Coronavirus, record di morti in Francia: 123 vittime e 13 mila positivi in un giorno. Regno Unito verso un nuovo lockdown

video
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo in guardia sul trend dei contagi da coronavirus in tutta Europa. Una situazione che fa presagire nuovi lockdown. Potrebbe andare verso un blocco bis, infatti, il Regno Unito, alle prese con un incremento significativo di nuovi casi. Ancora più preoccupante è la Francia, che supera i 13 mila nuovi casi e registra il record di 123 morti, mentre Madrid è costretta a richiudere gran parte della città. A livello mondiale i contagi hanno ormai superato quota 30 milioni.

Leggi anche > Covid, positivi alle nozze con 500 invitati: il sindaco chiude le scuole e le palestre​
 
 

REGNO UNITO Di fronte alla crescita dei casi nel Regno Unito, il governo Tory di Boris Johnson non si vuol far trovare stavolta esitante o in ritardo. Per ora lo strumento scelto è quello di un rafforzamento parziale e localizzato delle restrizioni, esteso tuttavia a territori che si vanno ampliando di giorno in giorno fino a coinvolgere una vasta parte dell'Inghilterra e oltre 15 milioni di persone solo sull'isola. La stretta - già adottata da settimane a Leicester e poi a Bolton (ai margini della Grande Manchester), a Birmingham (seconda città del Regno), nonché in alcune aree e Comuni di Scozia, Galles o Irlanda del Nord - si allarga ora al nord-est inglese, inclusi i centri urbani di Newcastle o Sunderland; e da martedì 22 ad altri territori dell'Inghilterra centrale e nord-occidentale, dal Lancashire, a Liverpool, a un ulteriore pezzo delle Midlands o dello West Yorkshire. Zone densamente popolate dove si reintroduce il bando su qualunque contatto sociale privato, all'aperto o all'esterno, al di là dei nuclei familiari conviventi; limitazioni più serrate sugli orari di ristoranti, pub e caffè; l'indicazione di non usare i trasporti pubblici se non per «esigenze essenziali» come andare al lavoro o a scuola. Una strategia che dilaga del resto a macchia d'olio anche altrove nel globo, sullo sfondo dei moniti sempre più pressanti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e di un totale d'infezioni globali ormai stimata a 30 milioni.

LA PANDEMIA

In Francia i contagi e i decessi (balzati oggi a 13.215 e 123, record di questa fase) sono tripli rispetto al Regno di Elisabetta. Il dato così alto dei decessi, ha poi spiegato la Sanità Pubblica, è legato al fatto che un ospedale del dipartimento dell'Essonne ha consegnato solo oggi i dossier di 240 pazienti ricoverati negli ultimi mesi. Questo ritardo ha provocato un brusco aumento di 76 decessi sui 123 registrati oggi, si legge su Le Figaro. In un messaggio pubblicato su Twitter, il ministro francese dell'Economia, Bruno Le Maire, ha annunciato di essere risultato positivo al coronavirus. Le Maire ha aggiunto di essersi "immediatamente messo in isolamento in conformità con le regole sanitarie".

La Spagna è costretta ad annunciare un nuovo giro di vite persino nella capitale Madrid. Mentre oltre i confini europei, il Brasile sale a 4,5 milioni di contagi - secondo soltanto a Usa e India - e Israele apre le celebrazioni del Capodanno ebraico sotto la cappa d'un secondo lockdown nazionale già operativo (primo Paese del pianeta a ricorrervi), oltre che di dati da record mondiale di casi in rapporto alla popolazione. Scenari da incubo se osservati dalla Gran Bretagna, dove il prezzo pagato alla pandemia in questi mesi è stato ufficialmente di quasi 42.000 morti, il più micidiale in cifra assoluta dell'intero Vecchio Continente. Di qui le parole con cui il ministro della Sanità, Matt Hancock, si è rifiutato di escludere a priori qualsiasi misura per frenare una nuova diffusione del virus e affrontare una situazione che sta tornando a farsi «molto grave».

«Un lockdown nazionale (bis) è ciò che vogliamo scongiurare e non è un'ipotesi che abbiamo adesso sul tavolo» - ha premesso alla Bbc dopo che Johnson aveva indicato ieri come «disastrosa» per l'economia l'ipotesi di un nuovo blocco che rimettesse le ganasce alle attività di business -, ma è anche «l'ultima linea di difesa» poiché «abbiamo imparato negli ultimi 9 mesi a non escludere nulla». La previsione dei media è che in realtà una qualche forma temporanea di lockdown nazionale - per quanto meno stringente di quella imposta per 3 mesi a primavera, almeno sull'economia - possa riapparire davvero all'orizzonte fra 2 settimane o giù di lì.

Mentre il Telegraph, testata vicina a BoJo, scrive che gli ospedali sono già stati sollecitati a prepararsi alla possibile nuova impennata di ottobre. Hancock d'altronde non cela i rischi dell'accelerazione dei contagi in atto, giunti nelle ultime 24 ore oltre quota 4300 (su 230.000 test) con 27 morti e un totale di ricoveri non elevato, ma che da inizio settembre è tornato a salire al ritmo d'un raddoppio ogni 8 giorni. Senza contare che crescono pure i contagi sintomatici fra i più giovani, sebbene in dimensione relativa. Dati che hanno portato l'indice nazionale d'infezione Rt già oltre la soglia 1 di rischio nel Regno, con il timore di arrivare a 2 se non s'invertirà la rotta. E hanno indotto il governo Tory a ripristinare il divieto di contatti sociali e familiari a un massimo di 6 persone in tutto il Paese, con l'aggiunta della minaccia inedita di conseguenze legali e multe pesanti estese pure all'obbligo della mascherina nei luoghi pubblici. «È fondamentale che le persone seguano le regole se vogliamo evitare di dover prendere altre misure più serie», ha concluso Hancock: come in una sorta di ultimo avviso.
Ultimo aggiornamento: Sabato 19 Settembre 2020, 12:18
© RIPRODUZIONE RISERVATA