Scuola, dilagano le proteste degli studenti contro il rientro: verso lo sciopero nazionale lunedì 18
di Lorena Loiacono

Scuola, dilagano le proteste degli studenti contro il rientro: verso lo sciopero nazionale lunedì 18

Vogliono tornare in classe, sì, ma in sicurezza. E quindi, a poche ore dal rientro tra i banchi al 50%, dilagano le iniziative di protesta tra i ragazzi delle scuole superiori. Un tam tam social sta chiamando a raccolta le scuole di Roma, dal Centro alla periferia, per fare sciopero proprio lunedì. In che modo? Chi deve entrare in classe, resta fuori, chi deve seguire online invece spegne il computer. Intanto a Milano, dopo il blitz dei ragazzi all'interno del liceo, vanno avanti le occupazioni.

 

IL RIENTRO TRA I BANCHI? UN'INCOGNITA Lunedì mattina, stando alle ultime decisioni prese da Palazzo Chigi, dovranno tornare in aula gli studenti delle scuole superiori garantendo almeno il 50% delle lezioni in presenza: vale sia per le zone gialle sia per quelle che, da lunedì, saranno arancioni. Gli studenti delle scuole superiori sono in didattica a distanza dal mese di novembre e la prima data di rientro, fissata all'11 gennaio, è stata rispettata solo da tre Regioni: Toscana, Abruzzo e Valle d'Aosta. Il motivo? La difficoltà delle scuole nel mettere in pratica le nuove regole: orari scaglionati con 2 ingressi alle 8 e alle 10, con conseguente uscita prevista dalle 15 alle 16.

 

Quindi senza mensa e senza la possibilità poi di avere tempo sufficiente per studiare il pomeriggio a casa. Senza contare le difficoltà “digitali” nel seguire la lezione online da casa per quel 50% che resta a distanza mentre il prof fa lezione dalla classe. In una scuola con tutte le classi collegate online la linea rischia di saltare troppo spesso. Non ultimi i dubbi legati alla capacità del sistema di trasporto pubblico di garantire il servizio nonostante viaggi al 50%: ci saranno i controlli a garantire il rispetto del distanziamento ma nelle grandi città, come Roma e Milano, si rischia comunque di restare a piedi.

 

A ROMA STUDENTI IN SCIOPERO, SIT IN AL MINISTERO Lunedì dovrebbero riprendere libri e zaino circa 160mila ragazzi romani. Il condizionale è d'obbligo sia perché tutto sarà deciso in base alla curva dei contagi fino all'ultimo minuto, sia perché i ragazzi stanno organizzando tutt'altro. L'appuntamento, che sta circolando tra i vari gruppi social degli organizzatori, prevede un sit-in sotto le finestre del ministero dell'istruzione in viale Trastevere: per ora, tra le adesioni, sono previsti gruppi da circa 50 istituti superiori. Non solo: con striscioni e megafoni, lezioni all'aperto e dibattiti pubblici i ragazzi stanno infatti organizzando un rientro di fuoco. Questa mattina un centinaio di ragazzi si sono radunati in piazza del Popolo per chiedere sicurezza sulla scuola, in tutti i sensi: si sono seduti per terra, distanziati. Al liceo Virgilio si sta organizzando un'assemblea all'aperto per discutere le prossime mosse, mentre ieri al liceo Cavour gli studenti hanno fatto lezione online all'aperto a due passi dal Colosseo e nel frattempo al Tasso i ragazzi si sono ritrovati sotto le finestre di via Sicilia per un sit-in di discussione. al Miur per lunedì 18, almeno da parte di 40 rappresentanti di scuole di Roma, che chiedono ancora un periodo di dad, per garantire la sicurezza.

 

E questa sembra essere la linea maggiormente condivisa tra gli studenti: “Stiamo aspettando comunicazioni ufficiali. Ma se ci verrà confermato, come sembra, che lunedì dovremo rientrare al 50% - spiega Giorgio Innocenzi, rappresentante degli studenti in consiglio di istituto del liceo Democrito – non entreremo: siamo pronti a scioperare. Manifesteremo perché vogliamo la didattica a distanza al 100% finché non ci verrà veramente garantito il diritto allo studio. La didattica digitale integrata, con metà classe in presenza e metà a distanza, porta notevoli disagi alla lezione: dai computer che non funzionano alle lezioni svolte in palestra, con altre classi, dove i presenti non riescono a sentire il professore che spiega quindi figuriamoci quello che arriva ai compagni che seguono da remoto. E' ovvio che vogliamo tornare in presenza, per rivederci e per ritrovare quella continuità che non abbiamo più, ma vogliamo farlo al 100% e in sicurezza. Purtroppo però, con i dati attuali relativi ai contagi e ai decessi, ora non sembra possibile”.

 

 

A MILANO PRIME SCUOLE OCCUPATE Dopo il caso del Manzoni, in cui è intervenuta anche la Questura, gli assalti alle scuole continuano: ragazzi infatti in diverse scuole stanno provando ad entrare per occupare i cortili. Dal Tito Livio, nel cuore di Milano, dove sono entrati circa 30 ragazzi che si raduneranno poi per un'assemblea pubblica nel primo pomeriggio, al liceo scientifico Steiner da dove, dopo un tentativo di occupazione, i ragazzi sono stati costretti ad uscire. Al liceo Volta sono riuscite ad entrare alcune decine di ragazzi per far lezione online mentre allo scientifico Severi-Correnti, in zona Sempione, gli studenti hanno esposto uno striscione con su scritto "Avevate in mano il nostro futuro e ce l'avete tolto". Proseguono anche sit-in e lezioni all'aperto davanti al liceo Tenca e all'istituto Albe Steiner.

 

 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 15 Gennaio 2021, 17:25
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