Coronavirus a Roma, il bengalese positivo: «Giravo in città da giorni». Contatti con oltre 100 persone

Coronavirus a Roma, il bengalese positivo: «Giravo in città da giorni». Contatti con oltre 100 persone

Il bengalese positivo al coronavirus a Roma potrebbe aver contagiato decine di persone: ne ha incontrate almeno un centinaio negli ultimi giorni, anche di più. Ne parla oggi Lorenzo De Cicco sul quotidiano Il Messaggero, citando R.M., classe 1980 di Dacca, in Bangladesh, che da sabato è ricoverato all'Urban Garden Hotel, sulla Tiburtina, in un albergo in cui la Asl alloggia i bengalesi contagiati dal Covid.

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Il 40enne fa il commerciante e abita in via della Marranella, tra il Pigneto e Tor Pignattara: «Avrà incontrato almeno un centinaio di persone, magari anche di più, negli ultimi giorni, anche se aveva già la febbre», le parole del presidente dell'associazione Ital-Bangla Mohamed Taifur Rahman Shah. «È un fornitore di tanti minimarket e negozi della zona». Sabato ha avvisato l'associazione di essere positivo, ma potrebbe essere stato già troppo tardi: «Ha incontrato tanta gente per lavoro e vive in un appartamento con 6 persone», ha aggiunto Rahman. 

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«Come sto? Meglio. La febbre ora è bassa, ho solo un grande mal di testa», ha detto il 40enne bengalese al Messaggero. «Da 6-7 giorni avevo la tosse, ero anche andato in farmacia per chiedere uno sciroppo, ho bevuto acqua calda, adesso sto meglio, ma giovedì sono andato dal medico per fare il tampone. Poi ho avuto il risultato e sabato sono stato portato qui».


L'uomo vive in Italia dal 2007, a Roma dal 2013: durante il lockdown dice di non essere mai uscito di casa e da poco aveva ripreso a lavorare, ma non ha idea di chi possa avergli passato il virus. «Forse un mio amico che è tornato da Milano, nel mio magazzino abbiamo dormito insieme due-tre ore, oppure un’altra persona, un italiano, che è venuto a casa mia. Non credo invece di avere incontrato in queste settimane persone rientrate di recente da Dacca o da altre zone del Bangladesh. Io poi non ci vado da più di un anno, forse due».

Quanto all'ipotesi di aver girato indisturbato nonostante febbre e tosse, aggiunge: «Ho girato con il furgone per la città, con il mio autista, per 2-3 giorni, ma non di più, perché non c’è molto lavoro, poi fa molto caldo. Ora ho buttato tutta la merce, dopo avere saputo del coronavirus». Ora è preoccupato per le persone con cui è stato in contatto: «Non so se stiano bene o se abbiano preso il virus, ma so che se ne stanno occupando i dottori, proprio per fare tutti i controlli. Io ora mi sento molto meglio, ho solo mal di testa».


Ultimo aggiornamento: Lunedì 13 Luglio 2020, 14:47
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