Simonetta Clucher, la travel blogger più longeva del Web: «Viaggiare on line non è uno scherzo»
di Ilaria Del Prete

Simonetta Clucher, la travel blogger più longeva del Web: «Viaggiare on line non è uno scherzo»

Il 10 giugno 2016 Simonetta Clucher scriveva il suo primo post sul blog di viaggi che scelse di chiamare “Sulle strade del mondo”. E da allora non ha più smesso. Classe 1962, giornalista romana e insegnante di Lettere, ha una casa vicino Ciampino «così ad ogni aereo che passa posso sognare di partire anche io». È lei, con oltre cinquemila giorni di permanenza online, la travel blogger più longeva d’Italia.

Come ha festeggiato il record?
«Ho passato la giornata del 17 febbraio a rispondere ai messaggi di auguri dei lettori».

Facciamo un salto indietro nel tempo. Cosa la spinse ad aprire un blog di viaggi?
«Lavoravo per Teletuscolo Canale 23, una tv che stava per essere venduta con relativi licenziamenti. Ho pensato di unire la passione per i viaggi e l’astinenza da scrittura. Ma non avevo davvero idea di cosa fosse un blog».

Quando lo ha capito?
«All’arrivo dei primi commenti pensavo a uno scherzo. Poi ho partecipato a un concorso e ho vinto. Mi sono gasata tantissimo, mi ha spronato a continuare a scrivere con determinazione e professionalità. Ma sui biglietti da visita ho ancora la doppia dicitura, giornalista e blogger».

Come è cambiato il suo approccio negli anni?
«All’inizio davo più peso alla scrittura, poi ho capito l’importanza della fotografia. Ho fatto anche corsi per migliorare le mie competenze». 

I social li usa?
«All’inizio ero restia. Poi ho capito che sono diventati parte integrante di questo lavoro».

Chi parla di viaggi su Instagram è equiparabile a un blogger?
«No. E mi dà molto fastidio quando vengono chiamati travel blogger». 

Che differenza c’è?
«Quello che scrivi nel blog rimane. Gli articoli sul mio primo viaggio - in Nepal - li leggono ancora».

Ha fondato l’Associazione Italiana Travel Blogger. Di cosa si occupa?
«Io e gli altri fondatori volevamo fare qualcosa di concreto per arrivare ad un riconoscimento della figura professionale del travel blogger e al tempo stesso essere una punto di riferimento per quegli operatori del settore che si avvalgono dei blogger come canale di comunicazione. Abbiamo un codice etico che sono fiera di rispettare e uno di autoregolamentazione per i contenuti sponsorizzati». 

Il prossimo viaggio?
«Sud America in estate».

Cosa non deve mancare in valigia?
«Passaporto, carta di credito e telefono».
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 26 Febbraio 2020, 08:18
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