Infarto alla mezza maratona, Paolo è l'angelo della Stramilano: «Così ho salvato il mio collega runner»
di Ernesto De Franceschi

Stramilano, Paolo Stefanini è l'angelo della corsa: «Così ho salvato il mio collega runner da un infarto»

Senza di lui, probabilmente oggi saremmo qui a raccontare una storia dal finale tragico. E, invece, grazie alla prontezza di riflessi e al senso del dovere di Paolo Stefanini si è evitata una nuova tragedia alla Stramilano, come quella che nel 2016 portò alla morte del runner Fabio Capello proprio a pochi metri dal traguardo in Arena Civica. Stavolta il 52 enne podista, che poco dopo le 12 di ieri aveva perso i sensi ed era stramazzato sull’asfalto in via Guido d’Arezzo mentre correva la mezza maratona agonistica, si è salvato grazie ad alcuni colleghi corridori: è stato trasportato al Policlinico di Milano in condizioni gravi, ma non è in pericolo di vita.


Paolo Stefanini, a destra, insieme con Valentina Aglioti di Robilant, fondatrice Urban Runners

Salvo grazie proprio al pronto intervento dell'
«angelo» della Stramilano 2019 Paolo Stefanini, iscritto alla società milanese degli Urban Runners ma soprattutto medico all'ospedale Bassini di Cinisello Balsamo, specialista in chirurgia senologica e pronto soccorso. È lui stesso a raccontare l’accaduto. “Correvo con il mio gruppo di amici in via Guido d’Arezzo quando ho visto una persona sull’asfalto - spiega il giorno dopo -. Mi sono subito fermato, lì c’era già un'altra ragazza degli Urban Runners, Ginevra Annoni, studentessa di medicina che aveva provveduto a metterlo in posizione di sicurezza. Era in stato di incoscienza e in arresto cardiaco. Subito gli ho praticato la mavrovra rianimatoria in mezzo alla strada, il massaggio cardiaco perché il battito al polso era assente. Poco dopo è arrivata l’ambulanza con il defibrillatore e a seguire l’auto medica. Per fortuna il battito è ripartito ed è stato subito trasportato all’ospedale. Spero davvero si riprenda presto”. Una volta concluso l'intervento di rianimazione, Paolo Stefanini ha avuto la forza e la determinazione di ricominciare la sua corsa e tagliare il traguardo della Stramilano agonistica, abbracciato alla fine dagli amici Urban Runners.  «Mi sono accorta che l’uomo non respirava bene - ha raccontato l'altro "angelo" della Stramilano 2019, Ginevra Annoni -, aveva delle contrazioni, sembrava avere qualcosa incastrato in bocca. In effetti, aveva appena ingerito una barretta, era svenuto con del cibo in gola. Quindi mi sono fermata, ho chiesto alla gente di smetterla di tirargli su le gambe e di muoverlo. L’ho messo sul fianco in posizione di sicurezza e lì ho tentato di fargli sputare la barretta. Lui l’ha sputata, però era già praticamente incosciente. Dopodiché ha iniziato a vomitare. Certo, se fosse rimasto con le gambe in su e con la faccia rivolta verso l’alto sarebbe soffocato».

Solo la velocità di intervento di Paolo, Ginevra e un'infermiera runner, che pure lei è intervenuta in quei momenti concitati, hanno consentito di salvare la vita al runner 50enne. Ora è ricoverato in ospedale: si salverà e pare fuori pericolo. Ieri, tra l'altro, c’è stato un super lavoro per i medici e i soccorritori del 118, complice la giornata pressoché estiva in cui si è corsa la Stramilano con temperature vicine ai 25 gradi. Un altro maratoneta 30enne è stato soccorso con l’ambulanza e auto medica in via Melzi d'Eril a poche centinaia di metri dal traguardo.

Ultimo aggiornamento: 17:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA