Saldi in Lombardia, la zona rossa rischia di affossare le vendite. L'allarme di Federmoda: «Un negozio su 6 rischia la chiusura definitiva»
di Simona Romanò

Saldi in Lombardia, la zona rossa rischia di affossare le vendite. L'allarme di Federmoda: «Un negozio su 6 rischia la chiusura definitiva»

Simona Romanò L’ombra delle zona rossa fa tremare i commercianti. Perché gli attesi saldi, iniziati sottotono meno di una settimana fa, sarebbero azzerati. E il rischio è «di veder chiudere per sempre un’attività su sei lungo le strade milanesi», ovvero 400 punti vendita sui 2685. L’allarme è lanciato dal segretario generale di Federmoda Italia, Massimo Torti: «A nulla servono i saldi, che normalmente valgono circa il 18% del fatturato annuo, se i negozi non possono aprire o ricevere clienti che arrivano dall’hinterland». Un’altra chiusura forzata, quindi, darebbe il colpo di grazia ai settori dell’abbigliamento, accessori, calzature, tessile per la casa: «La zona rossa dello scorso novembre ha fatto saltare la stagione dello shopping invernale e un eventuale nuovo stop farebbe perdere l’occasione non tanto di pareggiare, ma almeno di far entrare nelle casse un po’ di liquidità, necessaria per acquistare la merce della primavera-estate». Si stima che «a Milano, nei primi dieci giorni di gennaio, le vendite siano crollate di circa il 50% rispetto lo stesso periodo dell’anno scorso, con punte catastrofiche di meno 90%». Già prima del 7 gennaio si trovavano promozioni, visto che la Regione, causa Covid, ha concesso la possibilità di applicarle in anticipo. Ma la vera speranza per i commercianti erano i saldi veri e propri, partiti con sconti dal 30 al 40% e gli scaffali pieni di merce. Maglioni, scarpe, cappotti, di tutte le tagli e i colori, invenduti in questi mesi di clausura e di blocchi anti-contagi. Per i clienti è l’occasione per acquistare il capo desiderato a prezzo contenuto. Però, il potere d’acquisto si è innegabilmente abbassato, quindi, sebbene ci siano tanti affari, si tira la cinghia. Infatti, lo scontrino medio ha subito l’effetto del virus, non andando oltre 74 euro. «Ci vogliono misure choc per non far chiudere le attività – prosegue Torti - come la rottamazione della merce non venduta, che si traduce nello sgravio sulle tasse e sugli gli affitti, oltre alla riduzione delle tasse comunali sulla pubblicità». 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 13 Gennaio 2021, 10:10
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