Vittorio Cecchi Gori operato d'urgenza nella notte: come sta

Vittorio Cecchi Gori operato d'urgenza nella notte: come sta

Vittorio Cecchi Gori operato d'urgenza nella notte, presso il Policlinico Gemelli di Roma, a causa di una appendicite acuta con peritonite: l'intervento, informa il nosocomio, è andato bene e al momento le condizioni del paziente sono stabili e il trend in miglioramento lascia prevedere una rapida dimissione dalla terapia intensiva post chirurgica.

Il noto produttore cinematografico si è sentito male nella giornata di ieri e sarebbe stato convinto telefonicamente dall'ex moglie Rita Rusic, al momento a Miami, a recarsi in ospedale accompagnato dal figlio Mario. Giunto al pronto soccorso del Gemelli è stato ricoverato in codice rosso per forti dolori all'addome.  

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Il 24 dicembre del 2017 Cecchi Gori fu colpito da ischemia e problemi cardiaci. Nei mesi seguenti si era avvicinato nuovamente con Rita Rusic. Il dramma del ricovero del produttore cinematografico aveva poi permesso alla famiglia di riunirsi e ritrovare l'armonia dei giorni più felici, come spiegò anche l'ex attrice a Sabato Italiano nel marzo del 2018: «Ero arrabbiata con lui, perché non chiamava mai i figli, ma quando abbiamo saputo tutto, il giorno di Natale, io e mio figlio Mario siamo subito venuti a Roma, mentre Vittoria è rimasta a Miami».

CRAC FIORENTINA: CECCHI GORI DOVRÀ RISARCIRE 19 MLN EURO
A 17 anni dal crac della sua Fiorentina, Vittorio Cecchi Gori è stato condannato a un maxi risarcimento come unico responsabile del dissesto finanziario che portò al fallimento della società viola. Il tribunale civile di Firenze ha condannato l'ex patron a pagare oltre 19 milioni di euro di danni nell'ambito della causa per responsabilità nell'amministrazione della vecchia società, promossa dalla curatela fallimentare. Cecchi Gori, già condannato in sede penale, per gli stessi fatti, a 3 anni e 4 mesi per bancarotta, è stato anche condannato a pagare le spese processuali verso la curatela, quantificate in 113 mila euro. Il tribunale ha invece rigettato la richiesta di danni verso gli altri consiglieri e amministratori, tra cui Luciano Luna, Mario Sconcerti, Zerunian Sarkis, Ottavio Bianchi, Marco Vichi, Sergio Bartolelli, gli eredi di Ugo Poggi e verso i componenti del collegio sindacale. Nei loro confronti la stessa curatela dovrà rifondere le spese di lite, per un totale di oltre 700mila euro. Il declino economico della Fiorentina, come ricostruito dagli stessi giudici nella sentenza, iniziò nel settembre del 1998, quando la società cedette alla Merril Lynch tutti i futuri proventi che avrebbe potuto ricavare fino al 2010 da abbonamenti, biglietti al botteghino e diritti televisivi, ottenendo in cambio un finanziamento di 67 miliardi e 500 milioni delle vecchie lire. Denaro che però invece di finire nella casse del club venne dirottato per ripianare i conti di altre società del gruppo Cecchi Gori. Stessa sorte ebbero i 70 miliardi anticipati nel 1999/2000 dalla Faber Factor e i 27 miliari che erano stati incassati dalla Fiorentina dalla rescissione del contratto col calciatore Edmundo. A causa di queste operazioni, il club si indebitò per un totale di 155 miliari di lire. Le società del gruppo Cecchi Gori che beneficiarono dei finanziamenti infatti, la Fin.Mavi spa e la Regal srl, non restituirono mai le somme stornate. A questo seguì «un periodo di progressivo indebitamento della società», scrivono i giudici nella sentenza, che provocò anche il mancato versamento all'Erario delle trattenute Irpef e dell'Iva, arrivando a un debito complessivo di 180 miliardi di lire. Alla fine del luglio del 2002 il dissesto finanziario era tale che impedì l'iscrizione al campionato di serie B, determinando la perdita del titolo sportivo e lo svincolamento dei giocatori tesserati. Nel settembre del 2002 il tribunale di Firenze dichiarò il fallimento dell'A.C. Fiorentina spa.
 
Domenica 29 Settembre 2019, 10:41
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