con modalità semplificate per evitare il transito dei passeggeri per recarsi al vagone bar. In particolare il servizio è assicurato con la consegna «al posto» di alimenti e bevande in confezione sigillata e monodose, da parte di personale dotato di mascherina e guanti. Infine viene inserita un nuova prescrizione che riguarda tutti i servizi di trasporto di linea effettuati con veicoli solitamente destinati a taxi o NCC con un massimo di 9 posti: in questo caso si applicano le linee guida relative al trasporto pubblico locale.

VIAGGI ALL’ESTERO
Con la bella stagione ormai iniziata torna anche la possibilità di potersi spostare al di là dei confini italiani -  o almeno fantasticare sul farlo. Da domani infatti sarà di nuovo possibile valicare le Alpi, tanto per gli stranieri che vogliono visitare il nostro Paese quanto per gli italiani. Nell’ultimo caso però, nonostante il via libera, bisogna fare attenzione alle indicazioni degli altri governi (il caso della Grecia ha già fatto discutere). Difatti però non sono soggetti ad alcuna limitazione gli spostamenti da e per i paesi dell’Unione Europea, dell’Area Schengen, il Regno Unito e i “microstati” d’Europa (Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano).

STOP ALLA QUARANTENA (O QUASI)
Non solo. Chi arriva dalle aree “liberalizzate” dal Dpcm del 17 maggio, non sarà neppure obbligato all’ormai abituale quarantena di 14 giorni. Lo stesso, salvo diverse indicazioni locali, vale per gli spostamenti tra regioni. Tuttavia, rimane ancora l'obbligo di stare presso il proprio domicilio per chi è in quarantena (per chi non l’ha terminata in pratica) e per chi ha contratto un'infezione respiratoria con febbre superiore ai 37,5 gradi.  

TOGLIERE LA MASCHERINA ALL’APERTO (NON OVUNQUE)
In tutte le regioni tranne Lombardia, Trentino, Friuli Venezia-Giulia, Piemonte, Campania e a Genova, la mascherina all’aperto può non essere indossata, a meno che non ci si trovi a fronteggiare una situazione dove viene meno la distanza interpersonale di un metro.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 3 Giugno 2020, 01:10
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