Christian De Sica: «Il bello di essere me» serata unica a Roma, il 30 aprile: canzoni e ricordi di vita
di ​Giancarlo Leone

Christian De Sica: «Il bello di essere me» serata unica a Roma, il 30 aprile: canzoni e ricordi di vita

Christian racconta Christian De Sica è il titolo del nuovo spettacolo che l’attore porterà il 30 marzo al Parco della Musica. Reduce dal successo del film Amici come prima, in coppia con Massimo Boldi, Christian torna al suo primo amore, il teatro. In scena con lui ci sarà Pino Strabioli nei panni di cerimoniere e intervistatore.

Come nasce l’idea di raccontarsi al pubblico?
«La scusa è cantare. È quello che mi piace di più e siccome nei film non lo posso fare quasi mai, mi sfogo in teatro. I miei spettacoli sono sempre musicali, questo lo è in maniera particolare. Avrò un’orchestra di cinquanta elementi diretta da Marco Tiso, con il maestro Riccardo Biseo mio pianista storico. Mi sembrerà di stare a Sanremo». 

La scaletta?
«Interpreterò brani celebri come My Way, Parlami d’amore Mariù, Se non avessi più te, All the way. Insomma regalerò un repertorio di canzoni classiche, da George Gershwin a Cole Porter, da Giovanni D’Anzi a Lelio Luttazzi».

Un concerto
«Sarà più una festa tra amici, tanto che entrerò dalla platea, voglio avvicinare il pubblico, guardare le facce, stringere le mani. Lascerò anche la platea illuminata per vedere gli spettatori, se la gente si divertirà, bene, sennò prendo e me ne vado».

Aneddoti di vita?
«Ne citerò tanti, tra una canzone e l’altra. Ricordi straordinari che vedono protagonisti Roberto Rossellini o Charlie Chaplin che, per intrattenermi nell’attesa di mio padre, giocava con la sua bombetta».

Altri ricordi?
«A due anni papà mi portò sul set del film Stazione Termini. Mi scappava la pupù e mi misi sul vasetto. Montgomery Clift, protagonista del film, prese un altro vasetto e si sedette vicino a me per farmi compagnia. Ricordo Wanda Osiris, già anziana, in scena non ricordava il mio nome e mi presentò come il figlio del commendatore».

Rimpianti?
«Era un’Italia piena di ottimismo, di voglia di fare, che oggi non c’è più, anche se sono certo che noi italiani ce la faremo a rinascere».

Si ritiene un uomo fortunato?
«Sì, essere figlio di Vittorio De Sica è stata una sfortuna perché l’ho perso che avevo solo 23 anni, ma anche una grande fortuna, perché ha popolato la mia vita di magiche opportunità. Pur amando mio padre, però, non mi sono lasciato condizionare. Non ho mai avuto l’ambizione di rifare Ladri di biciclette, mi sono ritagliato un mio spazio, il varietà e la commedia, dove credo di essere diventato il numero uno»

L’esordio lo ricorda?
«In televisione con Alle sette della sera nel 1975, poi ho partecipato allo spettacolo del sabato sera di Antonello Falqui, Bambole non c’è una lira».

Progetti futuri?
«Sto scrivendo con altri sceneggiatori una horror comedy intitolata S.O.S. Fantasmi a Napoli. Dovrebbe dirigerla mio figlio Brando. Poi girerò un film di Fausto Brizzi che avrà un grande cast, da Claudia Gerini a Vincenzo Salemme. Sarà la storia della reunion di un gruppo musicale tipo Ricchi e Poveri che va a compiere un furto in Russia». 
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 22 Marzo 2019, 09:16
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